venerdì 31 ottobre 2014

VITIGNO GAGLIOPPO

foto vivai maiorana
Vitigno autoctono a bacca rossa della Calabria, diffuso anche in altre regioni quale Marche, Umbria, Abruzzo e Sicilia conosciuto con sinonimi diversi come "Mantonico Nero","Gaglioppo di Cirò", "Aglianico di Cassano", originario, probabilmente, della Grecia, presenta molte analogie col vitigno "Frappato"(di cui ho già parlato). Questo è il vitigno a bacca rossa più diffuso su tutto il territorio calabro, precisamente in provincia di Cosenza e Catanzaro, dalle sue uve viene prodotto il famoso vino " Cirò " nella versione rosato e rosso. Preferisce terreni collinari aridi e sabbiosi dal clima caldo e secco, ha notevole vigoria, buona produzione e regolare, l'allevamento è ad alberello o a spalliera. La foglia è media, pentagonale, il grappolo è medio-grosso, piramidale o conico, compatto con una o due ali, l'acino è medio, tondo o ovale con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente. Il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso dal profumo vinoso, fruttato, floreale con note di frutti di bosco, rosa, in bocca è caldo, sapido, mediamente tannico, corposo, armonico tendente al vellutato con l'invecchiamento, il grado alcolico è 12,5°. Secondo la tipologia il vino si abbina con primi piatti con sughi saporiti, arrosti, carni alla griglia o alla brace, selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 18°-20°C.

Motto: Il Vino rallegra il triste, ravviva il vecchio, ispira il giovane, fa dimenti-
             care allo stanco la sua stanchezza. ( LORD BYRON )

giovedì 30 ottobre 2014

VITIGNO MARZEMINO

foto vinook.it
Vitigno autoctono a bacca rossa di origine incerta presente in Trentino, Veneto, Friuli, Lombardia ed Emilia, con questo nome erano conosciuti molti vitigni a bacca rossa, attualmente esistono due biotipi di questo vitigno raccolti in due gruppi, " Marzemino Gentile o Comune " , molto diffuso nella zona di Isera in Trentino, e " Marzemina Padovana ", diffuso in Veneto, dove viene prodotto il vino " Colli di Conegliano-Refrontolo passito DOCG " dopo l'appassimento delle sue uve, in Lombardia e in Emilia. E' un vitigno che ha molta vigoria e preferisce terreni collinari argillosi-basaltici, ben esposti e arieggiati dal clima piuttosto caldo, l'allevamento è a pergola trentina, ha foglia media, pentagonale con grappolo lungo, cilindrico-piramidale con una o due ali, moderatamente compatto, l'acino è medio, tondo con buccia pruinosa, sottile ma consistente. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fruttati, floreali vagamente speziate con note di frutti di bosco, viola, balsamiche, in bocca è caldo, di corpo, sapido, poco tannico, il grado alcolico è 12°, nella versione "passito" è 15°. Il Marzemino viene abbinato di regola a polenta, arrosti, spiedini di carne, salumi, formaggi semi-duri e duri, la temperatura di servizio è 16°-18°C.

Motto: Il Vino fa palese ciò che si nasconde nel cuore degli uomini.
             ( PROVERBIO ARABO )

martedì 28 ottobre 2014

VITIGNO ALBAROLA o BIANCHETTA GENOVESE

foto saporedivinoenoteca.it
Vitigno a bacca bianca diffuso principalmente in Liguria, nella Riviera di Ponente, Cinque Terre, fino alla Toscana, zona Colli di Luni, in provincia di Carrara, è sinonimo del vitigno " Bianchetta Genovese " per le sue caratteristiche e il suo nome è da ricondurre al colore della bacca. E' un vitigno molto antico ed è importante nella viticoltura ligure, in quanto tradizionalmente viene impiegato insieme al vitigno " Bosco "(altro autoctono ligure) e al vitigno    "Vermentino" (di cui vi ho già parlato)  nella produzione di uno dei vini più rinomati della Liguria, il passito " Cinque Terre Sciacchetrà Doc ", le sue uve  vengono utilizzate esclusivamente in uvaggio con altre varietà a bacca bianca presenti sul territorio, è molto raro l'utilizzo in purezza. Come vitigno ha una buona vigoria e produzione, preferisce terreni collinari, freschi, ben esposti e arieggiati, l'allevamento è quello tradizionale o a controspalliera, la foglia è medio-piccola, pentagonale, il grappolo è medio-piccolo, cilindrico o conico, alato, l'acino è medio-piccolo, ovale con buccia pruinosa, sottile e resistente. Il  vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, i profumi sono di erba di campo, floreali, fruttati con piccole note di agrumi e minerali, in bocca è fine, intenso, equilibrato con buona acidità, sapidità e buon corpo, il grado alcolico è 12°, nella versione "passito"  è 15°. L'abbinamento col cibo è di regola con piatti tradizionali della cucina ligure, piatti di pesce e formaggi molli, la versione "passito" è indicato per formaggi erborinati piccanti e pasticceria, la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto: L'astemio: un debole! Che cede alla tentazione di negarsi un piacere.
           (AMBROSE BIERCE)

lunedì 27 ottobre 2014

VITIGNO GRECHETTO BIANCO e ROSSO

foto openwinemap.it
Vitigno autoctono a bacca bianca dell'Umbria, diffuso anche nelle regioni limitrofe, Toscana, Marche, Lazio, originario della Grecia, da cui deriva il nome. Questo vitigno appartiene alla famiglia dei "Greci", in quanto esistono diversi cloni come il "Greco di Tufo", "Grechetto di Todi e di Orvieto", " Pignoletto", ma con caratteristiche diverse, non ha particolari esigenze climatiche e di terreni anche  se preferisce terreni collinari argillosi di media fertilità, resiste molto bene al freddo invernale e alle gelate primaverili, ha una produzione abbondante. La foglia è media, pentagonale,allungata, il grappolo è medio-piccolo, cilindrico-conico, serrato a volte con ali, l'acino è medio, ovale con buccia sottile, pruinosa ma consistente. Il Grechetto, se vinificato in purezza, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, il vino affinato in legno ha un colore giallo dorato, ha profumi fruttati, floreali con sentori di pesca, pera, frutti esotici, mandorla e nocciola, ha note di vaniglia e tostato se affinato in legno, in bocca è sapido, fresco, gradevole ed equilibrato, il grado alcolico è 11,5°-12°. Può essere abbinato a piatti di pesce e di uova, zuppe di pesce, insalate di mare, crostacei, formaggi molli, la temperatura di servizio è 10°-12°C.
foto openwinemap.it

Vitigno autoctono a bacca rossa diffuso esclusivamente nella provincia di Viterbo, nel Lazio, e nella zona di Orvieto, in Umbria, ormai quasi abbandonato, anche se presente nella DOC Colli Etruschi Viterbesi. Confuso spesso con il Sangiovese, dopo accurate analisi si è escluso qualsiasi affinità con lo stesso e con gli altri  vitigni Grechetti umbri, è un vitigno che ha una elevata produzione e una particolare predilezione per i terreni collinari argillosi-calcarei e di origine vulcanica. Il Grechetto Rosso ha un grappolo grande, cilindrico, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è mediamente grande, sferico o ovoidale con buccia poco pruinosa di colore blu-rossastro. Il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso con profumi fruttati e floreali di frutti rossi, prugna, viola, in bocca è fresco, buona sapidità, caldo, mediamente tannico, persistente, armonico, di corpo, ha una gradazione media di 11°. E' un vino da tutto pasto, ben abbinato con i piatti di territorio tra cui salsiccia, arrosticini, coniglio alla cacciatora, anche risotto con frutti di mare, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

Motto: Non sai che il Vino è un lento veleno? Pazienza! Non ho fretta.        
             ( PAOLO MONELLI )

domenica 26 ottobre 2014

VITIGNO NEGROAMARO

foto winesurf.it
Vitigno a bacca nera esclusivamente della Puglia precisamente del Salento in provincia di Lecce, utilizzato molto per la vinificazione nella versione "rosato", viene vinificato in assemblaggio con la " Malvasia Nera di Brindisi e Lecce", col " Sangiovese ", col " Montepulciano ", ma con percentuali minori, oppure in purezza, dove esprime il meglio di sè, il nome deriva certamente da una espressione prettamente dialettale, "niuru"(nero) e "maru"(amaro). Il Negroamaro o Negramaro è un vitigno che si adatta a qualsiasi caratteristica del terreno con preferenza per quello argilloso- calcareo dal clima caldo e arido, è allevato, secondo la tradizione, ad alberello ma anche a tendone, ha una ottima vigoria e un'abbondante produttività, la foglia è grande, pentagonale, il grappolo è medio di forma tronco-conico, corto e serrato, raramente con un'ala, l'acino è medio-grande di forma ovale con buccia pruinosa, spessa e consistente. Il vino del Negramaro ha un colore rosso rubino intenso con sfumature granate, vinoso, fruttato, floreale con note di mela, pera, prugna, lamponi, rosa con piccole sensazioni di tabacco, in bocca è fresco, asciutto, fine, di corpo, vellutato, armonico con un finale amarognolo, il grado alcolico è 13°. L'abbinamento del Negramaro può essere a tutto pasto, ma si accompagna in modo eccellente ai piatti tipici della cicina salentina, dalla carne alla brace, polpette col sugo, carne di cavallo col sugo, paste col sugo e involtini, la temperatura di servizio è 16°-18°C. Curiosità: il nome del noto gruppo musicale salentino " Negroamaro" è preso proprio dal nome del vitigno.

Motto: Il Vino è la poesia della terra. ( MARIO SOLDATI )

venerdì 24 ottobre 2014

VITIGNO CATARRATTO

Catarratto bianco comune
Catarratto bianco lucido
Antico vitigno autoctono siciliano a bacca bianca distinto in due sottovarietà " Catarratto bianco comune " e " Catarratto bianco lucido ", il primo più diffuso in provincia di Trapani, il secondo più diffuso in provincia di Palermo e Agrigento. Preferisce terreni collinari argillosi-calcarei con buona esposizione e clima caldo allevato ad alberello, le due varietà si differenziano tra loro per la forma del  grappolo che nella varietà " bianco lucido " ha una grandezza media di forma cilindrico, allungato, compatto, mentre nella varietà " bianco comune " ha una forma piramidale con una o due ali, la foglia è piccola-media, l'acino è piccolo, ovale o tondo con buccia spessa, ha buona vigoria e produzione abbondante. Il Catarratto viene vinificato spesso in assemblaggio con altri vitigni, subentra nella produzione di vini liquorosi come il " Marsala ", ma anche in purezza; Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno carico con profumi lievemente marsaleggianti, fruttati, floreali con note agrumate, il sapore è caldo, asciutto, mediamente fresco, di corpo, il grado alcolico è  11,5°. Il Catarratto si abbina  con piatti poco strutturati della cucina siciliana,carni bianche, antipasti e zuppe di pesce, crostacei e formaggi maturi, la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto: Nel Vino voglio soffocare i dolori, al Vino chiedo che faccia scendere
             negli occhi, stanchi, consolatore il sonno. ( TIBULLO )

Foto: Antichivigneti.eu

giovedì 23 ottobre 2014

VITIGNO ARNEIS

 foto langhevini.it
Vitigno a bacca bianca del Piemonte in provincia di Cuneo, zona Roero, posta alla sinistra del fiume Tanaro, è alla base  della produzione del bianco " Roero  Arneis DOCG ", rientra nel gruppo delle "bianchette", infatti viene chiamato anche " Bianchetta d'Alba " o " Nebbiolo Bianco ", preferisce terreni collinari argillosi e sabbiosi con buona esposizione, ha elevata vigoria e buona produzione, l'allevamento è a controspalliera. Le sue uve vengono vinificate sia in uvaggio con altre varietà piemontesi, come il " Cortese " o la " Favorita ", sia in purezza e si prestano bene all'appassimento. Il vitigno ha foglia medio-grande, pentagonale con grappolo di media grandezza, cilindrico-piramidale, compatto e acino di media grandezza, rotondo con buccia pruinosa. Il vino ha un colore giallo paglierino con aromi di fiori e frutta bianca, buona acidità, fresco con retrogusto di mandorla amara, fine con buona personalità, il grado alcolico è 11°, l'abbinamento è con antipasti, piatti a base di pesce, uova, formaggi molli, la temperatura di servizio è 10°-14°C.

Motto: L'amore inespresso è come il vino tenuto nella bottiglia: non placa la sete
            ( GEORGE HERBERT 1593-1633 )

VITIGNO BOMBINO BIANCO e NERO

foto lavinium.com
Bombino Bianco: Vitigno autoctono a bacca bianca diffuso in molte regioni del Centro e Sud Italia dalla Romagna, dove è conosciuto col sinonimo "Pagadebit" o "Mostosa", all'Abruzzo, dove viene spesso confuso col " Trebbiano d'Abruzzo", al Lazio e alla Puglia, dove è più diffuso e vinificato anche in purezza. Contribuisce per la sua percentuale al " Cannellino di Frascati DOCG" e al "Frascati Superiore DOCG", tutti nel Lazio, zona Colli Romani, preferisce terreni collinari siliceo-calcarei ricchi di scheletro e ben esposti, ha media vigoria e abbondante produzione, per la quale un tempo gli agricoltori riuscivano a pagare i propri debiti, vedi il sinonimo romagnolo Pagadebit. Questo vitigno ha foglia media pentagonale con grappolo medio-grande, cilindrico-conico, spesso alato, l'acino è medio-grande, rotondo, la  buccia spessa con puntini marroni. Il vino ha un colore giallo paglierino con sfumature dorate, secondo la zona di coltivazione, il profumo è fruttato, floreale, minerale con note di mela, camomilla, pietra focaia e grafite, fresco, sapido, armonico, buono da spumantizzare, l'abbinamento è con antipasti di pesce e piatti di mare, grado alcolico 12°, temperatura di servizio 8°-10°C.
foto terredipuglia.net
Bombino Nero: Vitigno autoctono diffuso in Puglia nella zona delle Murge, dove concorre al " Castel del Monte Bombino Nero DOCG ", si presta all'invecchiamento con altre varietà locali. Si adatta per la coltivazione a clima e terreni più disparati, in quanto non ha bisogno di colture particolari, la foglia, il grappolo e l'acino, come forma, sono quasi simili a quelli del Bombino Bianco. Il vino ha colore rosso rubino chiaro che ricorda la buccia di cipolla, ha profumo delicato, fruttato con note di rosa e vaniglia, in bocca è fresco, asciutto, morbido e armonico, il grado alcolico è 12°, ottimo come aperitivo, si abbina con antipasti di mare, pesce, fritture miste, va servito ad una temperatura di 12°-14°

Motto: Senza Cerere e Bacco, Venere è gelata... ( TERENZIO )

mercoledì 22 ottobre 2014

VITIGNO CANNONAU

foto lavinium.com
Le discussioni sulla provenienza di questo vitigno si sono sprecate, molti studiosi davano le origini in Spagna, ma da recenti studi e ricerche possiamo affermare che è un vitigno antico autoctono a bacca rossa della Sardegna e la sua coltivazione è diffusa su tutta l'isola e il suo vino è il più antico del Mediterraneo. Predilige terreni collinari alluvionali e sabbiosi, è un vitigno con molta vigoria e media produttività allevato ad alberello, anche se ultimamente si preferisce la coltivazione a pergola. La foglia è di media grandezza con grappolo di forma tronco-conico, compatto e alato, l'acino è medio, sferico con buccia consistente e pruinosa. Le sue uve possono essere vinificate come vino da pasto rosso o rosato oppure come vino liquoroso secco o dolce, il colore è rosso rubino più o meno intenso tendente all'aranciato con l'invecchiamento, il profumo è gradevole che con l'invecchiamento diventa intenso, ampio, floreale, fruttato con sentori di viola, prugna, mora, frutti di bosco, spezie, il sapore varia  dall'abboccato al secco, sapido, caldo, corposo, armonico. Il grado alcolico varia a secondo della versione del vino, va dai 12,5° per il rosato e il secco, ai 16° per la versione liquoroso dolce, ai 18° per la versione liquoroso secco; l'abbinamento del vino Cannonau è molto vario, il rosato si abbina a piatti poco strutturati, a carni bianche ed è ottimo come aperitivo,la versione secco si abbina a piatti strutturati, a carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati, la versione liquoroso secco e dolce  si abbina a formaggi piccanti ed erborinati, ottimo da dessert e da meditazione; la temperatura di servizio varia secondo la versione del vino, va dai 12°-14°C. ai 16°-18°C.

Motto: Dell'acqua solo bevere chi no have del Vino. ( JACOPONE da TODI )

martedì 21 ottobre 2014

VITIGNO VERNACCIA (famiglia)

Vernaccia di San Gimignano
Quando citiamo questo vitigno, intendiamo parlare
di una famiglia di vitigni con lo stesso nome sia a
bacca bianca, lo troviamo in Toscana e Sardegna,
sia a bacca rossa, lo troviamo nelle Marche. Le ori-
gini del suo nome trovano pareri discordanti,c'è chi
sostiene che derivi dal latino "vernaculus", c'è chi sostiene che derivi dalla nota località ligure "Vernaz-
Vernaccia di Oristano
za", nelle Cinque Terre. Il vitigno Vernaccia a bacca bianca da origine alla " Vernaccia di San Gimignano DOCG ", in Toscana e la " Vernaccia di Oristano ", in
   Sardegna, mentre la varietà a bacca rossa da origi-
   ne alla " Vernaccia di Serrapetrona DOCG ", nelle
   Marche. Questo vitigno preferisce terreni collinari,
   argillosi-calcarei, tufacei con residui fossili dal cli-
   ma caldo, ha buona vigoria e produttività, la foglia
   è di media grandezza con grappolo piccolo o grosso
   di forma cilindrico o conico, compatto, l'acino è me-
   dio di forma ovale con buccia sottile, eccetto quella
   nera che ha buccia più spessa. Il vino a bacca bian-
   ca ha colore giallo paglierino tendente al dorato se
Vernaccia di Serrapetrona

         invecchiato, ha profumo fruttato, floreale con note
         di mela selvatica, frutta fresca, mandorla, fiori deli-
         cati, il sapore è fresco, asciutto, equilibrato con re-
         trogusto amarognolo. In Sardegna viene vinificato
         anche nella versione " liquoroso ", vino da dessert,
         che raggiunge i 16° di grado alcolico con tempera-
         tura di servizio sui 10°-12°C, il vino a bacca rossa
         ha colore rosso rubino carico con grado alcolico di
         11,5° e temperatura di servizio sui 12°-14°C. L'abbi-
         namento della Vernaccia, secondo la tipologia, può
          essere con piatti di pesce, molluschi, crostacei, ri-
         cette a base di uova, formaggi stagionati e piccanti
         e pasticceria secca.

Motto: Il Vino suscita il desiderio, ma ne ostacola l'attuazione.
            ( WILLIAM SHAKESPEARE )
Foto: wordpress.com - sardegnaagricoltura.it - macerataitinerari.it










VITIGNO CORVINA e CORVINONE

uva corvinone
 uva corvina

Vitigno autoctono a bacca rossa del Veneto esattamente in provincia di Verona, zona Valpolicella e Bardolino, il nome deriva molto probabilmente dalla colorazione degli acini, quasi nera, simile al colore del corvo. Questo vitigno viene vinificato raramente in purezza e concorre per la percentuale maggiore (insieme alle uve Rondinella, Molinara e Corvinone) alla produzione di uno dei più grandi vini italiani " Amarone della Valpolicella DOCG ", è presente nel " Badolino Superiore DOCG " e nel " Recioto della Valpolicella DOCG ". Preferisce terreni collinari argillosi-calcarei, sassosi con buona esposizione di origine morenica, l'allevamento è a pergola veronese, ha buona vigoria e media produzione, la foglia è media pentagonale con grappolo medio, cilindrico-piramidale, compatto con un'ala più lunga dell'altra, l'acino è medio, ovale con buccia spessa. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fruttati, floreali di ciliegia, viola, rosa, frutti di bosco e mandorla, se è giovane, colore rosso granato con profumi di prugna secca, ribes, ciliegia sciroppata, cuoio, se è invecchiato, sapore con un retrogusto amarognolo, è asciutto, etereo, corposo, caldo, vellutato, armonico. L'Amarone è un vino secco con grado alcolico di 14° prodotto con l'appassimento delle uve su graticci per alcuni mesi e affinato in botti di rovere per 2 anni, il Recioto è un vino da dessert con grado alcolico di 12° prodotto con lo stesso procedimento dell'Amarone solo che l'affinamento avviene in contenitori di acciaio abbassando la temperatura e bloccando la fermentazione per mantenere alto il contenuto zuccherino. Il Valpolicella e il Bardolino sono vini da tutto pasto, l'Amarone, invece, si abbina con piatti più strutturati, arrosti, selvaggina, formaggi stagionati. La temperatura di servizio va dai 18°ai 20°C. Altro vitigno autoctono a bacca rossa del Veneto è il Corvinone, confuso fino al 1993 con la Corvina, oggi ha una sua identità con caratteristiche molto simili alla Corvina.

Motto: Il Vino ha dunque una vita più lunga della nostra? Ma noi, fragili crea-
            ture umane, ci vendicheremo ingoiandolo tutto. Nel Vino è vita.
            ( PETRONIO ARBITRO )
 






lunedì 20 ottobre 2014

VITIGNO SANGIOVESE

foto sorgentedelvino.it
Parlare di questo vitigno è come parlare della viticoltura italiana, in quanto col vitigno Barbera è il più diffuso sul nostro territorio, è un antico vitigno già conosciuto all'epoca degli Etruschi, il suo nome potrebbe derivare dal latino "Sanguis Jovis",ossia sangue di Giove, in quanto produce vini consistenti, spessi e rotondi. Trova la sua migliore collocazione in Toscana, dove viene distinto in due biotipi, secondo la grandezza dell'acino: Sangiovese grosso ( chiamato Brunello a Montalcino e Prugnolo Gentile a Montepulciano ) e Sangiovese piccolo, diffuso nel resto dell'Italia e nella zona di Scansano è chiamato Morellino. Subentra in purezza o in uvaggio in tanti vini italiani DOC e DOCG, tra cui Brunello di Montalcino, Carmignano, Chianti Classico, Chianti (sottozone dei colli), Montecucco Sangiovese, Morellino di Scansano, Rosso della Val di Cornia, Suvereto, Vino Nobile di Montepulciano,tutti in Toscana, Conero,nelle Marche, Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane,in Abruzzo, Torgiano Rosso Riserva,in Umbria, questi vini sono tutti DOCG. Il Sangiovese è un vitigno autoctono a bacca rossa talmente originale geneticamente da assumere nomi diversi in varie zone, ma l'aspetto più caratteristico è dovuto proprio alla sua grande capacità di adattamento in zone diverse tanto da produrre vini tra loro molto differenti, quasi fossero di un altro vitigno. Preferisce terreni collinari argillosi-calcarei con presenza di ferro, ma anche aridi e sassosi con clima mediterraneo e per la diversità dei territori e di clima delle varie zone di produzione dona ai vini sfumature di colore, aroma e gusto differenti. La foglia è di media grandezza, pentagonale con grappolo compatto medio-grande, cilindrico-piramidale con una o due ali, l'acino è medio-grande, tondo o ovale con buccia pruinosa non molto spessa. Per queste sue diversificazioni, a seconda delle zone, risulta difficile elencare le proprietà generali dei vini di questo vitigno, ma possiamo affermare che produce un vino dal colore rosso rubino intenso, con l'invecchiamento assume tonalità granate, caratterizzato da una notevole astringenza per la sua tannicità, corposo, armonico con un retrogusto amarognolo. Il profumo, secondo l'età del vino, va dal fruttato, floreale allo speziato con note di viola, rosa, lampone, frutta matura, vaniglia, liquirizia. L'abbinamento del Sangiovese può essere a tutto pasto,se è giovane, con piatti strutturati, carni e formaggi stagionati, se è invecchiato, il grado alcolico va dai 12,5° ai 13,5°, la temperatura di servizio è 18°-22°C.

Motto: Che sarebbe la vita senza il Vino? Il Vino bevuto in tempi e quantità
             giuste è gaiezza del cuore, gioia dell'anima....
            ( ANTICO TESTAMENTO - Ecclesiaste )

sabato 18 ottobre 2014

VITIGNO ALEATICO

foto agraria.org
Vitigno autoctono semiaromatico a bacca rossa della Toscana, principalmente nell'Isola d'Elba, Isola del Giglio e costiera maremmana dove esiste anche un vitigno Aleatico a bacca bianca. Diffuso, ormai, in altre regioni quali Lazio, Umbria, Puglia, Marche e Piemonte, si vuol far derivare il suo nome dal latino "julius", cioè luglio, mese in cui iniziano a maturare le sue uve che vengono, nella maggior parte delle lavorazioni in purezza, appassite, dando vita alla " Elba Aleatico Passito DOCG ". L'Aleatico preferisce terreni collinari con buona esposizione dal clima caldo, ventilato e asciutto, la foglia è grande, pentagonale con grappolo medio, spargolo, allungato con un'ala e acino medio, ha una produttività media con maturazione a fine agosto-metà settembre. Il vino ha un colore rosso rubino intenso tendente al granato con l'invecchiamento, ha profumo fruttato, floreale, speziato con note di ciliegia, prugna, ribes, viola, amarena, cannella, confettura, è aromatico, fine con sapore morbido, vellutato, rotondo con tannini impercettibili. L'Aleatico è un vino da dessert, da fine pasto, da meditazione e si abbina con crostate a base di frutta, con formaggi erborinati tipo gorgonzola, con cioccolato; il grado alcolico è 15°, la temperatura di servizio è 12°-14°C.

Motto: il Vino conforta la speranza. ( ARISTOTELE - 400a.c. )

venerdì 17 ottobre 2014

VITIGNO VERDICCHIO

foto provincia.ancona.it
Vitigno autoctono a bacca bianca delle Marche utilizzato generalmente in purezza sia per vini freschi, sia per vini strutturati adatti all'invecchiamento, sia per spumanti e vini passiti, il suo nome deriva dal colore dell'acino che mantiene una colorazione verde anche nella fase della maturazione. La zona di produzione classica è nel comune di Jesi (città natale di Federico II di Svevia) in provincia di Ancona e nel comune di Matelica in provincia di Macerata dando vita al vino " Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG" e al vino "Verdicchio di Matelica Riserva DOCG". Le zone di coltivazione di questo vitigno sono in prevalenza collinari con terreni argillosi-calcarei ricchi di sali minerali con clima molto caldo, la foglia è grande pentagonale, grappolo medio-grande,conico,alato con acino medio, sferico e buccia spessa. Il vino ha colore giallo paglierino con sfumature verdi che tendono al dorato con l'invecchiamento, il profumo è delicato, fresco, persistente con ricordo di  frutta e fiori con sentori di mela, pesca, fiori di ginestra e mandorla, il sapore è asciutto, fine, armonico con retrogusto gradevolmente amarognolo. Ottimo come aperitivo anche nella versione "spumante", il Verdicchio si abbina con primi piatti di pesce, di ortaggi, di cereali, minestroni, formaggi freschi e maturi; nella versione invecchiato e strutturato può sostenere piatti come cappelletti, stoccafisso, brodetto. Il grado alcolico è 11,5°, nella versione "riserva" è 12,5° con un invecchiamento minimo di 24 mesi di cui 6 in bottiglia, la tipologia "passito" deve avere almeno 15° e un anno di invecchiamento, la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto: Accostatevi pure al Vino purchè non ne beviate fino all'ebbrezza.
            ( CONFUCIO-500 a.c.)

giovedì 16 ottobre 2014

VITIGNO ROSSESE

foto dolceacqua.it
Vitigno autoctono ligure a bacca rossa di origini incerte, si pensa sia stato introdotto in Liguria dal sud della Francia dalla famiglia Doria, il nome può dipendere dalla colorazione del grappolo. La zona più vocata per la coltivazione è il Ponente Ligure nel comune di Dolceacqua in provincia di Imperia, dove il vitigno è allevato ad alberello su terreni collinari e a gradoni e ha trovato la sua collocazione ideale grazie anche al clima marino, infatti ha una buona vigoria e un'abbondante produttività. La foglia è medio-grande, pentagonale con grappolo
medio-grande piramidale con uno o due ali, l'acino è medio-piccolo ovale con buccia di medio spessore di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento, ha profumo gradevole e delicato, floreale, fruttato, speziato con note di rosa,fragola, ribes, pepe nero, il sapore è
 morbido, fine, corposo, armonico con un  lieve retrogusto amarognolo. Carne, selvaggina, coniglio alla ligure e stufato di castrato sono l'abbinamento ideale per il Rossese che , se bevuto giovane, può essere abbinato anche a zuppa di pesce, la temperatura di servizio è  16°-18°C., il grado alcolico è 12%vol.

Motto:...dissi così, ed egli prese la coppa e bevve: e molto godeva bevendo il
           dolce Vino, e me ne chiese anche un'altra. ( OMERO - Odissea )

mercoledì 15 ottobre 2014

VITIGNO FIANO

 foto lavinium.com
Vitigno a bacca bianca molto antico conosciuto al tempo dei Romani col nome di
"Apianum", originario della Campania dove fu importato, molto probabilmente, da popolazioni liguri delle Alpi Apuane nella zona del comune di Lapio in provincia di Avellino, ormai è presente in varie regioni centro-meridionali, nel Cilento è conosciuto col sinonimo di Santa Sofia. Ha notevole vigoria ma poca produttività, preferisce terreni profondi di origine vulcanica ma anche argillosi, il grappolo è piccolo di media dimensione, piramidale, alato con acini di forma ovale serrati con buccia spessa di colore dorata, la maturazione avviene a fine settembre - inizio ottobre, questo vitigno concorre  alla produzione del " Fiano di Avellino DOCG ". Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, odore intenso e fine, sapore fresco e armonico, perfetto come aperitivo, il Fiano si abbina con piatti a base di pesce, crostacei, scampi, polpo, formaggi non stagionati, il suo grado alcolico è 11,5%, la temperatura di servizio è 12°-14°C.

Motto: ...ma sopratutto nel buon Vino ho fede, e credo che sia salvo chi gli
            crede! ( PULCI, dal Morgante XVIII sec.)

martedì 14 ottobre 2014

VITIGNO CESANESE

Cesanese comune-foto lavinium.com
Cesanese d'Affile-foto saporedivinoenoteca.it
Vitigno a bacca rossa del Lazio di origini incerte, il nome, forse, deriva da Cesano, località vicino Roma,  di questo vitigno esistono due tipologie, il " Cesanese comune " che ha foglia e acino più grandi e il vino è meno complesso e longevo e il " Cesanese d'Affile ", altra località in provincia di Roma, che da un vino più longevo e adatto all'invecchiamento. Questo vitigno ha una produttività abbondante, predilige terreni collinari argillosi-calcarei ben esposti al sole e ventilati, ha foglia medio-grande pentagonale, grappolo medio-grande, cilindrico o conico, alato, l'acino è medio, ovale con buccia consistente e spessa. Il vino ha un colore rosso rubino abbastanza intenso tendente al granato con l'invecchiamento, è fruttato con note di frutti di bosco(mora, mirtillo), secco, discretamente tannico, pastoso; il vino Cesanese d'Affile è più speziato, morbido e vellutato e contribuisce alla DOCG Cesanese del Piglio.L'abbinamento ideale del vino Cesanese è con timballo, gnocchi di patate, polenta con salsiccia, abbacchio, pecora in umido ( piatti della tradizione locale ) e primi piatti con sugo di carne, carni rosse, coniglio e agnello arrosto, formaggi e salumi stagionati. Il grado alcolico è 12%, la temperatura di servizio è 16°-18°C.


Motto: Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà del mondo.
            (ERNEST HEMINGWAY)


VITIGNO MONTEPULCIANO

foto frontenac.it
Vitigno a bacca rossa presente in tutte le regioni del centro Italia e sud Italia, ma meno diffuso, da non confondere assolutamente col " Vino Nobile di Montepulciano DOCG, in Toscana. La regione di origine del Montepulciano, chiamato occasionalmente Cordisco, è l'Abruzzo dove garantisce una elevata resa produttiva favorita anche dal clima delle zone collinari costiere. Il vitigno veniva allevato ad alberello basso, ma ultimamente viene favorito l'allevamento a pergolato, ha una maturazione tardiva, primi di ottobre, preferisce climi caldi e asciutti e terreni argillosi ricchi di ferro, la foglia è di media grandezza pentagonale, grappolo medio grande, conico, alato, l'acino è di media grandezza, ovale con buccia nero-violacea. Le sue uve vengono vinificate in purezza, dove il vino esprime tutta la sua potenzialità, e in uvaggio  dando vita alle DOCG Conero, Offida rosso, Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con ottime attitudini all'invecchiamento dove assume dei riflessi ambrati, ha profumi fruttati e speziati con note di prugna, marasca, frutti di bosco, vaniglia e liquirizia, ha grande morbidezza, buona sapidità, equilibrata tannicità, è corposo,  persistente e armonico. L'abbinamento ideale del Montepulciano è con primi piatti strutturati, arrosti, carni grigliate, selvaggina, salumi, formaggi pecorini e caciocavallo; il grado alcolico è dai 12,5% ai 13,5%, la temperatura di servizio è 18°-20°C.

Motto: Il Vino eleva l'anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano. (PINDARO  518 a.c. circa-406 a.c.)

lunedì 13 ottobre 2014

VITIGNO PRIE' BLANC

 foto saporedivinoenoteca.it
Vitigno autoctono a bacca bianca della Valle d'Aosta con una particolarità, è "franco di piede", cioè non è innestato su vite americana, in quanto è coltivato tra i 900 e i 1200 metri di altitudine ( considerato il vitigno più alto d'Europa ) rendendolo immune alla " fillossera ". Le sue uve vengono vinificate in purezza nella produzione del vino " Valle d'Aosta Blanc de Morgex et de La Salle" e spumantizzato col metodo classico. Altra particolarità di questo vitigno è che dalle sue uve viene prodotto un vino detto " Eiswein " , perchè le uve vengono raccolte ghiacciate a fine dicembre. L'allevamento di questo vitigno è terrazzato a pergole basse per evitare i danni del vento, ha germoglio tardivo ma maturazione precoce, predilige terreni sassosi persistendo alle malattie per cui non necessita di notevoli trattamenti. Il vino ha un colore bianco paglierino con riflessi verdolini, profumo fruttato ed erbaceo con note di fieno ed erbe di montagna, è secco e delicato, ottimo aperitivo, può essere abbinato con antipasti, piatti di pesce e carni bianche, fontina ( tipico formaggio locale DOP ), è da provare con la pizza. Grado alcolico dai 10,5% ai 12%, temperatura di servizio 8°-10°C.

Motto:  All'uomo stanco, il vino rinvigorisce fortemente lo spirito.( Omero-Iliade)

VITIGNO FRAPPATO

 foto Duca.it
Vitigno a bacca rossa presente su tutta la Sicilia in particolare modo nella provincia di Siracusa e Ragusa, è un vitigno molto antico di non sicura provenienza, il suo nome significa "fruttato", esistono due varietà di questo vitigno molto simili con grappoli allungati e compatti. Il Frappato ha una vigoria media e le sue uve hanno una maturazione tardiva per fine settembre, è allevato ad alberello su terreni sabbiosi, ha foglia media pentagonale, grappolo medio-grande, cilindrico o piramidale, alato e compatto, acino sferico o ellittico con buccia spessa e pruinosa. Le sue uve vengono vinificate in abbinamento ( col Nero d'Avola dà vita alla DOCG Cerasuolo di Vittoria ) o in purezza, dove il vino ha un colore rosso rubino poco carico  con sentori vinosi, fruttati, floreali, tannino equilibrato e mediamente corposo, al gusto è fresco morbido,abbastanza armonico; ultimamente è stato prodotto uno spumante rosè col metodo classico con buoni risultati. Questo è un vino, così detto, da tutto pasto in quanto si può abbinare anche a piatti di pesce, il suo grado alcolico è 13% e la temperatura di servizio è 16°-18°C.

Motto: Il vino dà coraggio e rende gli uomini inclini alla passione. ( Ovidio )

sabato 11 ottobre 2014

VITIGNO NOSIOLA

foto Vitatrentina.it
Unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino, pare che il suo nome derivi dalle note di "nocciola" che si percepiscono nel vino, un tempo era diffuso su tutto il territorio, oggi è coltivato in una piccola zona del Trentino ( valle di Cembra ) dove la brezza dell'Ora del Garda, vento che soffia a tarda sera, crea il microclima ideale per la maturazione dell'uva. Il vitigno Nosiola predilige terreni collinari argillosi-calcarei, soleggiati e ventilati, l'allevamento è a pergola, la maturazione medio-tardiva con media vigoria, la foglia è media-piccola, grappolo medio, cilindrico, allungato, alato e compatto, acino medio sferoidale con buccia sottile e pruinosa. Il vino ha colore giallo paglierino con riflessi verdolini con note fruttate e varietali di mela, banana, nocciola, in bocca è secco, fresco leggermente aromatico con un finale amarognolo, viene vinificato nella versione "secco" con un grado alcolico di 11% e nella versione "passito" dopo un appassimento delle uve che dà al vino un colore giallo ambrato con grado alcolico di 16% dando vita al famoso Trentino Vino Santo. Il Nosiola  si abbina a piatti di pesce, frutti di mare, ostriche, zuppe e minestroni, è ottimo come aperitivo.

Motto: ....Bevo! e chi non beve con me, Peste lo colga. ( da La Cena delle Beffe )

giovedì 9 ottobre 2014

VITIGNO AGLIANICO

foto Agraria.org
Vitigno di grande potenzialità a bacca rossa della Campania e Basilicata (zona del Vulture,antico vulcano spento) presente anche in Puglia e Calabria. Le uve del vitigno Aglianico danno vita a grandi vini DOCG, il Taurasi e l'Aglianico del Taburno in Campania, mentre in Basilicata l'Aglianico del Vulture Superiore e Riserva, tutti vinificati in purezza. E' un vitigno antico già esistente all'epoca di Orazio che ne cantò le sue qualità, viene coltivato su terreni collinari di origine vulcanica con allevamento a spalliera, ha foglia media pentagonale, grappolo medio cilindrico più o meno compatto con ali, acino di media grandezza sferoidale con buccia di media resistenza di colore nero. Il vitigno ha abbondante produzione e il vino che ne deriva è longevo e di grande personalità, per questo è chiamato il "Barolo del sud", ha un colore rosso rubino intenso tendente al granato con l'invecchiamento, previsto dal disciplinare di tre anni per la versione " base" e quattro anni per la versione "riserva", ha un profumo etereo, fruttato, floreale, speziato con note di ciliegia, frutti di bosco, viola, tabacco, vaniglia, il gusto è sapido, fresco, tannico, persistente, armonico e vellutato. L'Aglianico si abbina ai cibi territoriali, a primi piatti molto conditi, carni grigliate o al sugo, formaggi stagionati, ha un grado alcolico di 12%vol., la temperatura di servizio è tra i 18°-22°C.

Motto: Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia
            e.... se ne parla. ( Re Edoardo VII )

mercoledì 8 ottobre 2014

VITIGNO ANSONICA o INZOLIA

foto Acquabonaelba.it
 Vitigno a bacca bianca della Sicilia, chiamato Inzolia, e della Toscana ( Isola d'Elba, Isola del Giglio e Argentario ), chiamato Ansonica, presente anche in Calabria e Sardegna ma meno diffuso. Predilige terreni argillosi-calcarei,permeabili che garantiscono al vitigno una buona riserva d'acqua nei periodi di siccità, viene coltivato nelle zone costiere o collinari con clima caldo e ventilato. Anni fa veniva coltivato ad alberello, oggi  molte aziende vitivinicole preferiscono la coltivazione a spalliera per una  migliore qualità produttiva, infatti questo vitigno ha un'ottima vigoria e produttività, le uve maturano nelle prime due settimane di settembre. La foglia è media di forma pentagonale, il grappolo è medio-grande di forma tronco-piramidale con una o due ali, l'acino è medio-grande di forma ellissoidale con buccia spessa di colore giallo dorato tendente all'ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con sentori di frutta, di fiori, di erba con note di pesca, albicocca, melone, noce, mandorla, fieno, ha un buon corpo, sapido con acidità contenuta. L'uva ha una buona concentrazione di zuccheri, una ottima attitudine all'appassimento per la produzione di vini dolci e per queste sue caratteristiche viene utilizzato in uvaggio con altri vitigni alla produzione del famoso Marsala. Il vino Ansonica o Inzolia si abbina a tutti i piatti di pesce, sia grigliati che fritti, ai crostacei, alle zuppe di pesce, il grado alcolico è 11%vol.( per il Passito dai 13%-15%vol.), la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto: Dio creò l'acqua, ma l'uomo creò il vino. (V.Hugo)

martedì 7 ottobre 2014

VITIGNO SAGRANTINO

foto Sommelierdiary.com
Vitigno a bacca rossa dell'Umbria principalmente nella zona di Montefalco importato e coltivato inizialmente dai frati francescani, il nome deriverebbe, molto probabilmente, dall'utilizzo del vino che i frati usavano per le funzioni sacre. Da questo vitigno viene prodotto uno dei vini più rinomati nel mondo, il Sagrantino di Montefalco DOCG anche nella versione Passito. Il Sagrantino è un vitigno che predilige terreni siliceo-argillosi, ha una produzione irregolare resistente al freddo e tollerante al marciume, ha una foglia media orbicolare, grappolo medio o piccolo,cilindrico,alato,semi spargolo, acino medio-sferoidale con buccia spessa di color nero. Il vino ha un colore rosso rubino cupo tendente al granato con l'invecchiamento che viene disciplinato da un affinamento, a partire dal 1°dicembre dopo la vendemmia, di 30 mesi di cui 12 in legno, al naso è intenso, fine, persistente, fruttato e speziato con note di more di rovo, frutti rossi, vaniglia, cannella, al palato è tannico, caldo,sapido, armonico, vinificato in purezza esprime tutta la sua grandezza. Il Sagrantino è abbinato idealmente con primi piatti con sughi di carne, arrosti di carne, cacciagione, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 18°-22°C, il grado alcolico è 13%vol.( il Passito è 14,5%vol.).

Motto: Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino d'industria.
            (L.Veronelli)

lunedì 6 ottobre 2014

VITIGNO GLERA o PROSECCO

foto Valdellovo.it
Vitigno autoctono semiaromatico a bacca bianca del Veneto e FriuliVeneziaGiulia, chiamato Prosecco fino al luglio 2009 ( oggi identifica il vino prodotto ), è stato sostituito con il nome di GLERA. Questo vitigno predilige terreni collinari non troppo asciutti, la foglia è medio-grande pentagonale, il grappolo medio-grande piramidale allungato piuttosto spargolo con 2 ali, l'acino medio sferoidale con buccia abbastanza consistente di colore giallo-dorata punteggiata. Il vino, chiamato Prosecco solo nella zona vocata per la DOC e la DOCG, mentre al di fuori di tale zona non può essere chiamato tale, è prodotto per l'85% con uve del vitigno Glera e per la restante  percentuale da uve di vitigni quali il Verdiso, altro autoctono, Pinot bianco, Pinot grigio e Chardonnay, viene vinificato anche nella tipologia "tranquillo". Il Prosecco è conosciuto ormai in tutto il mondo per le sue "bollicine" ed è lo spumante italiano più esportato, la spumantizzazione avviene con il metodo Charmat o dei grandi recipienti che permette di ottenere
spumanti molto freschi e fruttati e il processo produttivo è più rapido rispetto al metodo Classico (altro processo di spumantizzazione), la lavorazione di questo vitigno da vita alle DOCG " Conegliano Valdobbiadene-Prosecco ", " Colli Asolani-Prosecco ", " Colli di Conegliano-Torchiato di Fregona Passito ". Il vino ha colore giallo-paglierino brillante con persistente perlage, al naso è fruttato, floreale e vegetale di mela, pera, agrumi, crosta di pane e lieviti, al palato è secco o amabile, sapido, fresco. Il Prosecco si abbina molto bene con antipasti, bagnetti al verde, piatti di pesce in genere, è ottimo come aperitivo, il grado alcolico è 11% vol., la temperatura di servizio è 6°-8°C.

Motto: Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente. ( Eschilo )

mercoledì 1 ottobre 2014

VITIGNO NEBBIOLO

foto divinoinvini.com
Vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte coltivato nella zona delle Langhe e Roero, è coltivato anche nelle province di Novara e Vercelli dove viene chiamato "Spanna", nella bassa Valle d'Aosta col nome di "Picotendre" e in Lombardia, zona Valtellina, col nome di "Chiavennasca", piccole produzioni di questo vitigno  le ritroviamo in Sud America con scarsi risultati e in California, dove si ottiene qualche risultato importante. Non dimentichiamo che da questo vitigno sono prodotti due vini piemontesi eccellenti conosciuti in tutto il mondo,Barolo DOCG e Barbaresco DOCG, inoltre, Gattinara, Ghemme, Roero, tutte DOCG del Piemonte, infine, lo "Sforzato di Valtellina DOCG" e il "Valtellina Superiore DOCG", in Lombardia. Sono stati identificati tre cloni principali di questo vitigno il Lampia, il Michet e il Rosè, il Nebbiolo è un vitigno molto esigente, coltivato al di fuori delle zone citate non da' il meglio di sè, infatti predilige terreni argillosi-calcarei con buona esposizione solare, luminosi e non troppo asciutti. La foglia è di media grandezza, di forma pentagonale, il grappolo è di forma piramidale allungata con un'ala piuttosto sviluppata, l'acino è rotondo di colore violaceo scuro, dotato di una buccia  robusta e pruinosa. La coltura del vitigno è a spalliera con il metodo Guyot, ha una grande vigoria, la maturazione è tardiva, verso metà ottobre. Il vino ha un colore rosso granato con riflessi aranciati, il profumo è intenso, etereo, speziato, tostato, con note fruttate e floreali di rosa,viola, lamponi, ribes, al palato è sapido con buona acidità, tannicità e alcolicità, buona struttura e armonico, ottimo per l'invecchiamento. L'abbinamento ideale del vino Nebbiolo è con primi piatti strutturati, brasati, stracotti, carni grigliate, selvaggina e formaggi stagionati, il grado alcolico va dai 12% ai 14% vol., la temperatura di servizio, dipende se il vino è giovane o invecchiato, va dai 18°C ai 22°C.

Motto: Il vino è il più certo, e senza paragone il più efficace consolatore.  
            (  Giacomo Leopardi )