domenica 12 agosto 2018

VITIGNO BORDO'

Il Bordò è un vitigno a bacca rossa delle Marche, diffuso principalmente in provincia di Ascoli Piceno, appartenente alla famiglia delle Guarnacce spagnole e francesi, infatti nelle varie zone di produzione prende diversi nomi: Cannonau in Sardegna, Granaccia in Liguria, Alicante in Toscana, Gamay del Trasimeno in Umbria, Tai Rosso in Veneto, Nelson in Sicilia, nella zona dell'Etna. Scoperto per puro caso negli anni novanta, ancora oggi questo vitigno è oggetto di studio da parte di alcuni viticoltori, visto che non ha ancora una sua denominazione, è un biotipo del Grenache, anche se in questa zona delle Marche ha una sua connotazione ben definita, dovuta alla esposizione solare e struttura del terreno di coltivazione e per questo mi piace definirlo un autoctono di questa zona. La coltivazione di questo vitigno non è molto diffusa, ha un carattere del tutto personale, molto robusto e di difficile produzione, il vino ha un colore rosso rubino scarico che si avvicina al granato, ha note balsamiche, agrumate, speziate, tostate, tonico come gusto con buon tenore alcolico e di buon corpo, può raggiungere come tenore alcolico anche i 15°. I piatti della tradizione marchigiana sono il suo abbinamento ideale, paste al sugo strutturate, carni rosse e selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

lunedì 30 luglio 2018

VITIGNO ROLLO

Il Rollo è un vitigno autoctono a bacca bianca della Liguria, diffuso nel circondario di Genova e nella Riviera di Ponente Ligure, viene prodotto anche a Nizza, in Francia, col nome di Rolle e ad Antibes col nome di Verlantin. Esiste una diatriba tra gli studiosi, alcuni sostengono che questo vitigno sia originario della Francia e successivamente trapiantato in Liguria, altri, la maggioranza, lo vogliono originario della Liguria. Ritenuto in passato simile al Vermentino, alla luce delle ultime analisi è risultato una varietà del tutto diversa, anche se condivide col Pigato, Vermentino e Favorita alcune caratteristiche morfologiche. E' un vitigno che ha una buona vigoria e una produzione abbondante e costante, molto resistente ai venti marini, è poco tollerante all'oidio e alla peronospora. Il grappolo è grande, di forma conico-cilindrico, compatto alato, l'acino è grosso, sferico, di colore verde-giallastro. Vinificato quasi sempre in assemblaggio per dare corpo e struttura ad altri vitigni, raramente è vinificato in purezza, da' un vino giallo paglierino scarico con scarse caratteristiche organolettiche con un grado alcolico minimo di 10°, rientra nella DOC Valpolcevera. Per queste sue caratteristiche è un vino da tutto pasto, indicato per piatti di frutti di mare, primi e secondi di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 17 luglio 2018

VITIGNO CAPRETTONE

Vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, diffuso sulle pendici del Vesuvio, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà nel 2014, confuso fino ad allora col vitigno Coda di Volpe, il Caprettone deve il suo nome alla forma del grappolo che somiglia alla barbetta della capra. Non abbiamo notizie storiche certe, il Caprettone è un vitigno vigoroso che sulle pendici del Monte Somma(Vesuvio) ha trovato il suo abitat ideale, dove su terreni vulcanici da' al vino un buon apporto minerale e, visto che è il primo vitigno della zona ad essere vendemmiato, anche un buon apporto di acidità, entra nella composizione della Doc Vesuvio Lacryma Christi insieme alla Falanghina e al Greco. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico, con una o due ali, l'acino è medio-piccolo, ellisoidale, con buccia consistente, pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino scarico, con profumi floreali e fruttati di albicocca, gelso e ginestra, con aroma fine, delicato, con buon tenore alcolico e di acidità, discreta morbidezza e buona struttura, il grado alcolico minimo è 11°. Ottimo come aperitivo, si abbina con frutti di mare crudi, piatti di pesce, formaggi molli e, perchè no, con una pizza ai frutti di mare, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

venerdì 13 luglio 2018

VITIGNO MALBO GENTILE

Vitigno a bacca nera autoctono dell'Emilia Romagna, conosciuto anche con i sinonimi di Amabile di Genova e Turbino, diffuso principalmente nelle province di Modena e Reggio Emilia e sporadicamente anche nelle Marche, il Malbo Gentile ha origini sconosciute. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino dal 1995, viene utilizzato molto spesso negli uvaggi dei Lambruschi per rafforzare la gradazione zuccherina, sporadicamente utilizzato nei Marzemini, viene vinificato sempre più spesso in purezza per vini novelli, frizzanti e fermi, molto apprezzato ultimamente per la produzione di passiti con un tenore alcolico sui 16°. Il Malbo Gentile è un vitigno vigoroso con produzione abbondante e regolare, non presenta particolari esigenze di terreno, adatto per terreni di media fertilità, sensibile alle gelate primaverili, alla peronospora e oidio, il grappolo è grande, piramidale allungato, spargolo con una o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fragranti di fiori e frutti rossi, al palato è di buon corpo ed equilibrato, fine, caldo, fresco con una gradazione alcolica minima di 11°, l'abbinamento con la cucina territoriale è d'obbligo, quindi lasagne, tortellini, tagliatelle, squacquerone e formaggi molli in genere, prosciutto, carni bianche, ma anche dessert e pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata varia secondo la tipologia del vino da 8°-10° a 16°-18°.

venerdì 8 giugno 2018

VITIGNO PERERA

Conosciuto anche col sinonimo di "Pevarise", il Perera è un vitigno a bacca bianca del Veneto, diffuso nella zona di Valdobbiadene, precisamente a Santo Stefano e San Pietro di Barbozza, zona di produzione del Cartizze, particolarmente ricercato per la bontà delle sue bacche. Le prime citazioni del Perera risalgono al 1936, il nome sembra derivare dal gusto di pera della polpa dell'acino, ma anche dalla forma di pera rovesciata del grappolo. Quasi del tutto scomparso per colpa della fillossera e successivamente riscoperto, questo vitigno viene utilizzato, di regola, in uvaggio col vitigno Verdiso e Glera, rientra nella DOCG Colli Asolani Prosecco, DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Prosecco DOC. Sensibile all'acinellatura, il Perera ha una produzione abbondante, ma irregolare, il grappolo è di forma medio-grande, conico o piramidale, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa di colore giallo dorato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso è fruttato con note di pera, intenso, fine, in bocca è persistente, sapido, fresco, caldo, armonico, di corpo, il valore alcolico minimo è 10,5°. Ottimo come aperitivo, si adatta bene a piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

lunedì 4 giugno 2018

VITIGNO GRISOLA

 Autoctono pugliese a bacca nera, salvato dall'estinzione, diffuso nel territorio di Manduria, località Sorani, in provincia di Taranto, il vitigno Grisola viene, forse erroneamente, associato e confuso col vitigno Barbera, visto la citazione che ne fa' Pietro De Crescenzi nel suo "Liber Ruralium Commodorum" col nome di Grisa o Grisola, l'interrogativo resta ed è motivo di approfondimento e di studio. Lasciando agli studiosi questa incombenza, il vitigno Grisola oggi viene coltivato su terreno tufaceo-calcareo con buona esposizione solare, il sistema di allevamento è quello a spalliera, soffre le gelate, il grappolo è di media dimensione, piramidale, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia consistente di colore blu. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo fruttato, floreale con note di viola, lamponi, ciliegia, speziato, in bocca è caldo, con bei tannini vellutati, fresco, fine, armonico, di corpo, il valore alcolometrico minimo è 11°. L'abbinamento ideale è con primi piatti di sugo con buona struttura, arrosti, selvaggina, grigliate di carni rosse, ma anche bianche, bolliti, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°

domenica 3 giugno 2018

VITIGNO GUARDAVALLE

Coltivato in Calabria, precisamente nella provincia di Reggio Calabria, versante ionico, il Guardavalle è un vitigno autoctono a bacca bianca, diffuso principalmente nella Locride, non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che è presente in Calabria fin dal tempo delle colonie greche. Il tipo di allevamento di questo vitigno è a spalliera o ad alberello su terreni argillosi-calcarei di medio impasto, ben esposti ai raggi solari, non ha particolari esigenze di coltura, resiste bene alle varie malattie. Vinificato di regola in uvaggio con altri vitigni locali, da un po' di anni viene vinificato in purezza con ottimi risultati, il grappolo è di forma media, conico o cilindrico, alato, da spargolo a mediamente compatto, l'acino è di dimensione media, sferico, con buccia mediamente spessa e consistente, poco pruinosa, di colore da verde-giallo ad ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, floreale, fruttato con note agrumate e di noce tostata, in bocca è sapido, caldo, fresco, intenso, persistente, fine, di corpo, il valore minimo alcolico è 11°, ottimo come aperitivo, ben si adatta a piatti di pesce, frutti di mare e crostacei, formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.