martedì 24 febbraio 2015

VITIGNO PELAVERGA

 pelaverga piccolo-olioevino.org
 pelaverga-provincia.cuneo.it
La storia del vitigno Pelaverga autoctono a bacca rossa del Piemonte è un po' incerta e controversa, conosciuto e coltivato fin dall'VIII secolo nel territorio di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e precisamente nella Valle Bronda, nel comune di Pagno, fu introdotto dai frati seguaci di San Colombano dove fondarono un convento, successivamente si diffuse nel Torinese, nella zona di Chieri, dove è conosciuto col sinonimo di Cari. Alcuni studiosi sostengono che intorno al 1700 questo vitigno sia arrivato nella zona di Verduno, nelle Langhe, ad opera del Beato Valfrè, però gli studi effettuati negli ultimi anni hanno dimostrato che vi è una distinzione netta tra i due vitigni, pertanto, quest'ultimo viene conosciuto come Pelaverga di Verduno o Pelaverga piccolo. I terreni prediletti da questo vitigno sono quelli collinari argillosi-calcarei con buona esposizione solare, il sistema di allevamento è quello a controspalliera con buona produzione, la foglia è di forma medio-grande con cinque lobi, il grappolo è medio-grande, conico o cilindrico con una o più ali, mediamente compatto, l'acino, secondo la varietà, è piccolo-grande, sferico con buccia molto pruinosa. Secondo la varietà il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei a rosso cerasuolo, il profumo è fruttato con sentori di ciliegia, lampone, speziato, fine, in bocca è secco, morbido, non molto alcolico, a volte amabile, fresco, sapido, armonico, poco strutturato, la gradazione alcolica minima è 11°, si abbina con primi piatti conditi, carne alla griglia, sformati di verdura, fonduta, formaggi semi duri, salumi, va servito ad una temperatura di 16°-18°.

Motto: Se me frulla un pensiero che me scoccia, me fermo a bere e chiedo aiuto
              ar Vino, poi me la canto e seguito er cammino cor destino in saccoccia.
              ( TRILUSSA )

lunedì 23 febbraio 2015

VITIGNO BOVALE

bovale sardo-sardegnaagricoltura
 bovale grande-flickr.com
Il Bovale è un vitigno autoctono a bacca rossa della Sardegna, introdotto sull'isola, probabilmente, all'epoca della dominazione spagnola nel 1300 ad opera degli Aragonesi, viene distinto in due varietà che si differenziano tra loro per le caratteristiche varietali, il Bovale sardo o Bovale piccolo, diffuso in tutta l'isola, e il Bovale grande o Bovale di Spagna, meno diffuso, che in provincia di Oristano è conosciuto col sinonimo di Nieddera che dà il nome al vino della zona. Questo è un vitigno che predilige sia terreni collinari che pianeggianti, sia argillosi-calcarei che sabbiosi purchè ben soleggiati, il sistema di allevamento è quello classico ad alberello, ha una media vigoria e abbondante produzione, la foglia è di forma media con tre o cinque lobi, il grappolo è di media grandezza ( è più grande nella varietà Bovale di Spagna ), cilindrico o conico, alato, l'acino è medio, sferico con buccia spessa e molto pruinosa. Le sue uve  vengono quasi sempre vinificate in assemblaggio col Cannonau, Monica o Pascale, ma se vinificate in purezza danno un vino dal colore rosso rubino intenso dal profumo fruttato di ciliegia, vinoso, in bocca presenta una certa morbidezza, buona alcolicità, mediamente tannico con una gradevole freschezza e acidità, sapido, di buon corpo, equilibrato, il tenore alcolico minimo è 11,5°, è un vino da tutto pasto, ma è apprezzato con salsicce, antipasti, pizze, carni rosse e formaggi mediamente maturi, la temperatura di servizio è 16°-18°.

Motto: Guarda il calor del Sol che si fa Vino giunto all'humor che dalla Vite
             cola. ( DANTE - Purgatorio Canto XXV )

venerdì 13 febbraio 2015

VITIGNO ASPRINIO o ASPRINIO di AVERSA

 sistema "alberata"
iluoghidelvino.it
L'Asprinio o Asprinio di Aversa è un vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, coltivato principalmente nella zona di Aversa, in provincia di Caserta, nel napoletano e qualche presenza anche in Puglia e Basilicata, è un vitigno antico introdotto e coltivato già all'epoca degli Etruschi col sistema di allevamento sistema alberata ", cioè la vite "maritata" ai pioppi si arrampica fino ad una altezza di 15-20 metri e con l'ausilio di scale  i viticoltori "equilibristi" effettuano la vendemmia. Il nome deriva dall'asprezza del vino per la sua elevata acidità da renderlo adatto alla spumantizzazione, ancora oggi il vino viene affinato in grotte di tufo, dove la temperatura di 12°-14° è costante tutto l'anno, i terreni di coltivazione sono quelli pianeggianti, sabbiosi, tufacei, di origine vulcanica che apportano una certa mineralità al vino. Questo vitigno ha una buona vigoria e produzione, resistente alla peronospora e all'oidio,meno alla tignola,la foglia è media con cinque lobi, il grappolo è medio, alungato, conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico con buccia pruinosa e di medio spessore. Il vino, definito da Mario Soldati " il piccolo grande vino ", ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, fruttato con note di agrumi, minerali, mandorle amare, sapido, fresco e di buona struttura, utilizzato anche come base per spumanti col metodo charmat, la gradazione alcolica minima è 11°. Ottimo da aperitivo, l'Asprinio si abbina a piatti di pesce, molluschi, crostacei, insalate di mare, fritture di pesce, pizza, formaggi a pasta molle tra cui la mozzarella di bufala, la temperatura di servizio è 10°-12°.

Motto: A ben riflettere, si può bere il Vino per cinque motivi: Primo per far
             festa,, poi per calmar la sete, poi per evitare d'avere sete dopo, ed
             infine per ogni motivo. ( BUCKERT )

giovedì 12 febbraio 2015

VITIGNO TAZZELENGHE

catalogoviti.politicheagricole.it
Il Tazzelenghe è un vitigno rustico autoctono a bacca rossa del Friuli Venezia Giulia, coltivato sulle colline tra Buttrio e Cividale, in provincia di Udine, ha rischiato l'estinzione per la sua difficoltà di coltivazione dovuta all'alta tannicità e acidità delle sue uve che richiedevano maggiore attenzione, oggi l'attenzione di alcuni viticoltori l'ha riportato in auge. Il nome deriva dal termine dialettale " tace-lenghe ", che significa " taglia-lingua ", per l'astringenza del tannino e per l'acidità che rendono il vino adatto all'invecchiamento per ammorbidirlo. Questo vitigno è coltivato su terreni collinari argillosi dando un'ottima vigoria e produzione, è resistente alle malattie, la foglia è media, pentagonale, trilobata, il grappolo è medio, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è sferoidale, medio con buccia spessa e pruinosa. Il vino ha un colore rosso rubino intenso che assume sfumature violacee con l'invecchiamento, il profumo è vinoso, fruttato con note di frutti di bosco che evolvono in note speziate di pepe e mandorle tostate con l'invecchiamento, al gusto è tannico, acido, sapido che con l'invecchiamento assumono più morbidezza e finezza, la gradazione alcolica minima è 11°, l'accostamento di questo vino è con piatti tipici regionali, salumi, selvaggina, arrosti, carne alla griglia, formaggi duri ed erborinati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

Motto: Tu, Vino, Dio, tu dono, tu nostro soccorso nel lavoro più duro.
              ( VIRGILIO )

mercoledì 11 febbraio 2015

VITIGNO BOSCO

agraria.org.
La Liguria è la patria di questo vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato nella Riviera di Levante, principalmente, nelle Cinque Terre e in provincia di Genova; sull'origine del nome vi è una disputa tra Genova e il territorio delle Cinque Terre, chi lo vuole originario di questa zona molto boscosa, da cui il nome, chi lo vuole originario nel bosco della villa dei Marchesi Durazzo a Genova. Il Bosco è un vitigno utilizzato spesso negli assemblaggi con l'Albarola e il Vermentino e il passito " Cinque Terre Sciacchetrà Doc " ne è un esempio, anche  se da qualche anno alcuni viticoltori stanno tentando la vinificazione in purezza con risultati da verificare in quanto i vini prodotti sono alquanto piatti, facilmente ossidabili ma con una buona alcolicità. I terreni di coltivazione sono quelli collinari, molto asciutti, grazie alla brezza marina, ma nelle Cinque Terre la viticoltura la potremmo definire " eroica ", in quanto l'asprezza dei pendii e i terrazzamenti ricavati la rendono molto faticosa, oggi, grazie ad un sistema di monorotaie, il lavoro dei vigneti è meno faticoso. L'allevamento è a pergola, la produzione è buona, la foglia è di media grandezza con cinque lobi, il grappolo è medio-grande, conico, allungato,alato, spargolo, l'acino è medio con buccia spessa e pruinosa. Il vino Bosco ha un colore giallo paglierino con note di fiori di camomilla che nella versione passito assumono profumi di ananas, mela, albicocca e agrumi, al palato è secco, sapido, morbido, di buon corpo, la gradazione minima è 11°, nella versione passito è 17°. L'abbinamento indicato è con i piatti della cucina ligure e piatti di pesce, zuppe,molluschi, formaggi a pasta molle; nella versione passito è abbinato a torte lievitate, pasticceria secca, formaggi piccanti, ottimo vino da meditazione, la temperatura consigliata è 8°-10° nella versione secco, nella versione passito la temperatura consigliata è 12°-14°.

Motto: Vino, o diletto fanciullo, è verità. Il Vino, invero, è specchio dell'anima!
              ( ALCEO )

martedì 10 febbraio 2015

VITIGNO CODA di VOLPE

campaniastories.com
Nel I° secolo d.c. Plinio il Vecchio citava questo vitigno  nel suo " Historia Naturalis " col nome di " Cauda Vulpium ", da cui " Coda di Volpe ", per la caratteristica forma del grappolo, è un vitigno antico autoctono a bacca bianca della Campania, chiamato anche "Pallagrello Bianco" nel casertano e confuso spesso erroneamente con un altro vitigno autoctono minore coltivato nel casertano chiamato "Coda di Pecora"che ha caratteristiche differenti. Fino a qualche anno fa questo vitigno veniva utilizzato solo negli assemblaggi, è presente, infatti, nel  " FIANO DI AVELLINO (APIANUM) DOCG " e nel " GRECO DI TUFO DOCG ", in varie DOC locali tra cui il " Lacryma Christi " e grazie alla solerzia e l'impegno di alcuni viticoltori oggi viene vinificato anche in purezza dando dei risultati interessanti. Coltivato su terreni argillosi-calcarei, asciutti, carichi di silicio, questo vitigno non è molto vigoroso ed ha una media produzione, la foglia è grande con cinque lobi, il grappolo è grande, allungato, poco compatto, piramidale con una o due ali piccole, l'acino è piccolo con buccia consistente e pruinosa, l'allevamento è a spalliera, la vendemmia avviene nella prima decade di ottobre. Il vino Coda di Volpe ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo di pera, di fiori gialli e sentori minerali, il gusto è abbastanza fresco, sapido, asciutto, di buon corpo, la gradazione minima è 11°, nella versione spumante è 11,5°, nella versione passito è 14,5°, è un vino che si abbina a primi piatti di legumi, piatti di pesce, grigliate di pesce, crostacei, formaggi molli, la temperatura di servizio indicata è 8°-10°.

Motto: Poichè l'uomo è ragionevole deve bere, stato divino dell'esistenza è
             l'ebbrezza; nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la
             speranza di uomini e nazioni. ( BYRON )

lunedì 9 febbraio 2015

VITIGNO SCHIOPPETTINO

vinidellanima.it
Lo Schioppettino è un vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli Venezia Giulia, regione nota per la produzione di vini bianchi, conosciuto anche col nome di " Ribolla Nera " e coltivato fin dal medioevo nelle province di Udine e Gorizia, lo potremmo definire un vitigno di confine in quanto viene coltivato anche nella vicina Slovenia e conosciuto col nome di " Pocalza ". Fino agli anni settanta era un vitigno quasi estinto a discapito di vitigni internazionali, poi la cura e la dedizione di alcuni viticoltori lo hanno riportato in auge insieme ad altri due vitigni friulani, il " Tazzelenghe " e il " Pignolo ". Il nome deriva, secondo alcuni, dalla croccantezza dei suoi acini, per altri deriva dal fatto che il vino, per la sua alta acidità, fermentava all'interno della bottiglia, facendo esplodere il tappo. I terreni di coltivazione di questo vitigno sono quelli collinari calcarei ricchi di ferro, la vigoria e la produzione sono discrete e poco regolari, la foglia è di media grandezza, pentagonale con tre o cinque lobi, il grappolo è grosso,allungato di forma cilindrico, non sempre alato, l'acino è medio con buccia molto spessa e pruinosa. Questo vitigno è presente nella vinificazione di alcune DOC friulane, se vificato in purezza, dà un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei che si attenuano con l'invecchiamento, al naso è vinoso, fruttato con note di frutti di bosco, lampone, mirtillo che con l'invecchiamento assume sentori speziati di muschio e pepe nero, al palato è secco, morbido, fresco, ben strutturato e di corpo, la sua gradazione minima è 11°. L'abbinamento per fetto di questo vino è con i piatti tradizionali regionali tra cui minestre di verdure e il frico ( formaggio fritto ), ma anche con primi piatti di sugo, brasati, arrosti, cacciagione e selvaggina e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

Motto: Quando bevo: penso, quando penso: bevo! ( RABELAIS )

giovedì 5 febbraio 2015

VITIGNO VERDECA O PAMPANUTO

catalogoviti.politicheagricole.it
Vitigno autoctono a bacca bianca della Puglia diffuso nelle province di Bari, Brindisi e Taranto, con piccola presenza anche in Campania, provincia di Napoli, utilizzato ancora oggi per la produzione di vini dolci e Vermuth, coltivato fin da tempi antichi, ma di origine incerta,forse proveniente dalla Grecia, deve il suo nome alla colorazione del grappolo di colore verdastro. Il Verdeca è il vitigno a bacca bianca più diffuso e popolare della regione, recenti studi hanno stabilito che il Verdeca e il Pampanuto (diffuso principalmente nel Nord Barese) sono due vitigni simili, anche  se nel Registro Nazionale sono ancora distinti,  alcuni studiosi trovano una certa rassomiglianza col vitigno portoghese "Alvarinho", non ha particolari esigenze, predilige terreni calcarei poco profondi dal clima caldo, ha una buona vigoria e produzione, la maturazione è mediamente precoce, la vendemmia è a fine settembre. La foglia è medio-grande con tre o cinque lobi, il grappolo è medio, conico con una o due ali, l'acino è medio di forma sferico con buccia pruinosa di medio spessore e colore verdastro. Vinificato spesso in assemblaggio col " Bianco di Alessano" e il " Bombino Bianco ", oggi, grazie alla predisposizione di alcuni viticoltori, viene vinificato in purezza dando degli ottimi risultati, infatti il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso ha sentori fruttati e floreali con note di frutta esotica che richiamano l'ananas, note di agrumi che richiamano il bergamotto e note di fiori di campo, percepiti contestualmente anche dal palato con una certa sensibilità di freschezza e sapidità, è asciutto, armonico con buona persistenza, il suo grado alcolico minimo è 11°, viene vinificato in tipologia "spumante". Ottimo come aperitivo, questo vino si abbina bene con primi piatti al pomodoro, di pesce, crostacei, molluschi, antipasti magri, uova, zuppe, formaggi molli, la temperatura di servizio è 10°-12°.

Motto: La felicità è come un Vino pregiato, deve essere assaporata a sorso
             a sorso! ( FEUERBACH )