martedì 10 febbraio 2015

VITIGNO CODA di VOLPE

campaniastories.com
Nel I° secolo d.c. Plinio il Vecchio citava questo vitigno  nel suo " Historia Naturalis " col nome di " Cauda Vulpium ", da cui " Coda di Volpe ", per la caratteristica forma del grappolo, è un vitigno antico autoctono a bacca bianca della Campania, chiamato anche "Pallagrello Bianco" nel casertano e confuso spesso erroneamente con un altro vitigno autoctono minore coltivato nel casertano chiamato "Coda di Pecora"che ha caratteristiche differenti. Fino a qualche anno fa questo vitigno veniva utilizzato solo negli assemblaggi, è presente, infatti, nel  " FIANO DI AVELLINO (APIANUM) DOCG " e nel " GRECO DI TUFO DOCG ", in varie DOC locali tra cui il " Lacryma Christi " e grazie alla solerzia e l'impegno di alcuni viticoltori oggi viene vinificato anche in purezza dando dei risultati interessanti. Coltivato su terreni argillosi-calcarei, asciutti, carichi di silicio, questo vitigno non è molto vigoroso ed ha una media produzione, la foglia è grande con cinque lobi, il grappolo è grande, allungato, poco compatto, piramidale con una o due ali piccole, l'acino è piccolo con buccia consistente e pruinosa, l'allevamento è a spalliera, la vendemmia avviene nella prima decade di ottobre. Il vino Coda di Volpe ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo di pera, di fiori gialli e sentori minerali, il gusto è abbastanza fresco, sapido, asciutto, di buon corpo, la gradazione minima è 11°, nella versione spumante è 11,5°, nella versione passito è 14,5°, è un vino che si abbina a primi piatti di legumi, piatti di pesce, grigliate di pesce, crostacei, formaggi molli, la temperatura di servizio indicata è 8°-10°.

Motto: Poichè l'uomo è ragionevole deve bere, stato divino dell'esistenza è
             l'ebbrezza; nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la
             speranza di uomini e nazioni. ( BYRON )

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