giovedì 6 novembre 2014

VITIGNO PASSERINA

foto enotime.it
Vitigno molto antico autoctono a bacca bianca la cui provenienza è contesa tra le Marche, dove vi è la maggiore concentrazione di allevamento nella zona del Piceno, e la provincia di Frosinone, nel Lazio, presente anche in Umbria e Abruzzo, confuso spesso col vitigno " Trebbiano Toscano" o col "Pagadebit " romagnolo. Il suo nome deriva, molto probabilmente, dal fatto che i passeri sono molto golosi dei suoi piccoli acini, la cui polpa è particolarmente gustosa, le sue uve rientrano nella produzione del "Offida DOCG ". Quasi abbandonato tanti anni fa, il vitigno Passerina, recentemente rivalutato, si presta alla vinificazione in purezza e, grazie alla buona acidità, alla produzione di spumanti e passiti, dopo un periodo di appassimento delle uve, per le sue caratteristiche si adatta alla coltura su qualsiasi terreno e clima, dando una buona produzione qualitativa  ed una elevata vigoria. La foglia è media, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è di media grandezza, piramidale o conico, quasi spargolo, a volte alato, l'acino è piccolo, tondo con buccia pruinosa, spessa e consistente. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi da verdolini a dorati, profumo fruttato, floreale con note di frutta tropicale, agrumi, miele, in bocca spicca l'acidità, buona sapidità, asciutto, equilibrato con un finale amarognolo, la gradazione alcolica è 11°-12°, l'abbinamento si adatta a risotti e piatti di pesce in genere, dai crostacei, alle zuppe, alle fritture, formaggi a pasta molle, salumi, nella versione "passito" si abbina bene alla pasticceria secca, la temperatura di servizio è 8°-12°C.

Motto: E dove non è Vino non è amore nè altro diletto hanno i mortali.
             ( EURIPIDE )

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