giovedì 25 settembre 2014

VITIGNO NERO d'AVOLA

foto agrinnovazione- regione sicilia .it




Vitigno autoctono a bacca rossa della Sicilia coltivato sull'intero territorio dell'isola principalmente nella zona occidentale e orientale, viene chiamato anche "Calabrese" ma non ha nessun legame con la Calabria se non la presenza in qualche uvaggio di vini Doc di questa regione. Alcuni pensano che il termine "Calabrese" derivi dal greco, altri dal dialetto locale, ma, forse, quello più originale risale al medioevo quando i commercianti di vino siciliani lo vendevano come vino calabrese, che in quel periodo era molto richiesto. Il vitigno Nero d'Avola viene coltivato prevalentemente ad alberello o a spalliera, preferisce qualsiasi tipo di terreno e clima, ha un'ottima vigoria, le sue uve hanno un'alta concentrazione di zuccheri e una buona acidità, che rendono il vino intenso, corposo e alcolico tanto che era considerato un vino da taglio fino agli inizi degli anni settanta. Oggi viene vinificato in purezza, ma anche in abbinamento, il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, quando è giovane, con l'invecchiamento assume riflessi granati, da il meglio di sè quando è vinificato in purezza. Il vino ha una buona struttura, corposo, intenso, caldo e armonico, l'aroma è fruttato,floreale, speziato che spazia dal lampone, mora, ribes al cioccolato, tabacco, liquirizia e con queste sue caratteristiche questo vino viene annoverato come uno dei più grandi vini italiani. Il Nero d'Avola o Calabrese si abbina molto bene con gli arrosti, brasati, selvaggina e formaggi stagionati, la temperatura di servizio è sui 18°C-20°C.

Motto: Gli uomini sono come il vino. Alcuni diventano aceto, i migliori
                          invecchiano bene. (Papa Giovanni XXIII)

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