martedì 25 novembre 2014

VITIGNO PICOLIT

foto vinidocfriuli.it
Il FriuliVeneziaGiulia è la patria del Picolit vitigno autoctono a bacca bianca coltivato fin dall'epoca dei Romani, il nome deriva, forse, dalle limitate dimensioni del grappolo e dell'acino dovute alla difettosa impollinazione con la conseguente perdita di acini dando produzioni scarse. Le sue uve danno vita alla " Colli Orientali del Friuli Picolit DOCG " e nel 1700 il vino Picolit era apprezzato dalle maggiori Corti Reali europee dall'Austria alla Russia, dalla Francia al Papa La zona di produzione di questo vitigno è nella parte est del Friuli tra Udine e Gorizia ai confini della Slovenia, i terreni preferiti sono quelli collinari marnosi ricchi di calcare e argilla dal clima mite, la vigoria è buona ma scarsa è la produzione. La pianta ha foglia media, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è medio-piccolo, piramidale, alato, spargolo, l'acino è piccolo con buccia spessa e pruinosa, le uve vengono fatte appassire sulla pianta o su graticci, è consentito un affinamento in legno del vino con conseguente messa al consumo dopo almeno dodici mesi. Il vino Picolit ha un colore giallo-oro più o meno intenso dal profumo variegato e complesso, fruttato, floreale, speziato con note di mela, albicocca, mandorla, miele, agrumi, fiori di acacia, confettura, vaniglia, in bocca è caldo, dolce,morbido, caldo, persistente, delicato, equilibrato con un retrogusto amarognolo, la gradazione alcolica è 15°, ottimo vino da meditazione, può essere abbinato a formaggi erborinati e dolci alle creme abbastanza strutturati, va servito ad una temperatura di 10°-12°C.

Motto: Il Vino rende fanciulle le mogli vecchie. ( JOHN CLARKE )

giovedì 20 novembre 2014

VITIGNO BRACHETTO

foto saporidelpiemonte.net
Vitigno autoctono aromatico a bacca rossa del Piemonte a cavallo tra le province di Asti e Alessandria, zona Acqui Terme, conosciuto e allevato fin dal tempo dei Romani ma non abbiamo notizie certe sulla sua origine, le sue uve sono adatte alla produzione di vini dolci a tappo raso e adatte alla spumantizzazione, come il " Brachetto d'Acqui DOCG " e nel " Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG" per il 10%. Il Brachetto preferisce terreni collinari argillosi-calcarei, l'allevamento è a controspalliera, ha moderata vigoria e produzione regolare ma non costante, la foglia è media, il grappolo è medio, piramidale o cilindrico, alato, l'acino è medio, ovale con buccia spessa e pruinosa. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al rosato dal perlage fine e persistente, il profumo è aromatico, fruttato, floreale con note di muschio, rosa, fragola, lampone, in bocca è fresco, poco tannico, morbido, vellutato nel complesso molto armonioso, il grado alcolico è 12°, vino da dessert, ottimo da aperitivo e ideale con pasticceria secca e crostate di frutta, la temperatura di servizio è 8°-10°C.

Motto: Bacco: comoda divinità inventata dagli antichi come scusa per
             ubriacarsi. ( AMBROSE BIERCE )

mercoledì 19 novembre 2014

VITIGNO CANAIOLO NERO e BIANCO

foto openwinemap.it
foto lavinium.com
Vitigno autoctono a bacca rossa della Toscana, diffuso anche nelle Marche, in Umbria, nel Lazio, utilizzato  per la sua piccola percentuale nella produzione delle seguenti DOCG: " Carmignano-Chianti-Chianti Classico-Morellino di Scansano-Vino Nobile di Montepulciano-Torgiano Rosso Riserva ". Le notizie sull'origine di questo vitigno sono incerte, la sua produzione in purezza è poco utilizzata, anche se ultimamente alcuni produttori lo stanno rivalutando, di regola viene vinificato in assemblaggio con altri vitigni specialmente col Sangiovese apportando della morbidezza ai vini. Il Canaiolo predilige terreni collinari argillosi-calcarei ben esposti e dal clima caldo, ha la foglia di forma media, il grappolo è di media grandezza, piramidale o tronco, mediamente spargolo con una o due ali, l'acino è medio, tondo con buccia spessa, pruinosa, il vitigno ha poca produzione. Il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato con note di amarena, ciliegia, frutti rossi, in bocca è corposo, alcolico, morbido con un finale amarognolo specialmente se invecchiato, il grado alcolico è 11,5°-12,5°. L'abbinamento di questo vino è a tutto pasto, la temperatura di servizio è 18°-20°. Il vitigno Canaiolo ha anche una varietà a bacca bianca autoctono della Toscana ormai quasi estinto che rientra per il 10% nella produzione della " Carmignano DOCG ", ha le stesse caratteristiche di produzione della varietà "Nero" con variazione, chiaramente, della colorazione del grappolo e del vino, in Umbria, nella zona di Orvieto, è noto col nome di " Drupeggio ".

Motto: Datemi del Vino per ripulirmi dalle muffe delle preoccupazioni.
             ( RALPH WALDO EMERSON )

martedì 18 novembre 2014

VITIGNO CARIGNANO

foto sardegnagricoltura.it
Vitigno a bacca rossa della Sardegna sud-occidentale, zona Sulcis, introdotto, si pensa, all'epoca del dominio aragonese dalla Spagna, altri, invece, lo vogliono far risalire all'epoca dei Fenici, fatto sta che oggi questo vitigno è diffuso in quasi tutto il bacino del Mediterraneo occidentale con vari sinonimi. Il Carignano è un vitigno molto rustico e difficile da allevare, predilige, infatti, terreni asciutti, poco fertili e sabbiosi con una buona esposizione dal clima caldo l'allevamento tradizionale è ad alberello, ha una buona vigoria, abbondante e costante produzione dando vini molto alcolici e colorati tanto da essere ritenuto in passato un vino da taglio specialmente per il mercato francese. La foglia ha forma media e pentagonale, il grappolo ha forma medio-grande con una o due ali, compatto, l'acino è di forma media con buccia di colore blu, molto pruinosa. Le sue uve vengono vinificate, di regola, in assemblaggi ma anche in purezza, le tipologie previste sono: Rosso-Riserva-Superiore-Novello-Rosato-Passito, il vino ha un colore rosso rubino intenso dal profumo vinoso, fruttato con note di ribes, prugna, amarena, in bocca è pieno, persistente, sapido, asciutto, caldo, corposo, leggermente tannico, armonico, adatto all'invecchiamento, la gradazione alcolica, secondo la tipologia di vinificazione, va dai 12°-13,5° fino ai 14° della tipologia passito. Il Carignano può essere abbinato ad antipasti, primi piatti, arrosti, cacciagione, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 18°-20°C.

Motto: Una ragazza e un bicchiere di Vino curano ogni bisogno. Chi non beve
             e chi non bacia è peggio che morto! ( GOETHE )

venerdì 14 novembre 2014

VITIGNO CARRICANTE

foto politicheagricole.it
Vitigno a bacca bianca autoctono della Sicilia conosciuto fin dai tempi dei Romani, diffuso soprattutto in provincia di Catania nella zona dell'Etna, il nome potrebbe derivare dall'abbondante produzione che è in grado di assicurare. Viene utilizzato, generalmente, in uvaggi con altre uve locali a bacca bianca, come il " Catarratto ", " Inzolia ", la " Minnella Bianca ", ma anche con uve a bacca rossa come il " Nerello Mascalese ", viene vinificato anche in purezza. Questo vitigno non ha particolari esigenze di terreni, è allevato ad alberello, è sensibile alle brinate primaverili e alla siccità, ha una produzione abbondante e costante, la foglia è media, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è di forma media, conico, con un'ala, semi spargolo, l'acino è medio, ellittico con buccia consistente e pruinosa dal colore verde tendente al giallo. Se vinificato in purezza il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con profumo erbaceo, floreale, fruttato, in bocca è sapido, caldo, fine, armonico con una elevata acidità che lo rende adatto all'affinamento in botti e all'invecchiamento, la gradazione alcolica è 11,5°-12,5°, l'abbinamento è con antipasti e piatti di pesce, grigliate di pesce, carni bianche, la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto: Il Vino è vita. ( ORAZIO )

giovedì 13 novembre 2014

VITIGNO LAGREIN

foto politicheagricole.it
Vitigno autoctono a bacca rossa dell'Alto Adige, zona di Bolzano-Gries, diffuso anche in Trentino, da cui si ricavano due tipologie di vino, uno "rosato o rosè" chiamato " Kretzer ", l'altro "rosso" chiamato " Dunkel ", generalmente utilizzato in purezza, lo troviamo anche in assemblaggi con altri vitigni, si pensa che la sua coltivazione e diffusione sia dovuta ai monaci benedettini. Il Lagrein, coltivato a pergola trentina, predilige terreni argillosi-calcarei, ghiaiosi e sabbiosi, alluvionali ben aerati e dal clima caldo per sviluppare profumi intensi e fini, ha una buona vigoria e abbondante produzione ma non costante, ha foglia di media grandezza, pentagonale con tre lobi, il grappolo può essere di varie dimensioni, di forma tronco-piramidale, alato, semicompatto, l'acino è di media grandezza, ovoidale con buccia spessa, pruinosa di colore blu-nero.Il vino ha un colore rosso rubino chiaro, nella versione rosato, e rosso rubino tendente al granato nella versione rosso,il profumo è fruttato, floreale, speziato con sentori di frutti di bosco, mammola con note di vaniglia nella versione invecchiata, in bocca è corposo, pieno, asciutto, caldo, vellutato ed equilibrato, nella versione rosato i sentori sono più freschi e con una notevole vivacità, la gradazione alcolica è 11,5°-12,5°. Il vino Lagrein si abbina spesso con piatti tradizionali della cucina altoatesina come polenta, selvaggina, formaggi a pasta dura ma anche con salumi, arrosti, brasati, nella versione rosato va bene con piatti di pesce, carni bianche ed è ottimo come aperitivo, la temperatura di servizio per il rosso è 16°-18°, per il rosato è12°-14°C.

Motto: Ah, bottiglia, amica mia, perchè ti svuoti? ( MOLIERE )

mercoledì 12 novembre 2014

VITIGNO GRILLO

foto vinincanta.it
Vitigno autoctono a bacca bianca originario  probabilmente della Puglia, importato e coltivato soprattutto in Sicilia nella zona tra Marsala e Trapani, importante e di base per la produzione del famoso " Marsala " insieme al vitigno Inzolia e al vitigno Catarratto, raggiungendo un grado alcolico di 15°-16°, è adatto  all'invecchiamento. I terreni preferiti sono argillosi-calcarei, profondi, viene allevato tradizionalmente ad alberello ma anche a spalliera bassa, sopporta le alte temperature, ha una buona vigoria e produzione, la foglia è media-grande, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è medio, conico, poco spargolo, alato, l'acino è medio-grande, sferico con buccia spessa e poco pruinosa di color giallo dorato con macchie color ruggine. Il vino ha un colore giallo paglierino carico con profumo erbaceo, fruttato, floreale con note di agrumi,fieno, fiori bianchi, in bocca è sapido, caldo, asciutto, buona acidità, morbidezza equilibrata, armonico, la gradazione alcolica è 13°. Il vino Grillo si abbina bene con antipasti di frutti di mare, verdure, primi piatti di pesce, carni bianche, la temperatura di servizio è 10°-12°C.

Motto:...riempirono le coppe, sparsero il vino al suolo e rivolsero le loro
            preghiere agli Dei. ( OMERO )

martedì 11 novembre 2014

VITIGNO RABOSO

foto rabosopiave.net
foto xtrawine.com
Vitigno autoctono di origine antica a bacca rossa del Veneto, si conoscono due  varietà, che hanno poco di comune tra loro, il " Raboso Piave ", coltivato in Veneto e FriuliVeneziaGiulia ( nella zona di Bagnoli, provincia di Padova, è conosciuto col nome di "Friularo"), noto per la sua notevole astringenza e acidità, e il " Raboso Veronese ", coltivato principalmente in Veneto, noto per dare vini più amabili e morbidi. Le due varietà contribuiscono alla produzione del vino " Malanotte del Piave DOCG ", che ha una gradazione di 12,5° ed un invecchiamento di almeno 36 mesi di cui 12 in botti e 4 in bottiglia, per le sue caratteristiche la uve del " Raboso Piave " sono più adatte all'invecchiamento e all'appassimento. Questi vitigni preferiscono terreni pianeggianti-collinari, alluvionali, profondi e ricchi di scheletro, hanno notevole vigoria e produzione, la forma del grappolo è grande, cilindrico, allungato, alato, compatto, l'acino è più piccolo e sferico nella varietà " Veronese "  con buccia spessa e pruinosa. Il vino ha un colore rosso rubino intenso tendente al granato con l'invecchiamento, il profumo è vinoso, fruttato, floreale con note di frutti rossi, ciliegia, marasca, violette di campo, in bocca è secco, sapido, tannico e acidulo( per la varietà "Piave"), morbido (per la varietà "Veronese"), di corpo, la gradazione è 11°-12°. L'abbinamento ideale è con primi piatti con sughi di carne, carni grigliate, arrosti, salumi, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 16°-20°C.

Motto: Il Vino eleva l'animo ed i pensieri e le inquietudini si allontanano dal
             cuore dell'uomo.  ( PINDARO )

domenica 9 novembre 2014

VITIGNO BONARDA

foto ideavip.it
Antico vitigno autoctono a bacca rossa spesso confuso con il vitigno "Croatina", diffuso nell'Oltrepo Pavese e nei Colli Piacentini, e  col vitigno "Uva Rara", diffuso nel Novarese e Vercellese, coltivato principalmente in Piemonte nel Torinese, nell'Astigiano, nel Monferrato, nel Pinerolese e nel Canavese, concorre agli assemblaggi, per le sue piccole percentuali, dei vini " Ghemme DOCG" e "Gattinara DOCG",  in Lombardia, nell'Oltrepo Pavese, il vino chiamato "Bonarda" è prodotto dal vitigno " Croatina ". La Bonarda preferisce terreni collinari argillosi e poco fertili, ha una buona produzione e vigoria, viene allevato a controspalliera, l'uva viene vinificata sia in assemblaggi che in purezza ed ha una sua aromaticità. La foglia è di forma media, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è medio-grande con due o tre ali, l'acino è piccolo, ovale con buccia pruinosa di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, il profumo è fruttato, vinoso, talvolta speziato con note di ciliegia e sentori di pepe nero, in bocca è fresco, morbido, poco tannico, non molto strutturato ma persistente, equilibrato, la gradazione alcolica è 11°-12°. La Bonarda si potrebbe definire un vino quotidiano a tutto pasto, si abbina con antipasti di salumi, primi piatti con sughi leggeri, carni rosse e bianche non elaborati, formaggi non stagionati, la temperatura di servizio è 16°-18°C.

Motto: Et però credo che molta felicità sia agli uomini che nascono dove si
             trovano i vini buoni. ( LEONARDO DA VINCI )

sabato 8 novembre 2014

VITIGNO GARGANEGA

foto agrimaffione.it
Vitigno a bacca bianca del Veneto diffuso nella provincia di Verona, zona Soave, e di Vicenza, zona Gambellara, da varie testimonianze alcuni studiosi danno la sua appartenenza alla famiglia dei " Trebbiani ", altri alla famiglia dei " Greci ", inoltre  molti gli danno la somiglianza ampelografica ad altri vitigni, quali il vitigno sardo " Nuragus ", il vitigno veneto " Glera ", il vitigno siciliano " Grecanico ". La Garganega preferisce terreni profondi e fertili con buona esposizione per ottenere prodotti di qualità, l'allevamento è a pergola, le sue uve sono adatte all'appassimento e alla spumantizzazione dando ottimi vini da dessert, da esse vengono prodotte, in purezza o in uvaggio col " Trebbiano di Soave ", le seguenti DOCG: " Recioto di Gambellara "- " Recioto di Soave " - " Soave Superiore ". Questo vitigno ha una notevole  vigoria e buona resistenza alle malattie, la foglia è media, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è lungo, cilindrico, poco spargolo con ali molto pronunciate, l'acino è medio, sferico di colore giallo dorato con buccia spessa. Il vino ha un colore giallo paglierino tendente all'ambrato nella versione "passito", è fruttato, floreale con note di pera, albicocca, ananas, maudorla, fiori bianchi, in bocca è fine, delicato, asciutto, di equilibrata acidità, vellutato, di corpo, armonico con un retrogusto amarognolo, il grado alcolico è 11°-12°, nel "passito" raggiunge i 14°. L'ideale abbinamento di questo vino è con risotti e piatti di pesce, crostacei, carni bianche, salumi, formaggi (erborinati per il "passito"), la temperatura di servizio è 8°-12°C.

Motto: Se Dio avesse proibito il Vino, perchè mai lo avrebbe fatto così buono.
             ( Cardinale RICHELIEU )

giovedì 6 novembre 2014

VITIGNO GRECO (famiglia)

foto grecoditufo.biz
foto civiltàdelbere.com
foto lavinuim.com
Questo vitigno autoctono appartiene alla famiglia dei " Greci "( come già citato nel post del vitigno Grechetto ), ha due sinonimi " Greco o Greco di Tufo " e "Greco Bianco o di Bianco", il primo più diffuso in Campania, in provincia di Avellino (Comune di Tufo), il secondo più diffuso in Calabria, in provincia di Catanzaro e Reggio (Comune di Bianco), lo troviamo coltivato più di rado in Puglia, Basilicata, Lazio, Abruzzo. Le caratteristiche dei due vitigni sono pressochè identiche, sono poche le dissonanze, il primo predilige terreni collinari  freschi, profondi di origine vulcanica e dà vini più profumati e strutturati, il secondo predilige terreni collinari asciutti e caldi ed è più adatto ad un breve appassimento delle uve per la produzione di vini passiti, il primo da il nome al famoso vino " Greco di Tufo DOCG " e lo troviamo vinificato per le sue percentuali nel " Cannellino di Frascati DOCG - Frascati Superiore DOCG - Fiano di Avellino-Apianum DOCG ". L'allevamento dei due vitigni è ad alberello o a spalliera, la foglia è piccola, pentagonale, il grappolo è grande, allungato, piramidale o cilindrico, piuttosto compatto, alato, l'acino è piccolo e tondo con buccia dura e pruinosa. Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdolini tendenti al dorato, il profumo è fruttato, floreale con note di pera, pesca, banana,mandorla, fiori di campo, in bocca è fresco, sapido, ampio, morbido, intenso e persistente con retrogusto amarognolo, la gradazione alcolica è 11,5°-12°, nella versione "passito" la gradazione è 16°. L'abbinamento è con antipasti di verdure, piatti di pesce, crostacei, salumi, formaggi molli, la temperatura di servizio è 8°-12°C. Nel Lazio, precisamente in sette comuni della provincia di Viterbo, questo vitigno è conosciuto col nome di " Greco di Vignanello, mentre in Calabria esiste la varietà di vitigno a bacca rossa
" Greco Nero " che dà un vino dal colore rosso rubino scarico usato per lo più in uvaggio.

Motto: ...Ah! Lo dolce ber che non m'avria mai sazio! ( DANTE )

VITIGNO PASSERINA

foto enotime.it
Vitigno molto antico autoctono a bacca bianca la cui provenienza è contesa tra le Marche, dove vi è la maggiore concentrazione di allevamento nella zona del Piceno, e la provincia di Frosinone, nel Lazio, presente anche in Umbria e Abruzzo, confuso spesso col vitigno " Trebbiano Toscano" o col "Pagadebit " romagnolo. Il suo nome deriva, molto probabilmente, dal fatto che i passeri sono molto golosi dei suoi piccoli acini, la cui polpa è particolarmente gustosa, le sue uve rientrano nella produzione del "Offida DOCG ". Quasi abbandonato tanti anni fa, il vitigno Passerina, recentemente rivalutato, si presta alla vinificazione in purezza e, grazie alla buona acidità, alla produzione di spumanti e passiti, dopo un periodo di appassimento delle uve, per le sue caratteristiche si adatta alla coltura su qualsiasi terreno e clima, dando una buona produzione qualitativa  ed una elevata vigoria. La foglia è media, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è di media grandezza, piramidale o conico, quasi spargolo, a volte alato, l'acino è piccolo, tondo con buccia pruinosa, spessa e consistente. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi da verdolini a dorati, profumo fruttato, floreale con note di frutta tropicale, agrumi, miele, in bocca spicca l'acidità, buona sapidità, asciutto, equilibrato con un finale amarognolo, la gradazione alcolica è 11°-12°, l'abbinamento si adatta a risotti e piatti di pesce in genere, dai crostacei, alle zuppe, alle fritture, formaggi a pasta molle, salumi, nella versione "passito" si abbina bene alla pasticceria secca, la temperatura di servizio è 8°-12°C.

Motto: E dove non è Vino non è amore nè altro diletto hanno i mortali.
             ( EURIPIDE )

martedì 4 novembre 2014

VITIGNO TRAMINER AROMATICO o GEWURZTRAMINER

foto olioevino.org
Vitigno autoctono aromatico dell'Alto Adige, originario di Termeno (o Tramin in tedesco) in provincia di Bolzano, a bacca rosa, conosciuto sopratutto col nome "Gewurztraminer",( "Gewurz" significa "spezia" in tedesco), da recenti ricerche alcuni studiosi vogliono  far risalire la sua origine nell'Europa Centrale tra Alsazia, in Francia, e la zona Renana, in Germania, è un vitigno, ormai, diffuso in numerose regioni italiane ed europee. Il Traminer predilige terreni collinari granitici, marnosi, argillosi-calcarei e sabbiosi, l'allevamento è a pergola trentina semplice con una vigoria e produzione bassa ma costante. La foglia è medio-piccola con cinque lobi, il grappolo è piccolo, tozzo e compatto, alato raramente, l'acino è medio, sferico con buccia pruinosa, resistente, la polpa ha sapore aromatico che ricorda la rosa. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, il profumo è aromatico, fruttato, floreale, speziato con note di frutta tropicale, ribes, rosa, pepe, anice, il sapore è fresco, asciutto, morbido, equilibrato, di corpo, la gradazione alcolica è 11°-12°. E' un vino ottimo come aperitivo, si abbina ad antipasti, piatti di pesce e grigliati e fritti, risotti, carni bianche e formaggi, la temperatura di servizio è 12°-14°C.

Motto: Il Vino per l'uomo è come l'acqua per le piante che in giusta dose le fa
             stare bene erette, mentre in eccesso le fa cadere... ( PLATONE-400a.c.)

VITIGNO PETIT ROUGE


Vitigno autoctono considerato il migliore e il più coltivato a bacca rossa della Valle d'Aosta, grazie agli antichi Romani la viticoltura si è diffusa in questa regione montana, per eccellenza, dal clima freddo ben sopportato da questo vitigno che mal gradisce le annate umide e di pioggia. Il Petit Rouge, secondo le più recenti indagini sul DNA, ha un parente molto stretto che è il Neret di Saint Vincent. Coltivato, principalmente, nella valle della Dora Baltea con allevamento a Guyot semplice, il Petit Rouge ha una vigoria media con produzione buona e costante, la foglia è  di forma media con tre lobi, il grappolo è medio-piccolo, piramidale o tronco con una o due ali, l'acino è piccolo, sferico con buccia pruinosa e sottile. Il vino ha un colore rosso violaceo tendente al granato con profumo vinoso, fruttato con note di rosa, viola, mirtillo e col tempo mandorla amara, il gusto è morbido, vellutato, lievemente tannico, abbastanza alcolico, di corpo, la gradazione alcolica è 12°-13°; l'abbinamento di questo vino è a tutto pasto, con salumi, zuppe, viene utilizzato molto nelle ricette valdostane, la temperatura di servizio è 18°-20°C.

Motto: Quali sono i tre inconvenienti provocati dal bere? Accidenti, signore,
             il naso rosso, il sonno e l'orina. ( dal Macbeth di SHAKESPEARE )

lunedì 3 novembre 2014

VITIGNO FALANGHINA

foto campaniaslow.it
Vitigno molto antico, conosciuto fin dal tempo dei Romani, che costituiva, probabilmente, la base del famoso vino "Falerno", apprezzato a quell'epoca, il nome pare cge derivi dal fatto che la vite veniva legata a pali di sostegno chiamati "falanga" e da qui il termine "Falanghina". Oggi questo vitigno, quasi abbandonato tanti anni fa, trova la collocazione ambientale ideale in Campania, nella zona del Sannio, Campi Flegrei, Casertano, anche se, ormai, è diffuso in Abruzzo, Lazio, Molise, Puglia e Basilicata. Grazie al suo ottimo adattamento, la Falanghina predilige sia terreni costieri di origine vulcanica dal clima caldo e asciutto, sia terreni collinari argillosi-calcarei dal clima fresco e umido, ha una buona e costante produzione. La foglia è di media grandezza, il grappolo è di forma allungata e di media grandezza, compatto, cilindrico o conico con un'ala corta, l'acino è di media grandezza, tondo con buccia pruinosa e spessa. Il vino ha un colore giallo paglierino o giallo dorato scarico con riflessi verdolini, il profumo è fruttato, floreale con note di mela, pesca, banana, mandorla, il gusto è molto sapido, fresco, asciutto, vellutato,leggermente acido, persistente, il grado alcolico è 11,5°. L'abbinamento è con primi piatti di pesce e con sughi leggeri, frutti di mare, tutti i tipi di pesce sia grigliati che fritti,  formaggi a pasta molle, la temperatura di servizio è 10°-14°C.

Motto: Un uomo non è mai ubriaco quando riesce a sdraiarsi sul pavimento
             senza restarci. ( JOE E.LEWIS )

sabato 1 novembre 2014

VITIGNO DOLCETTO

foto agraria.it
Vitigno autoctono del Piemonte dove trova la massima espressione nella zona delle Langhe, diffuso anche in Liguria, dove è conosciuto col nome di "Ormeasco", e in Valle d'Aosta, l'origine del suo nome è incerta, alcuni studiosi lo vogliono associare alla dolcezza del vino, altri lo vogliono far derivare da un termine dialettale piemontese " Dosset " che significa "piccola collina". Fino ad un ventennio fa il Dolcetto era poco considerato per la scarsa acidità del vino che produceva e quindi non idoneo all'invecchiamento rispetto agli altri due vitigni, il Nebbiolo, più tannico, e il Barbera, più acido, ma da un po di anni  i viticoltori, con le nuove tecnologie e pratiche  sia in vigna che in cantina, lo hanno riportato in auge tanto da vinificarlo e in purezza e per l'invecchiamento, le sue uve danno le seguenti DOCG: "Dolcetto di Dogliani ", " Dolcetto di Diano d'Alba ", " Dolcetto di Ovada ". Il Dolcetto predilige terreni argillosi-calcarei, ben esposti, ha una media vigoria e buona produttività, l'allevamento è a spalliera, ha foglia media, pentagonale, il grappolo è spargolo, conico, allungato, a volte alato, l'acino è tondo , medio con buccia sottile e pruinosa, la maturazione è a metà settembre. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei che con l'invecchiamento assumono riflessi granate, ha profumi fruttati a volte floreali con sentori di liquirizia, ciliegia, mora, mandorla amara, in bocca è secco, amarognolo, poco acido, tannico, morbido, medio corpo, armonico, il grado alcolico è 12°. Vino da tutto pasto, è ottimo con polenta, arrosti, brasato, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 18°-20°C.

Motto: E dove  non è Vino, non è amore, nè alcun altro diletto hanno i mortali.
             ( ESCHILO - Le Baccanti )