martedì 14 maggio 2019

VITIGNO MARZEMINA BIANCA O SAMPAGNA

La Marzemina Bianca o Sampagna o Sciampagna è un vitigno a bacca bianca del Veneto, forse originario della Borgogna, molti lo ritengono simile allo "Chasselas dorato", ma non è una mutazione in bianco del noto Marzemino. Molto diffuso prima della fillossera in quasi tutto il Nord/Est italiano, oggi è presente con piccoli appezzamenti nel Trevigiano e nei Colli Euganei. Le prime notizie di questo vitigno le abbiamo grazie a Giacomo Agostinetti nel 1679, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1994, predilige terreni vulcanici e le sue uve vengono utilizzate spesso in uvaggio con altri vitigni, quali il Glera o Prosecco, Verdiso, Vespaiola, Verduzzo, può concorrere all'uvaggio del Torchiato di Fregona e del Torcolato. Questo vitigno ha una buona produzione e una elevata vigoria, il grappolo è di grandezza media, piramidale, da mediamente compatto a compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore verde-gialla. Se vinificato in purezza, questo vitigno da' un vino aromatico dal colore giallo paglierino, fruttato con note di mela e agrumi, floreale con note di glicine e fiori di acacia, intenso, sapido, fresco, con finale leggermente amarognolo, si presta anche alla produzione di vini frizzanti e a vendemmie tardive. Ottimo come aperitivo, questo vino si sposa bene con antipasti, crostacei, primi e secondi di pesce, formaggi a pasta molle, torte salate, ma anche pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

venerdì 26 aprile 2019

VITIGNO UCELUT

Il vitigno Ucelut è un autoctono a bacca bianca una volta presente in tutto il territorio del Friuli, purtroppo oggi presente in piccoli appezzamenti solo nei comuni di Castelnovo del Friuli e di Pinzano, in provincia di Pordenone. Non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che un vino con questo nome fu presentato nel 1863 all'Esposizione di Udine. Questo è un vitigno che appartiene alle cosidette "uve uccelline", in quanto cresce ai margini dei boschi ed è molto apprezzato dagli uccelli per la dolcezza delle sue bacche. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà delle Viti nel 1992, il vitigno Ucelut viene coltivato su terreni argillosi, ricchi di sassi, con una buona produzione, il grappolo è medio grande, piramidale, alato, l'acino è medio grande, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore verde-giallo. Vinificato quasi sempre in uvaggio, l'Ucelut viene prodotto anche in purezza e per vini dolci dopo un appassimento delle sue uve. Il vino, in versione secco, ha un colore giallo paglierino, più o meno intenso, fruttato e floreale con note di acacia e fiori di campo, fresco, sapido, con buon equilibrio, gusto pieno e di corpo. Ottimo come aperitivo, lega bene con antipasti di verdure, primi piatti leggeri e secondi di pesce, formaggi di media stagionatura, frittate; nella versione dolce si abbina con pasticceria secca e formaggi erborinati, la temperatura di servizio consigliata nella versione secco è 12°-14°.

giovedì 11 aprile 2019

VITIGNO NEYRET

Vitigno autoctono della Valle d'Aosta a bacca nera appartenente alla famiglia dei Neretti piemontesi, il nome è dovuto alla colorazione dell'uva e i sinonimi sono talmente tanti da indurre a una piccola confusione di classificazione, molti sono identici, altri no. Il Neyret, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti dal 1970, è diffuso, come si diceva, in Valle d'Aosta con piccoli appezzamenti, anche ad alta quota, in quasi tutti i comuni alla sinistra orografica del fiume Dora Baltea. Ha una produttività scarsa e irregolare, resiste al freddo e al marciume, teme la siccità, il grappolo è di grandezza media, cilindrico, con una o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente e molto pruinosa, di colore blu-nera. Il Neyret è vinificato quasi sempre in assemblaggio con altri vitigni con percentuali predeterminate per dare colore, maggiore alcolicità e mitigare l'asprezza dei vini. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato, caldo, intenso, sapido, con buona acidità, è un vino da tutto pasto con particolare predilezione della cucina locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

venerdì 22 marzo 2019

VITIGNO MOSTOSA

Il Mostosa è un vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, diffuso in tutte le regioni adriatiche fino alla Puglia, ma anche nel Lazio e Umbria, con vari sinonimi, Pagadebit, Ascolana, Scacciadebito, Pagadebito gentile. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1971, rientra nella DOC Colli di Rimini, le sue origini sono sconosciute, ma era apprezzato dai coltivatori per la sua elevata produttività. Coltivato su terreni collinari argillosi-calcarei-sabbiosi, ama le esposizioni solari ben ventilate, risente molto nelle zone costiere del clima marino che apporta una certa salinità alle uve. Il grappolo è di grande dimensione, piramidale o conico, mediamente compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino intenso, floreale, fruttato, secco, fresco, dal gusto pieno, poco strutturato e di poco corpo. Apprezzato come aperitivo, si abbina bene con minestre in brodo, primi piatti poco strutturati, secondi di pesce e carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

giovedì 21 marzo 2019

VITIGNO ABRUSCO

Vitigno a bacca nera autoctono di antica origine della Toscana, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1999, l'Abrusco, conosciuto anche con i sinonimi Raverusto, Colore, Lambrusco, presenta una certa somiglianza con l'Abrostine e appartiene al gruppo dei "vitigni da colore", quale il Colorino, per dare colore a vitigni meno dotati. Non abbiamo notizie storiche certe, se non alcune citazioni da parte del Soderini nel 1622 e del Di Rovasenda a fine del 1800, salvato dall'estinzione, oggi viene utilizzato molto spesso in assemblaggio, ma anche in purezza. Diffuso scarsamente in quasi tutta la regione, la sua produzione è media e regolare, coltivato spesso insieme al Colorino, il grappolo è di media dimensione, piramidale, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato, speziato, di gusto fine e persistente, ben strutturato. L'abbinamento è con antipasti, primi piatti strutturati, secondi di carne, arrosti, formaggi semistagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 12 marzo 2019

VITIGNO VERDEA

Il vitigno Verdea è un autoctono a bacca bianca conosciuto fin dal Medio Evo e introdotto in Italia, molto probabilmente, dal monaco irlandese San Colombano, precisamente in Toscana, dove è conosciuta col sinonimo di Colombana Bianca o Colombana di Peccioli, successivamente in Lombardia, nel Lodigiano, e in Emilia Romagna, nel Piacentino, dove viene consumata, per lo più, come uva da tavola. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1970, questo vitigno entra nella DOC San Colombano e spesso viene vinificato in purezza anche per vini passiti. Coltivato su terreni collinari ben soleggiati, ha una produttività elevata, regolare, ha buona resistenza al marciume e alle malattie crittogamiche, il grappolo è di media grandezza, conico piramidale corto, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è di media grossezza, subrotondo, con buccia spessa, consistente, pruinosa , di colore verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, leggero, fruttato, delicato, con buona acidità, ottimo come aperitivo, si abbina ad antipasti, primi piatti delicati, secondi di pesce sia di mare che di acqua dolce, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

martedì 5 marzo 2019

VITIGNO NERO BUONO

Il Nero Buono oNero Buono di Cori è un vitigno autoctono a bacca nera del Lazio, coltivato quasi esclusivamente nel territorio del comune di Cori, sulle pendici dei Monti Lepini, in provincia di Latina. Non conosciamo notizie storiche certe, ma pare che fosse coltivato fin dal tempo dei Romani, infatti si pensa che fu portato in questa zona dal Console  Lucio Quinzio Cincinnato. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti fin dal 1971, veniva utilizzato come vitigno da taglio, specialmente nella zona dei Castelli Romani, per l'apporto di colore che dava ai vini, solo negli ultimi anni, grazie alla lungimiranza di alcuni produttori, le sue uve vengono vinificate in purezza con risultati incoraggianti, tanto da provare anche un piccolo invecchiamento. Coltivato su terreni collinari di origine vulcanica con un microclima ventilato che lo rendono meno sensibile alla peronospora e alle muffe, questo vitigno ha una vigoria e produttività moderata, il grappolo è di dimensioni medie, conico, compatto, alato, l'acino è di dimensioni medie, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso, fruttato di frutti rossi, ribes, mirtillo, con l'invecchiamento assume sentore e aroma di confettura, liquirizia, cacao, spezie, con buona acidità, sapido, buon tenore alcolico e leggeri tannini, l'abbinamento è con primi piatti strutturati, secondi di carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.