giovedì 29 gennaio 2015

VITIGNO SCIASCINOSO o OLIVELLA NERA

catalogoviti.politicheagricole.it
Lo Sciascinoso è una delle varietà più antiche della Campania, è un vitigno a bacca rossa coltivato principalmente nelle province di Napoli, Avellino e Benevento, conosciuto in alcune zone della Campania e nel basso Lazio col nome di " Olivella Nera " per la caratteristica forma dell'acino somigliante ad una oliva. Questo vitigno non ha particolari esigenze di terreni e di clima, viene coltivato su terreni collinari , sabbiosi, argillosi, vulcanici, l'allevamento è a spalliera con buona vigoria e abbondante produzione, la foglia è media o grande cuneiforme con cinque lobi, il grappolo è piuttosto lungo, quasi compatto, di forma cilindrico o piramidale con una o due ali, l'acino è medio o grande a forma di oliva con buccia  spessa e pruinosa. Lo Sciascinoso, di regola, è vinificato in assemblaggio con l'Aglianico e il Piedirosso,,ma, se vinificato in purezza, dà un vino dal colore rosso rubino in tenso con riflessi violacei, al naso è vinoso, fruttato con note di ciliegia, mirtillo, prugna, al gusto si presemta fresco, sapido, tannico, mediamente corposo, da bere giovane, la gradazione alcolica minima è 11,5°, viene vinificato anche nella tipologia "rosato". E' un vino da bere a tutto pasto, con primi piatti leggeri, minestre, salumi, formaggi semiduri, la temperatura di servizio è 16°-18°.

Motto: I Vini erano eccellenti, v'era un certo Vin rosso che chiamavano fa
             figlioli e che dava luogo a molte lepidezze. ( CARLO GOLDONI )

mercoledì 28 gennaio 2015

VITIGNO ORTRUGO

vinipiacentini.net
Vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia, nei colli e valli piacentine, conosciuto fin dall'epoca dei Romani, quasi scomparso a favore  della "Malvasia Bianca di Candia Aromatica" ( altro vitigno autoctono ), fu riscoperto e ripreso nella coltivazione negli anni settanta da alcuni viticoltori locali, oggi può vantare di essere il vitigno e il vino bianco più diffuso nel piacentino, il nome  potrebbe derivare dal termine dialettale " Altruga ", che significa " altra uva ". Questo vitigno predilige terreni collinari argillosi-calcarei, non umidi, da consentire una buona vigoria e abbondante produzione, il sistema di allevamento più usato è il Guyot, la foglia è grande con tre lobi, il grappolo è grande, conico o cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio con buccia spessa e pruinosa. L'Ortrugo viene utilizzato per la produzione di vini secchi, frizzanti o spumanti, dà un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal profumo floreale e fruttato, alcolico, secco, di corpo, con un retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 11°. E' un vino ottimo da aperitivo, da accompagnare con antipasti, primi piatti, risotti, piatti di pesce, frittate, formaggi molli e salumi, da servire ad una temperatura di 10°-12°.

Motto: La bevanda alcolica è il nostro medicinale più prezioso: è il latte dei
             vecchi. ( Dottor WILLIAM OSLER )

martedì 27 gennaio 2015

VITIGNO NERELLO

nerello mascalese
nerello cappuccio
Il Nerello è un vitigno antico coltivato già al tempo di Plinio il Vecchio, però non abbiamo notizie certe, è un autoctono a bacca rossa diffuso principalmente in Sicilia e Calabria, si conoscono due varietà il "Nerello Cappuccio" e il "Nerello Mascalese"che si differenziano per alcuni caratteri morfologici. Delle due varietà, oggi, quello più diffuso e utilizzato è il "Nerello Mascalese" , coltivato alle falde dell'Etna, nel catanese, e in Calabria, il nome deriva, probabilmente, dalla zona di origine che corrisponde alla Piana di Mascali, in provincia di Catania, il "Nerello Cappuccio", detto anche "Mantellato", in via di estinzione, diffuso nel messinese e in Calabria, deve il nome alla forma della pianta che, come un cappuccio, nasconde i grappoli. Le zone di produzione e coltura delle due varietà sono, pressochè, identiche, prediligono i terreni collinari sabbiosi , vulcanici ricchi di minerali, l'allevamento è ad alberello o controspalliera, la vigoria e la produzione è buona, la vendemmia è, di regola, tardiva, nella seconda metà di ottobre. La foglia è medio-grande, pentagonale, generalmente con tre lobi, il grappolo è medio-lungo, conico o cilindrico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, tondo con buccia spessa e pruinosa. Generalmente le due varietà sono vinificate insieme, se il Nerello Mascalese è vinificato in purezza, dà un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati, dal profumo fruttato e floreale con note di rosa, viola, ciliegia,lampone, fresco, morbido, tendenzialmente tannico, buona alcolicità, equilibrato, di corpo che lo rende adatto all'invecchiamento; il Nerello Cappuccio, se vinificato in purezza, dà un vino dal colore rosso rubino scarico, adatto per vini rosati, dal profumo vinoso, mediamente tannico, fresco, alcolico, la gradazione alcolica minima è 12°. L'abbinamento è con primi piatti strutturati, arrosti, grigliate, formaggi stagionati, la temperatura di servizio è 18°-20°.

Motto: Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause,
              sono felici e sostengono gli amici. ( ARISTOFANE )

lunedì 26 gennaio 2015

Degustazione Sagrantino di Montefalco

Finora ho trattato di alcuni vitigni autoctoni italiani ( ve ne sono tanti altri dei quali parlerò più avanti ), ora voglio uscire fuori dai classici argomenti e trattare di una degustazione tipica di un vino, ho preso in considerazione una bottiglia di un grande vino rosso dell'Umbria, il Sagrantino di Montefalco. La bottiglia è integra nell'etichetta e controetichetta, il tappo di sughero ha la lunghezza idonea per un vino così importante che si adatta all'invecchiamento e non presenta difetti nell'annusarlo, il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi granati, limpido con una marcata  consistenza, al naso l'esplosione dei profumi è marcata, il fruttato e lo speziato lo fanno da padrone, infatti note di mora, amarena, mirtillo, frutti di bosco, vaniglia, tabacco, cannella, liquirizia sono le sensazioni che ci conferma anche l'analisi gustativa. Al palato questo vino conferma tutta la sua grandezza, sapido, fresco, secco, caldo, morbido con un tannino quasi vellutato, è fine, intenso, equilibrato con una lunga persistenza, grande corpo e una sua armonicità, può ancora evolversi nel tempo, la gradazione alcolica è 14,5°. L'abbinamento ideale di questo vino è con primi piatti saporiti, arrosti, grigliate di carne, formaggi stagionati, la temperatura ideale di servizio è 18°-22°.

venerdì 23 gennaio 2015

VITIGNO GROPPELLO (famiglia)

 groppello di santo stefano
groppello di revò
groppello di mocasina
groppello gentile
Questa varietà di vitigno la potremmo classificare come una "famiglia", in quanto conosciamo quattro sottovarietà " Groppello di Mocasina ", " Groppello Gentile " ,"Groppello di Revò" e " Groppello di Santo Stefano " differenti tra di loro da una piccola particolarità fogliare, pertanto ne tratteremo a livello generale. E' un vitigno autoctono a bacca rossa coltivato sul Lago di Garda, sulla sponda lombarda, in provincia di Brescia e Bergamo, sulla sponda veneta, in provincia di Verona e Vicenza, a nord  nel Comune di Revò, Val di Non, in provincia di Trento, conosciuto fin dai tempi antichi, citato da Virgilio e Plinio il Vecchio, il nome potrebbe derivare dal termine dialettale " grop "( groppo - nodo) per la caratteristica forma del grappolo tozzo e compatto. Il Groppello predilige terreni collinari di origine morenica, argillosi e ben esposti che assicurano una buona vigoria, produzione e maturazione delle uve, la foglia è di forma media, pentagonale con tre o cinque lobi, in alcune varietà sembra "infarinata", il grappolo è piccolo, cilindrico o conico, compatto, alato, l'acino è medio, tondo con buccia di media consistenza e pruinosa. Il vino prodotto ha un colore che va dal rosso rubino intenso a scarico dal profumo fruttato e floreale con note di frutti di bosco e rosa accompagnato da una buona sapidità, acidità, tannicità, alcolicità e buona struttura, le tre varietà spesso vengono vinificate insieme, la lavorazione delle uve Groppello danno origine, spesso, a ottimi vini rosati detti "chiaretti", il grado alcolico è 11,5°-12°. Il Groppello è un vino da tutto pasto, viene abbinato con primi piatti saporiti, carni rosse e bianche, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio va dai 14°-16° della tipologia "rosato",ai 16°-18° del "rosso", ai 18°-20° della tipologia "riserva" dopo un invecchiamento di almeno due anni.

Motto: Il Vino è un amico,il Vino è una gioia, e, come il sole, il Vino è
             patrimonio di tutti. ( ANDRE' SIMON )

giovedì 22 gennaio 2015

VITIGNO FREISA

viniastimonferrato.it
Il Freisa è un vitigno antico, le prime notizie risalgono al 1500, è un vitigno autoctono a bacca rossa del Piemonte diffuso nell'astigiano,nel monferrato, nel torinese, nel cuneese, ha la caratteristica di adattarsi a terreni  collinari argillosi e marnosi, cioè  roccia sedentaria ricca di carbonato di calcio, soleggiati e riparati dai venti, ha buona vigoria e produzione media, l'allevamento è a controspalliera e necessita di potature lunghe, è tollerante alle malattie, con una piccola percentuale rientra nel disciplinare del vino " BARBERA DEL MONFERRATO SUPERIORE DOCG ". Le caratteristiche varietali sono: foglia medio-piccola con tre lobi, grappolo di media grandezza, cilindrico allungato, spargolo con un'ala, acino medio-piccolo, tondo con buccia spessa e pruinosa.  Le sue uve danno un vino dal colore rosso rubino tendente al granato dal profumo fruttato caratteristico di lampone, di rosa e di violetta, il gusto può essere secco, amabile o frizzante, fresco, tannico, armonico, di corpo, il tenore alcolico è 11,5°-12°. Il vino Freisa si abbina a primi piatti ricchi di condimento, antipasti, grigliate di carne, agnello, fritto misto, salumi, formaggi semiduri, la temperatura di servizio è 16°-20°.

Motto: Il Vino è stato il primo dei lussi in millenni di umanità.
              ( HUCH JOHNSON )

mercoledì 21 gennaio 2015

VITIGNO PIGNOLETTO

arcimboldonews.it
Le prime notizie di questo vitigno potrebbero risalire ad un vino bianco chiamato " Pino Lieto ", citato da Plinio il Vecchio (23d.c.-79d.c.) nel "Naturalis Historia", è un vitigno autoctono a bacca bianca dell'Emilia-Romagna, considerato il " Re dei Colli Bolognesi ", molto simile, secondo alcune indagini sul DNA, al " Grechetto di Todi ". Questo vitigno contribuisce alla produzione del vino "Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOCG",
 predilige terreni collinari argillosi-calcarei, freschi e poco fertili, assicura una buona vigoria e una produzione abbondante, la foglia è media-piccola, pentagonale con tre lobi, il grappolo è piccolo, cilindrico, allungato, spargolo, a volte alato, l'acino è piccolo, allungato con buccia sottile e poco pruinosa. Le sue uve danno un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal profumo fruttato, floreale con note di mela, pesca, fiori di biancospino, al palato è fine, fresco, sapido, armonico con retrogusto amarognolo, il grado alcolico è 12°, viene prodotto anche nella tipologia " spumante ". Il Pignoletto si abbina con antipasti, primi piatti di pesce e in brodo, crostacei, carni bianche, formaggi freschi, ottimo come aperitivo, la temperatura di servizio è 8°-10°.

Motto: Parlerò della vigna con la gravità che si addice ad un romano quando
             tratta d'arti e di scienze. ( PLINIO IL VECCHIO )

martedì 20 gennaio 2015

VITIGNO PIEDIROSSO o PER' E PALUMMO

ilgiardinomediterraneo.it
Il Piedirosso o Per' e Palummo, nome dialettale, è un vitigno autoctono a bacca rossa della Campania, coltivato principalmente nella provincia di Napoli, nella zona del Vesuvio e dei Campi Flegrei, ha origini incerte e antiche già conosciuto al tempo dei Romani. E' il vitigno più diffuso a bacca rossa dopo l'Aglianico  e deve il suo nome alla forma e colorazione del raspo che somiglia alla zampa di un colombo. Il Piedirosso viene allevato in forme espanse e alte, ma ultimamente anche a spalliera, predilige terreni vulcanici con clima caldo e asciutto, ha una buona vigoria e una produzione tregolare e abbondante, è resistente all'oidio e al marciume. La foglia è di forma media, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è medio-grande, tronco, piramidale, spargolo, alato, l'acino è medio-grande, tondo con buccia spessa e pruinosa. La sua vinificazione è spesso associata all'Aglianico o allo Sciascinoso (altro vitigno autoctono), se vinificato in purezza, però, dà al vino un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, il profumo è fruttato, floreale con note di violetta, lampone, ciliegia, rosa, il gusto è fine, secco, poco tannico,buona alcolicità, di corpo, il grado alcolico è 12°. Il Piedirosso si accompagna bene con primi piatti al sugo o al ragù, minestre di legumi, arrosti e grigliate di carne, salumi, formaggi semiduri, la temperatura di servizio va da 16°-18°.

Motto: Viva il Vino spumeggiante nel bicchiere scintillante, come il riso
              dell'amante ti dà luce al cuor. (MASCAGNI-Cavalleria Rusticana)

lunedì 19 gennaio 2015

VITIGNO GRIGNOLINO

viniastimonferrato.it
Vitigno a bacca rossa autoctono del Piemonte anticamente conosciuto col nome di "Barbesino" (nell'Oltrepò Pavese è ancora conosciuto con questo sinonimo), coltivato in provincia di Asti e nel Monferrato, provincia di Alessandria, il nome potrebbe derivare dal termine dialettale "grignole" col quale vengono chiamati i vinaccioli che nell'acino del Grignolino sono più numerosi rispetto ad altre varietà. E' un vitigno che predilige terreni sabbiosi, asciutti con buona esposizione, ha una media vigoria e una produzione quasi elevata, il sistema di allevamento è a controspalliera, è abbastanza tollerante alla peronospora ma non all'oidio, con una piccola percentuale entra nella vinificazione del " Barbera del Monferrato Superiore DOCG ". La foglia è di media grandezza, pentagonale con tre o cinque lobi,il grappolo è medio-grande, piramidale allungato, compatto, alato, l'acino è piccolo con buccia sottile e pruinosa. Il Grignolino spesso viene vinificato col vitigno Barbera o Freisa per dare maggior corpo  e colore al vino, ma, se vinificato in purezza, da un vino dal colore rosso rubino scarico con riflessi granati, profumo floreale, fruttato, speziato con note di rosa, marasca, frutti di sottobosco, pepe, erbe aromatiche, dal gusto asciutto, leggermente tannico, abbastanza equilibrato dal retrogusto amarognolo, il grado alcolico è 11°. L'abbinamento può essere con minestre, piatti di pesce, antipasti, salumi, carni bianche, formaggi semiduri, la temperatura di servizio è 16°-18°.

Motto: Chi non beve Vino, scrive lettere anonime. ( BRANDIMARTE )

venerdì 16 gennaio 2015

VITIGNO GRECANICO

agrinnovazione.it
Non si hanno notizie certe sull'origine di questo vitigno, anche se dal nome, si pensa, possa appartenere alla famiglia dei " Greci ", proveniente dalla Grecia, il Grecanico è un vitigno autoctono a bacca bianca della Sicilia distinto, secondo alcuni studi, in due cloni, uno a grappolo spargolo, il più diffuso nel trapanese, detto anche "Grecanico dorato", e uno a grappolo compatto, nel catanese, meno diffuso. La sua coltivazione non ha particolari esigenze di terreno e clima, è allevato a controspalliera, ha una elevata vigoria e dà una buona e regolare produzione, soffre l'oidio. La foglia è di forma media, pentagonale con cinque lobi, il grappolo è grande, cilindrico lungo con due ali, spargolo o compatto, l'acino è medio, tondo con buccia spessa. Utilizzato, spesso, in assemblaggi coi vitigni "Grillo" e "Catarratto", oggi molti produttori  iniziano ad utilizzarlo in purezza ottenendo un vino dal colore giallo dorato con aroma fruttato, floreale, erbaceo con note di ananas, melone, pesca, fiori bianchi dal gusto secco, sapido con buona alcolicità e freschezza, tendenzialmente di corpo, la graazione alcolica minima è 11,5°. Il Grecanico viene abbinato di regola con piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, zuppe, pasta al sugo, formaggi molli e semiduri, ottimo come aperitivo, va servito fresco alla temperatura di 12°-14°.

Motto: Il sapore di un buon Vino si ricorda meglio dopo che se n'è dimenticato
             il prezzo. ( HUBRECHT DUIJKER )

VITIGNO CROATINA

cialombardia.org
Vitigno autoctono a bacca rossa dell'Oltrepò Pavese, in Lombardia, e del Piacentino, in Emilia, presente anche in Piemonte e Veneto, conosciuto fin dal medioevo viene spesso confuso col  vitigno Bonarda, geneticamente diverso. Grazie alla sua versatilità è un vitigno che può dare dei buoni vini vivaci e ottimi vini fermi; predilige terreni argillosi-calcarei, fertili, ha buona vigoria e produzione, è resistente all'oidio. La foglia è media, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è grande, conico allungato, alato, l'acino è di media grandezza, tondo con buccia spessa e molto pruinosa, la maturazione è tardiva. La Croatina viene spesso vinificato in assemblaggi per dare colore e alcolicità ai vini che ne scarseggiano; se viene vinificato in purezza, dà un vino dal colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato di frutti rossi, asciutto, caldo, sapido, poco tannico, con buona acidità, di corpo, la gradazione alcolica è 12°. La Croatina è un vino, così detto, beverino, di pronta beva, a tutto pasto, può essere abbinato a primi piatti al sugo, carni bianche e rosse, salumi e formaggi semi-duri, la temperatura di servizio è 16°-20°.

Motto: Il Vino è la più salutare e igienica delle bevande. (LOUIS PASTEUR)

giovedì 15 gennaio 2015

VITIGNO CILIEGIOLO

italian-flavor.com
Le origini di questo vitigno sono incerte, è un autoctono a bacca rossa coltivato nel Centro Italia, principalmente in Toscana, ma anche in Liguria, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, introdotto in Italia, forse, dai pellegrini di ritorno dalla Spagna; recenti ricerche genetiche  hanno ipotizzato che sia il " genitore "  del vitigno Sangiovese. Il Ciliegiolo predilige i terreni collinari freschi, non troppo fertili e umidi, dal clima asciutto e caldo, ha una elevata vigoria e produzione, la foglia è medio-grande, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è grosso, piramidale allungato o cilindrico, alato, compatto, l'acino è medio-grosso, tondo con buccia di medio spessore e pruinosa. Utilizzato spesso per la produzione del vino Novello e negli assemblaggi con vini poco alcolici e aspri, dà loro morbidezza e alcolicità; se vinificato in purezza il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei dal profumo fruttato con note di ciliegia, da cui prenderebbe il nome, prugna, frutti di bosco, in bocca è caldo, sapido, morbido, poco fresco, di corpo, adatto a un breve invecchiamento, il grado alcolico è 11,5°. L'abbinamento di questo vino, considerando le varie tipologie di produzione dal bianco, con breve macerazione, al rosato, al rosso, è con primi piatti saporiti, zuppe di pesce, arrosti, grigliate di carne e formaggi, la temperatura di servizio è 16°-18°.

Motto: Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon
             libro e un buon amico! ( MOLIERE )

martedì 13 gennaio 2015

VITIGNO SCHIAVA (famiglia)

Schiava Grossa-italyeno
Schiava Gentile-politicheagricole
Schiava Grigia-vinincanta.it
Parlare di questo vitigno non si può far a meno di citare una famiglia, cosidetta delle "Schiave", conosciuta fin dal XII secolo, originaria, probabilmente, della Slavonia, regione della Croazia, introdotta in Italia dai Longobardi. Lo Schiava è un vitigno autoctono a bacca rossa del Trentino-Alto Adige, presente anche in Lombardia, provincia di Brescia, e in Veneto, provincia di Verona, di questa famiglia conosciamo principalmente tre varietà "Schiava Gentile - Schiava Grigia -Schiava Grossa", sensibilmente diverse nelle caratteristiche varietali.  Questo vitigno non ha particolari esigenze di produzione per quanto riguarda il terreno, l'allevamento è a pergola, da una buona vigoria e la produzione è abbondante e regolare, la differenza della varietà Grossa dalle altre due sta solo nella grandezza della foglia, del grappolo e dell'acino,mentre le altre caratteristiche sono simili, la foglia ha forma pentagonale, il grappolo conico o cilindrico, alato e spargolo, l'acino pruinoso. Se vinificato in purezza, secondo il territorio di produzione, questo vitigno da un vino dal colore rosso rubino intenso al chiaro dal profumo fruttato, in bocca si presenta sapido, fresco, poco alcolico, di poco corpo, lievemente amarognolo, non adatto all'invecchiamento, la gradazione alcolica è 11°, la temperatura di servizio è 16°-18°. L'abbinamento ideale è con i piatti della tradizione locale ma anche con minestrone, zuppe, arrosti, speck, salumi, formaggi semi duri.

Motto: Agli uomini il Vino, agli altri animali, l'acqua delle fonti.
             ( Scuola Salernitana)

lunedì 12 gennaio 2015

VITIGNO ERBALUCE

enotecaletteraria.it
Conosciuto fin dall'epoca dei Romani col nome di Alba Lux, cioè luce dell'aurora per la brillantezza dei suoi acini, questo vitigno  autoctono a bacca bianca è coltivato eslusivamente in Piemonte, nel Canavese, mentre in provincia di Novara è chiamato Greco Novarese o Greco di Ghemme, e per la sua accentuata acidità e per la dolcezza dei suoi acini può produrre varie tipologie di vino, dalla tipologia secco, spumante, al passito, dando vita alla " Erbaluce di Caluso DOCG o Caluso DOCG ". I terreni adatti alla coltivazione di questo vitigno  sono quelli di origine morenica e ben esposti, ha una vigoria abbondante a discapito di una produzione molto irregolare , la forma di allevamento è a pergola o a controspalliera. La foglia è media con 5 lobi, il grappolo è medio-lungo di forma conico, non sempre alato, l'acino è medio di forma sferico con buccia pruinosa di colore giallo ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino dal profumo floreale, fruttato, vegetale con note di mela verde, fiori bianchi, erbe aromatiche, molto fine, sapido, ottima acidità, armonico, di corpo con lieve gusto amarognolo, il grado alcolico, chiaramente, varia secondo la tipologia del vino dagli 11° del secco e spumante ai 17° del passito, la temperatura di servizio è sui 10°-12°. Gli abbinamenti ideali di questo vino sono i risotti, zuppe di pesce, crostacei, carni bianche, formaggi tipo robiola, ottimo come aperitivo.

Motto: Lo scopo fondamentale del vino è dare un gusto migliore al cibo.
             ( MYRA WALDO )

VITIGNO REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO

vinidellanima.it
Vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli-Venezia Giulia, presente anche in Veneto, conosciuto e coltivato fin dal settecento, appartenente alla famiglia dei Refoschi che annovera, per genetica, vitigni come il " Terrano " e la " Cagnina di Romagna ". Il suo nome deriva dalla colorazione rossa del peduncolo distinguendosi dalle altre varietà, il disciplinare lo annovera, se pur con piccola percentuale, tra i vitigni che concorrono alla " Colli di Conegliano DOCG ". Questo vitigno è coltivato, come detto, principalmente in Fiuli-Venezia Giulia e Veneto, predilige terreni argillosi-calcarei ricchi di scheletro e con buona esposizione, ha una elevata vigoria e buona produzione. La foglia è grande, pentagonale con tre lobi, il grappolo è medio-grande, alato a forma di piramide, un pò spargolo, l'acino è medio di forma sferica con buccia spessa e pruinosa. Il vino, che ne deriva se vinificato in purezza, ha un colore rosso granato con sfumature violacee dal profumo fruttato intenso con note di mora e frutti di sottobosco, sapido, leggermente tannico, pieno di corpo, armonico dal gusto amarognolo, ha una gradazione di 12° e va servito ad una temperatura di 16°-18°. Questo vino si accompagna a piatti saporiti, carni rosse, pesce in umido, baccalà e formaggi di media stagionatura.

Motto: Il vino è la luce del sole tenuta insieme dall'acqua. (Galileo Galilei)