martedì 20 novembre 2018

VITIGNO GUARNACCINO NERO

Il nome potrebbe indurre l'appartenenza alla famiglia delle  Guarnacce, errato, non vi è alcuna identità ampelografica con tale famiglia. Il nome deriva dal fatto che, in questa zona, qualsiasi vitigno a bacca nera veniva chiamato Guarnaccia. Il Guarnaccino nero, conosciuto anche come Guarnaccino di Chiaromonte, è un vitigno a bacca nera autoctono della Basilicata, diffuso esclusivamente nel comune di Chiaromonte, in provincia di Potenza. Si parlava dell'esistenza di questo vitigno, come biotipo, fin dal 1848, molto probabilmente introdotto dalla colonizzazione dei Greci dalla vicina colonia di Metaponto, solo nel 2007 è iniziata una ricerca più approfondita, grazie al comune di Chiaromonte. Finalmente nel 2013 il Guarnaccino ha ottenuto il riconoscimento, con relativa iscrizione nel Registro Nazionale delle Viti, come vitigno autoctono di grande potenzialità. Predilige terreni collinari con buona esposizione, ha buona resistenza alle malattie e agli attacchi dei funghi, sviluppa un'ottima acidità che lo rende ideale per l'invecchiamento, il grappolo è di grandezza media, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, fruttato con piccole note floreali, ottima acidità, alcolicità, fine, di buona struttura e di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di carne, arrosti,salumi e formaggi stagionati, si consiglia una temperatura di servizio di 16°-18°, nella versione rosato 14°-16°.

giovedì 15 novembre 2018

VITIGNO GOLDTRAMINER

Conosciuto anche come Incrocio Rigotti 84-11, grazie al ricercatore Rebo Rigotti nel 1947, incrociando il Traminer aromatico col Trebbiano Toscano, Il Goldtraminer è un vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino Alto Adige che si presta molto alla produzione di vini passiti. Preferisce terreni collinari fertili con buona esposizione solare, ha buona produzione ed è abbastanza resistente all'oidio e alla botrite, non teme i freddi invernali. Il grappolo è di media grandezza, conico, spargolo, l'acino è medio, ellittico, con buccia spessa e consistente, di colore verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, il profumo complesso  varia dalla pesca, albicocca, alla frutta sovramatura, il sapore è avvolgente, aromatico, intenso, fresco, con buona acidità e alcolicità, persistente, di corpo. Il Goldtraminer si abbina e da' il meglio di sè con formaggi erborinati e dessert, da bere ad una temperatura di 8°-10°.

lunedì 12 novembre 2018

VITIGNO PALLAGRELLO BIANCO E NERO

Pallagrello Bianco

 Pallagrello Nero
Il Pallagrello, conosciuto anche come "L'Uva dei Borboni",perchè molto apprezzato da Ferdinando IV di Borbone, è un vitigno con due varietà, una Bianca, in dialetto "U Pallarel",e una Nera, chiamato anche "Piedilungo", "Pallagrella Nera" o "Coda di Volpe Rossa", che hanno caratteristiche ampelografiche uguali, si differenziano solo dal colore. E' un vitigno molto antico risalente molto probabilmente ai Greci, il suo nome deriva dal fatto che i suoi acini sono piccoli e tondi da sembrare una piccola palla. Il Pallagrello è un vitigno autoctono della Campania, diffuso in provincia di Caserta, principalmente nei comuni di Caiazzo, Castel di Sasso e Castel  Campagnano, è coltivato in terreni collinari calcarei-argillosi e vulcanici, abbastanza vigoroso e produttivo. Il grappolo, sia bianco che nero, è di grandezza media, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è piccolo, tondo, con buccia pruinosa di colore verde-giallo per la varietà bianca e di colore blu-nero per la varietà nera. Per la varietà bianca il vino ha un colore giallo paglierino con sentori fruttati di pesca e albicocca, buona acidità e alcolicità, persistente e di buon corpo, si abbina a zuppe, pasta e legumi, primi piatti  e secondi di pesce, carni bianche, latticini e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°. Per la varietà nera il vino ha un colore rosso rubino intenso con sentori di frutti rossi, con acidità equilibrata e media alcolicità, tannico, dal gusto ampio, adatto da bere a tutto pasto, si abbina bene con primi e secondi più strutturati, salumi e formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 8 novembre 2018

VITIGNO MANTONICO BIANCO E NERO

Mantonico Nero
 Mantonico Bianco
Il Mantonico Bianco, vitigno a bacca bianca, è uno dei vitigni autoctoni più antichi della Calabria, importato dai coloni greci nel VII sec. a.C. nella zona della Locride. Oggi è diffuso principalmente nella fascia costiera jonica della Calabria, nei comuni di Locri, Bianco, Monasterace e Palizzi,il nome deriverebbe dal greco mantonikos, che significa divino, profeta. Da non confondere questo vitigno col Montonico Bianco, che è un vitigno autoctono dell'Abruzzo, diffuso in quasi tutta l'Italia Centrale. E' coltivato prevalentemente su terreni collinari calcarei-argillosi, ben esposti,
 di regola, ad alberello, anche se nei nuovi impianti viene allevato a spalliera, ha ottima resistenza al freddo e alla siccità, meno alla peronospora e all'oidio. Il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico, mediamente spargolo, spesso alato, l'acino è medio, ellisoidale, con buccia spessa, poco pruinosa, di colore giallo dorato, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi ambrati con note di pesca, albicocca e agrumi, buona acidità e alcolicità, sostenuti da una buona struttura e freschezza, viene vinificato anche nella versione spumante e passito. Molto indicato nell'abbinamento a primi e secondi piatti di pesce, fritture e grigliate di pesce, nella versione spumante è ottimo come aperitivo, mentre nella versione passito è ottimo con pasticceria secca, torte da forno, ottimo anche come vino da meditazione, la temperatura di servizio consigliata nella versione secco è 12°-14°.
Esiste anche un vitigno a bacca nera, il Mantonico Nero o Magliocco. Per ulteriori notizie, ritornare al post "Vitigno Magliocco".

giovedì 1 novembre 2018

VITIGNO SPERGOLA

Vitigno a bacca bianca presente fin dal XV secolo in Emilia Romagna, nella zona di Scandiano e Canossa, in provincia di Reggio Emilia, la Spergola deve il suo nome, probabilmente, al fatto di avere il grappolo un po' spargolo, diradato, con un grappolo più piccolo laterale per il quale viene chiamato anche "alata", è conosciuta anche col nome "l'Uva di Matilde di Canossa". Confuso per molti anni col Sauvignon, l'analisi sul dna fatta nel 2000 ha dimostrato l'autenticità genetica di questo vitigno, consentendo la registrazione nel Catalogo Nazionale della Varietà della Vite nel 2002, entrando così nella DOC Colli di Scandiano e Canossa. Nel 2011, grazie all'oculatezza di alcuni produttori, è nata la "Compagnia della Spergola" per la diffusione e la valorizzazione di questo vitigno e del suo vino che viene prodotto nella tipologia secco, spumante e passito. La Spergola viene coltivato su terreni collinari argillosi ricchi di gesso che danno al vino una buona acidità, freschezza e mineralità, è abbastanza resistente alla siccità. Il grappolo è di dimensione media, piramidale, mediamente spargolo, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa di colore verde tendente al giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con profumi di fiori e mela verde, fine, fresco, persistente, armonico buona acidità e mineralità, con buona struttura, ottimo come aperitivo, si accompagna ad antipasti, primi piatti di pesce, secondi non molto strutturati, salumi e formaggi, specialmente il Parmiggiano Reggiano, nella versione passito si accompagna a torte da forno, pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, chiaramente attenzione alla tipologia del vino.

martedì 23 ottobre 2018

VITIGNO GRERO o NERO DI TODI

Vitigno autoctono a bacca nera dell'Umbria, precisamente della zona di Todi, in provincia di Perugia, è conosciuto col nome di Grero o Nero di Todi. E' conosciuto e citato fin dal 1893 nell'Annuario Generale per la Viticoltura ed Enologia col nome, erroneamente, di Greco Nero, da non confondere con l'omonimo vitigno calabrese totalmente differente. Dovendo procedere alla sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Viti da Vino, visto la presenza di un  omonimo, il prof. Alberto Palliotti, in collaborazione col dr. Stefano Galiotto, hanno coniato il nome di Grero prendendo le prime tre lettere del nome Greco e le ultime due del nome Nero, solo così nel 2011 è avvenuta la sua iscrizione nel medesimo. Quasi del tutto abbandonato per la sua scarsa produzione, solo all' inizio degli anni 2000 è iniziato un progetto di riqualificazione di questo vitigno grazie ad alcuni produttori. E' un vitigno che promette grandi potenzialità, c'è ancora tanto lavoro da fare, il grappolo è di grandezza medio/grande, piramidale, alato, alquanto compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, fruttato, buona acidità, alcolicità, media tannicità, fine, di buona struttura, di corpo, ha un valore alcolico minimo di 12°, alcuni produttori stanno cercando di produrlo in versione passito e spumante. Il Grero è un vino da bere a tutto pasto, primi piatti di sughi di carne, arrosti, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 17 ottobre 2018

VITIGNO CHATUS o NEBBIOLO DI DRONERO

Vitigno a bacca nera del Piemonte, un tempo diffuso su tutto l'arco alpino da Mondovì alla Val d'Ossola, oggi circoscritto al territorio di Dronero e Busca, in provincia di Cuneo. Il Chatus era presente, tempo fà, anche in Francia, dalla Savoia al Massiccio Centrale, poi abbandonato e ultimamente ripiantato nelle valli di Ardèche e Isere. E' conosciuto con vari sinonimi in Piemonte, oltre che Nebbiolo di Dronero in Val Maira, Colli Saluzzesi e nel Pinerolese, Bourgnin nei comuni di Barge e Bagnolo, Brachet nel Canavese, Brunetta e Scarlattin in Val Susa. E' un vitigno rustico, predilige terreni collinari e montani scistosi, molto suscettibile ai parassiti, meno alla peronospora, resistente alle intemperie, ha vigoria e produttività media, il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, con piccole ali, compatto, l'acino è piccolo, ellissoidale, con buccia spessa e pruinosa di colore blu nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al palato fruttato di mirtillo e susina, floreale, a volte speziato, ha buona struttura, acidità, dando un buon apporto agli altri uvaggi, sapido, giusta tannicità e buona alcolicità. L'abbinamento consigliato è con primi piatti strutturati, carni al sugo, arrosti, grigliate di carne, salumi e formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.