martedì 17 luglio 2018

VITIGNO CAPRETTONE

Vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, diffuso sulle pendici del Vesuvio, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà nel 2014, confuso fino ad allora col vitigno Coda di Volpe, il Caprettone deve il suo nome alla forma del grappolo che somiglia alla barbetta della capra. Non abbiamo notizie storiche certe, il Caprettone è un vitigno vigoroso che sulle pendici del Monte Somma(Vesuvio) ha trovato il suo abitat ideale, dove su terreni vulcanici da' al vino un buon apporto minerale e, visto che è il primo vitigno della zona ad essere vendemmiato, anche un buon apporto di acidità, entra nella composizione della Doc Vesuvio Lacryma Christi insieme alla Falanghina e al Greco. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico, con una o due ali, l'acino è medio-piccolo, ellisoidale, con buccia consistente, pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino scarico, con profumi floreali e fruttati di albicocca, gelso e ginestra, con aroma fine, delicato, con buon tenore alcolico e di acidità, discreta morbidezza e buona struttura, il grado alcolico minimo è 11°. Ottimo come aperitivo, si abbina con frutti di mare crudi, piatti di pesce, formaggi molli e, perchè no, con una pizza ai frutti di mare, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

venerdì 13 luglio 2018

VITIGNO MALBO GENTILE

Vitigno a bacca nera autoctono dell'Emilia Romagna, conosciuto anche con i sinonimi di Amabile di Genova e Turbino, diffuso principalmente nelle province di Modena e Reggio Emilia e sporadicamente anche nelle Marche, il Malbo Gentile ha origini sconosciute. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino dal 1995, viene utilizzato molto spesso negli uvaggi dei Lambruschi per rafforzare la gradazione zuccherina, sporadicamente utilizzato nei Marzemini, viene vinificato sempre più spesso in purezza per vini novelli, frizzanti e fermi, molto apprezzato ultimamente per la produzione di passiti con un tenore alcolico sui 16°. Il Malbo Gentile è un vitigno vigoroso con produzione abbondante e regolare, non presenta particolari esigenze di terreno, adatto per terreni di media fertilità, sensibile alle gelate primaverili, alla peronospora e oidio, il grappolo è grande, piramidale allungato, spargolo con una o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fragranti di fiori e frutti rossi, al palato è di buon corpo ed equilibrato, fine, caldo, fresco con una gradazione alcolica minima di 11°, l'abbinamento con la cucina territoriale è d'obbligo, quindi lasagne, tortellini, tagliatelle, squacquerone e formaggi molli in genere, prosciutto, carni bianche, ma anche dessert e pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata varia secondo la tipologia del vino da 8°-10° a 16°-18°.

venerdì 8 giugno 2018

VITIGNO PERERA

Conosciuto anche col sinonimo di "Pevarise", il Perera è un vitigno a bacca bianca del Veneto, diffuso nella zona di Valdobbiadene, precisamente a Santo Stefano e San Pietro di Barbozza, zona di produzione del Cartizze, particolarmente ricercato per la bontà delle sue bacche. Le prime citazioni del Perera risalgono al 1936, il nome sembra derivare dal gusto di pera della polpa dell'acino, ma anche dalla forma di pera rovesciata del grappolo. Quasi del tutto scomparso per colpa della fillossera e successivamente riscoperto, questo vitigno viene utilizzato, di regola, in uvaggio col vitigno Verdiso e Glera, rientra nella DOCG Colli Asolani Prosecco, DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Prosecco DOC. Sensibile all'acinellatura, il Perera ha una produzione abbondante, ma irregolare, il grappolo è di forma medio-grande, conico o piramidale, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa di colore giallo dorato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso è fruttato con note di pera, intenso, fine, in bocca è persistente, sapido, fresco, caldo, armonico, di corpo, il valore alcolico minimo è 10,5°. Ottimo come aperitivo, si adatta bene a piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

lunedì 4 giugno 2018

VITIGNO GRISOLA

 Autoctono pugliese a bacca nera, salvato dall'estinzione, diffuso nel territorio di Manduria, località Sorani, in provincia di Taranto, il vitigno Grisola viene, forse erroneamente, associato e confuso col vitigno Barbera, visto la citazione che ne fa' Pietro De Crescenzi nel suo "Liber Ruralium Commodorum" col nome di Grisa o Grisola, l'interrogativo resta ed è motivo di approfondimento e di studio. Lasciando agli studiosi questa incombenza, il vitigno Grisola oggi viene coltivato su terreno tufaceo-calcareo con buona esposizione solare, il sistema di allevamento è quello a spalliera, soffre le gelate, il grappolo è di media dimensione, piramidale, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia consistente di colore blu. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo fruttato, floreale con note di viola, lamponi, ciliegia, speziato, in bocca è caldo, con bei tannini vellutati, fresco, fine, armonico, di corpo, il valore alcolometrico minimo è 11°. L'abbinamento ideale è con primi piatti di sugo con buona struttura, arrosti, selvaggina, grigliate di carni rosse, ma anche bianche, bolliti, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°

domenica 3 giugno 2018

VITIGNO GUARDAVALLE

Coltivato in Calabria, precisamente nella provincia di Reggio Calabria, versante ionico, il Guardavalle è un vitigno autoctono a bacca bianca, diffuso principalmente nella Locride, non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che è presente in Calabria fin dal tempo delle colonie greche. Il tipo di allevamento di questo vitigno è a spalliera o ad alberello su terreni argillosi-calcarei di medio impasto, ben esposti ai raggi solari, non ha particolari esigenze di coltura, resiste bene alle varie malattie. Vinificato di regola in uvaggio con altri vitigni locali, da un po' di anni viene vinificato in purezza con ottimi risultati, il grappolo è di forma media, conico o cilindrico, alato, da spargolo a mediamente compatto, l'acino è di dimensione media, sferico, con buccia mediamente spessa e consistente, poco pruinosa, di colore da verde-giallo ad ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, floreale, fruttato con note agrumate e di noce tostata, in bocca è sapido, caldo, fresco, intenso, persistente, fine, di corpo, il valore minimo alcolico è 11°, ottimo come aperitivo, ben si adatta a piatti di pesce, frutti di mare e crostacei, formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 29 maggio 2018

VITIGNO MOSCATELLO DI TAGGIA

Conosciuto fin dal XIV secolo, secondo lo storico Alessandro Carrassale, il Moscatello di Taggia era chiamato il vino dei papi, dei re, nettare degli dei, apprezzato in tutta Europa, è un vitigno a bacca bianca aromatico diffuso nel Ponente Ligure, principalmente nel comune di Arma di Taggia, geneticamente uguale al Moscato di Canelli ma con un grappolo più spargolo e un aroma più intenso. Scomparso quasi del tutto dopo la fillossera, grazie all'attenzione di alcuni produttori, nel 2000 il vitigno, dopo un lungo lavoro di studio, di ricerca e reimpianto, rinasce e nel 2011 entra a far parte della DOC Riviera Ligure di Ponente, ad avvalorare questa rinascita  alcuni produttori nel 2014 fondano l'Associazione Produttori del Moscatello di Taggia. Uguale geneticamente, come detto, al Moscato di Canelli, viene vinificato nella tipologia fermo, frizzante, passito, con un titolo alcolometrico minimo che varia dal 10,5° al 14,5°del passito. Il vino, secondo la tipologia, varia da un colore giallo paglierino più o meno intenso, al giallo oro ambrato nel passito, il profumo fruttato, floreale e aromatico è quello classico del Moscato, il sapore è aromatico, dolce, fresco, persistente, armonico, ottimo come aperitivo, ideale per piatti di pesce, crostacei, formaggi e salumi, alla pasticceria secca,la temperatura di servizio consigliata è 12°.

giovedì 24 maggio 2018

VITIGNO NERETTA CUNEESE

La Neretta Cuneese è un vitigno autoctono del Piemonte a bacca nera diffuso principalmente in provincia di Cuneo e Torino, in Val Susa, nel Pinerolese, nella Serra d'Ivrea, nel Saluzzese e nel Monregalese, in ognuna di queste zone viene conosciuta con vari sinonimi, Freisa grossa o Freisa di Nizza, Neretto, Neretto di Cavaglià, Neretto del Beinale. Questo vitigno si adatta a diversi tipi di terreno, dal calcareo-argilloso, al ciottoloso, al morenico, ha particolare resistenza alla grandine e al marciume, oltre che alle crittogame, resistente al gelo e all'umidità, ha una buona vigoria e una produttività abbondante e costante. Il grappolo è di forma medio-grande, cilindrico, alato, molto compatto, l'acino è grande, sferico o ellisoidale, con buccia molto pruinosa, abbastanza spessa, di colore blu-nero, le sue uve, povere di zuccheri, vengono utilizzate quasi sempre in assemblaggio con Avanà, Dolcetto e Barbera, raramente in purezza. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, vinoso, fruttato, leggero di corpo e alcolicità, il valore alcolico minimo è 11°, poco adatto all'invecchiamento, adatto da bere a tutto pasto, si abbina bene ai piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.