martedì 19 febbraio 2019

VITIGNO VERDESE

Il vitigno Verdese, autoctono a bacca bianca della Lombardia, è diffuso nella zona di Como e Lecco e rientra nella Terre Lariane IGT, deve il suo nome, molto probabilmente, alla colorazione verde dei suoi acini. Quasi del tutto scomparso per la fillossera,  iscritto nel Registro Nazionale delle varietà di viti da vino fin dal 1996, grazie ad alcuni produttori è stato ripiantato e oggi viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio. Coltivato sulle sponde del Lago a terrazzamenti su terreni di natura sabbiosa, questo vitigno gode di un clima temperato con escursioni termiche tra la notte e il giorno, ben ventilato, ha un'ottima vigoria e una discreta produttività. Il grappolo è di media grandezza, piramidale, compatto, l'acino è di dimensioni piccole, ellittico, con buccia spessa, pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, aroma pressochè neutro, ha una buona acidità e sapidità, poco alcolico, poco strutturato e di corpo. L'abbinamento di questo vino è molto adatto ai piatti di zona, primi e secondi di pesce, carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

venerdì 15 febbraio 2019

VITIGNO GAMBA ROSSA O DI PERNICE

La zona di Calosso, Costigliole d'Asti e Canelli, sud Astigiano, in Piemonte, è il territorio di produzione del vitigno autoctono a bacca nera Gamba Rossa o Gamba di Pernice, conosciuto anche col sinonimo di Imperatrice dalla Gamba Rossa. Deve il suo nome al colore rosso violaceo che assume il raspo prima dell'invaiatura simile al colore del piede di pernice, da non confondersi col vitigno Piedirosso della Campania o col vitigno Pied de Perdrix della Francia. Citato dal Nuvolone nel 1798 e sopravvissuto alla fillossera, la sua uva veniva vinificata in assemblaggio con altri vitigni per dare struttura, aroma e colore al vino. La lungimiranza di alcuni produttori lo ha riportato in auge vinificandolo in purezza e, grazie alla sua iscrizione del 2007 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, ha ottenuto la DOC nel 2011. Coltivato su terreni collinari argillosi-calcarei, ben soleggiati, ha un grappolo di grandezza media, piramidale, compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è di dimensione medio, sferico, con buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento, fruttato di ciliegia, floreale di viola, speziato di pepe verde, balsamico, tutte note che ritornano in bocca, intenso, tannico, sapido e con un buon tenore alcolico, di buon corpo e struttura. L'abbinamento ideale è con primi e secondi piatti aromatici, carni alla griglia, arrosti, formaggi di media stagionatura e salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°.18°.

martedì 12 febbraio 2019

VITIGNO VERNACCIA DI CANNARA O CORNETTA O VERNACCIA NERA

La Vernaccia di Cannara o Cornetta o Vernaccia Nera è un vitigno autoctono a bacca nera dell'Umbria, diffuso principalmente nei comuni di Cannara, Bevagna e Bettona, in provincia di Perugia. Conosciuto, grazie al suo vino da dessert, da meditazione, fin dai tempi dei Romani, citato da Plinio il Vecchio, Sante Lancerio (bottigliere di papa Paolo III Farnese) e per ultimo Luigi Veronelli, è entrato nel 2009 per Decreto Ministeriale nella DOC Colli Martani. Coltivato su terreni collinari, argillosi-calcarei, ha una buona vigoria e produzione abbondante, ha una buona resistenza alle malattie, il grappolo è di media grandezza, cilindrico o conico, spesso alato, compatto, l'acino è medio, tondo, con buccia di media consistenza e mediamente pruinosa, di colore nero-viola. Le sue uve vengono raccolte e fatte appassire su telai per tre-quattro mesi, dando un vino rosso rubino intenso, fruttato di mora e prugna surmatura, in bocca è caldo, dolce, con buona acidità sopportato da un tannino poco invadente, equilibrato e con buona persistenza aromatica. Il vino, come si diceva, è da dessert, da meditazione, da fine pasto, da abbinare a formaggi erborinati, dolci, pasticceria secca, frutta secca, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.

giovedì 7 febbraio 2019

VITIGNO GAROFANATA

Vitigno autoctono a bacca bianca delle Marche, diffuso principalmente nella Valle del Cesano, comprendente i comuni di Corinaldo, Castelleone di Suasa, Fratte Rosa e San Lorenzo in Campo, a cavallo delle province di Ancona e Pesaro Urbino. Non si conoscono notizie storiche del Garofanata, solo nel 1962 lo troviamo menzionato in alcuni appunti dell'ampelografo Bruno Bruni col nome di Garofalata o Moscato bastardo, secondo il quale questo vitigno sarebbe una sottovarietà del Moscato Bianco, infatti l'aromaticità dell'uva è molto simile a quella dei moscati. Il terreno di coltivazione è di medio impasto, abbastanza profondo, il clima, vista la vicinanza dei terreni al mare, risente molto dell'influenza marina. Il grappolo è di grandezza medio-piccolo, piramidale, quasi compatto, l'acino è medio-grande, ovoide, non uniforme, con buccia di medio spessore, poco pruinosa, di colore verde dorato, punteggiato di marrone per la prolungata esposizione al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino mediamente intenso dal profumo floreale di biancospino e fiori bianchi, fruttato di mela, pesca e agrumi, speziato, al palato è fresco con ottima acidità, poco alcolico,semi aromatico, di media struttura, sapido, l'abbinamento è con antipasti di molluschi, crostacei, primi e secondi di pesce, formaggi molli, buono anche come aperitivo. La temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

mercoledì 9 gennaio 2019

VITIGNO ALBAROSSA

L'Albarossa è un vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte, diffuso nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, ottenuto nel 1938 dal prof. Giovanni Dalmasso, incrociando il vitigno Barbera col vitigno Chatus, detto anche Nebbiolo di Dronero. Ancora poco conosciuto alla platea enologica nazionale, solo nel 1977 è stato iscritto nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite e dopo ulteriori studi e sperimentazioni nel 2001 è stato inserito nella lista dei vitigni idonei alla coltivazione in Piemonte. E' un vitigno abbastanza rustico dalla grande potenzialità, abbinata ad una elevata vigoria e produzione, con una suscettibilità all'oidio e alle gelate primaverili, meno alla peronospora, predilige terreni collinari con buona esposizione solare, visto la precocità al germogliamento. Il grappolo è di grandezza media, piramidale, compatto, alato, l'acino è piccolo, ellisoidale, con buccia pruinosa, consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con sfumature violacee dai profumi fruttati di mora, fragola e speziati di tabacco, in bocca è molto caldo, con una acidità ben contenuta e un tannino vellutato, ben strutturato, armonico e con un'ottima persistenza gustativa. L'abbinamento col cibo è molto variegato, dai primi strutturati o al tartufo, ai secondi di selvaggina, brasati, arrosti, stufati, salumi, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 12 dicembre 2018

VITIGNO OSELETA

L'Oseleta è un vitigno a bacca nera autoctono del Veneto, diffuso principalmente in provincia di Verona. Già dalla fine del 1800 viene citata la sua presenza in questa zona, ma solo negli anni settanta questo vitigno viene recuperato dalla estinzione e spesso viene utilizzato nella vinificazione del Valpolicella, del Recioto e dell'Amarone, anche se non è citato dal disciplinare, in quanto da' un apporto di colore, acidità e alcolicità. Il nome potrebbe derivare dal termine dialettale "uselet", che significa uccelletto, in quanto i suoi acini sono molto graditi agli uccelli per la dolcezza. E' un vitigno che presenta buona resistenza alle malattie e alla Botritys cinerea, tanto da essere lasciata ad appassire sulla pianta, ha una buona vigoria e regolare produttività. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico o piramidale, compatto, talvolta alato, l'acino è di medie dimensioni, ovoidale, con buccia spessa, consistente, di colore nero-blu. Il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, fruttato, speziato, con un buon contenuto tannico, buona alcolicità, molto sapido e corposo, l'abbinamento è a tutto pasto, con i tipici piatti regionali, con primi piatti di sugo di carne, arrosti, grigliate di carne, salumi e formaggi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 9 dicembre 2018

VITIGNO MARESCO o MARUGGIO

Vitigno a bacca bianca autoctono della Puglia, precisamente della Valle d'Itria, dove confluiscono le province di Bari,Taranto e Brindisi, il Maresco, conosciuto anche col sinonimo di Maruggio, cittadina in provincia di Taranto, secondo alcuni studi deve il suo nome ad una erba, il Marubbio, presente nella zona, che un tempo veniva aggiunta al vino per conferire particolari proprietà terapeutiche. E' un vitigno che cresce su terreni argillosi-calcarei dalla caratteristica terra rossa, che confluiscono al vino una grande acidità e un ottimo tenore alcolico, caratteristiche che lo rendono adatto alla spumantizzazione, con inverni rigidi ed estati molto calde. Il grappolo è di grandezza media, conico, spargolo, alato, l'acino è di medie dimensioni, ellettico, con buccia spessa, lucida, dal colore giallo intenso. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso con note floreali di rosa e violetta, fruttati di mela e pera ed erbacee, ottima acidità e buon tenore alcolico, sapido, armonico e di buon corpo. Ottimo come aperitivo nella versione spumante, si abbina con molluschi, crostacei, primi e secondi piatti di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, nella versione spumante è 8°-10°.