martedì 20 novembre 2018

VITIGNO GUARNACCINO NERO

Il nome potrebbe indurre l'appartenenza alla famiglia delle  Guarnacce, errato, non vi è alcuna identità ampelografica con tale famiglia. Il nome deriva dal fatto che, in questa zona, qualsiasi vitigno a bacca nera veniva chiamato Guarnaccia. Il Guarnaccino nero, conosciuto anche come Guarnaccino di Chiaromonte, è un vitigno a bacca nera autoctono della Basilicata, diffuso esclusivamente nel comune di Chiaromonte, in provincia di Potenza. Si parlava dell'esistenza di questo vitigno, come biotipo, fin dal 1848, molto probabilmente introdotto dalla colonizzazione dei Greci dalla vicina colonia di Metaponto, solo nel 2007 è iniziata una ricerca più approfondita, grazie al comune di Chiaromonte. Finalmente nel 2013 il Guarnaccino ha ottenuto il riconoscimento, con relativa iscrizione nel Registro Nazionale delle Viti, come vitigno autoctono di grande potenzialità. Predilige terreni collinari con buona esposizione, ha buona resistenza alle malattie e agli attacchi dei funghi, sviluppa un'ottima acidità che lo rende ideale per l'invecchiamento, il grappolo è di grandezza media, conico, mediamente compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, mediamente spessa e consistente, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, fruttato con piccole note floreali, ottima acidità, alcolicità, fine, di buona struttura e di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di carne, arrosti,salumi e formaggi stagionati, si consiglia una temperatura di servizio di 16°-18°, nella versione rosato 14°-16°.

giovedì 15 novembre 2018

VITIGNO GOLDTRAMINER

Conosciuto anche come Incrocio Rigotti 84-11, grazie al ricercatore Rebo Rigotti nel 1947, incrociando il Traminer aromatico col Trebbiano Toscano, Il Goldtraminer è un vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino Alto Adige che si presta molto alla produzione di vini passiti. Preferisce terreni collinari fertili con buona esposizione solare, ha buona produzione ed è abbastanza resistente all'oidio e alla botrite, non teme i freddi invernali. Il grappolo è di media grandezza, conico, spargolo, l'acino è medio, ellittico, con buccia spessa e consistente, di colore verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, il profumo complesso  varia dalla pesca, albicocca, alla frutta sovramatura, il sapore è avvolgente, aromatico, intenso, fresco, con buona acidità e alcolicità, persistente, di corpo. Il Goldtraminer si abbina e da' il meglio di sè con formaggi erborinati e dessert, da bere ad una temperatura di 8°-10°.

lunedì 12 novembre 2018

VITIGNO PALLAGRELLO BIANCO E NERO

Pallagrello Bianco

 Pallagrello Nero
Il Pallagrello, conosciuto anche come "L'Uva dei Borboni",perchè molto apprezzato da Ferdinando IV di Borbone, è un vitigno con due varietà, una Bianca, in dialetto "U Pallarel",e una Nera, chiamato anche "Piedilungo", "Pallagrella Nera" o "Coda di Volpe Rossa", che hanno caratteristiche ampelografiche uguali, si differenziano solo dal colore. E' un vitigno molto antico risalente molto probabilmente ai Greci, il suo nome deriva dal fatto che i suoi acini sono piccoli e tondi da sembrare una piccola palla. Il Pallagrello è un vitigno autoctono della Campania, diffuso in provincia di Caserta, principalmente nei comuni di Caiazzo, Castel di Sasso e Castel  Campagnano, è coltivato in terreni collinari calcarei-argillosi e vulcanici, abbastanza vigoroso e produttivo. Il grappolo, sia bianco che nero, è di grandezza media, cilindrico, mediamente compatto, alato, l'acino è piccolo, tondo, con buccia pruinosa di colore verde-giallo per la varietà bianca e di colore blu-nero per la varietà nera. Per la varietà bianca il vino ha un colore giallo paglierino con sentori fruttati di pesca e albicocca, buona acidità e alcolicità, persistente e di buon corpo, si abbina a zuppe, pasta e legumi, primi piatti  e secondi di pesce, carni bianche, latticini e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°. Per la varietà nera il vino ha un colore rosso rubino intenso con sentori di frutti rossi, con acidità equilibrata e media alcolicità, tannico, dal gusto ampio, adatto da bere a tutto pasto, si abbina bene con primi e secondi più strutturati, salumi e formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 8 novembre 2018

VITIGNO MANTONICO BIANCO E NERO

Mantonico Nero
 Mantonico Bianco
Il Mantonico Bianco, vitigno a bacca bianca, è uno dei vitigni autoctoni più antichi della Calabria, importato dai coloni greci nel VII sec. a.C. nella zona della Locride. Oggi è diffuso principalmente nella fascia costiera jonica della Calabria, nei comuni di Locri, Bianco, Monasterace e Palizzi,il nome deriverebbe dal greco mantonikos, che significa divino, profeta. Da non confondere questo vitigno col Montonico Bianco, che è un vitigno autoctono dell'Abruzzo, diffuso in quasi tutta l'Italia Centrale. E' coltivato prevalentemente su terreni collinari calcarei-argillosi, ben esposti,
 di regola, ad alberello, anche se nei nuovi impianti viene allevato a spalliera, ha ottima resistenza al freddo e alla siccità, meno alla peronospora e all'oidio. Il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico, mediamente spargolo, spesso alato, l'acino è medio, ellisoidale, con buccia spessa, poco pruinosa, di colore giallo dorato, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi ambrati con note di pesca, albicocca e agrumi, buona acidità e alcolicità, sostenuti da una buona struttura e freschezza, viene vinificato anche nella versione spumante e passito. Molto indicato nell'abbinamento a primi e secondi piatti di pesce, fritture e grigliate di pesce, nella versione spumante è ottimo come aperitivo, mentre nella versione passito è ottimo con pasticceria secca, torte da forno, ottimo anche come vino da meditazione, la temperatura di servizio consigliata nella versione secco è 12°-14°.
Esiste anche un vitigno a bacca nera, il Mantonico Nero o Magliocco. Per ulteriori notizie, ritornare al post "Vitigno Magliocco".

giovedì 1 novembre 2018

VITIGNO SPERGOLA

Vitigno a bacca bianca presente fin dal XV secolo in Emilia Romagna, nella zona di Scandiano e Canossa, in provincia di Reggio Emilia, la Spergola deve il suo nome, probabilmente, al fatto di avere il grappolo un po' spargolo, diradato, con un grappolo più piccolo laterale per il quale viene chiamato anche "alata", è conosciuta anche col nome "l'Uva di Matilde di Canossa". Confuso per molti anni col Sauvignon, l'analisi sul dna fatta nel 2000 ha dimostrato l'autenticità genetica di questo vitigno, consentendo la registrazione nel Catalogo Nazionale della Varietà della Vite nel 2002, entrando così nella DOC Colli di Scandiano e Canossa. Nel 2011, grazie all'oculatezza di alcuni produttori, è nata la "Compagnia della Spergola" per la diffusione e la valorizzazione di questo vitigno e del suo vino che viene prodotto nella tipologia secco, spumante e passito. La Spergola viene coltivato su terreni collinari argillosi ricchi di gesso che danno al vino una buona acidità, freschezza e mineralità, è abbastanza resistente alla siccità. Il grappolo è di dimensione media, piramidale, mediamente spargolo, alato, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa di colore verde tendente al giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con profumi di fiori e mela verde, fine, fresco, persistente, armonico buona acidità e mineralità, con buona struttura, ottimo come aperitivo, si accompagna ad antipasti, primi piatti di pesce, secondi non molto strutturati, salumi e formaggi, specialmente il Parmiggiano Reggiano, nella versione passito si accompagna a torte da forno, pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°, chiaramente attenzione alla tipologia del vino.

martedì 23 ottobre 2018

VITIGNO GRERO o NERO DI TODI

Vitigno autoctono a bacca nera dell'Umbria, precisamente della zona di Todi, in provincia di Perugia, è conosciuto col nome di Grero o Nero di Todi. E' conosciuto e citato fin dal 1893 nell'Annuario Generale per la Viticoltura ed Enologia col nome, erroneamente, di Greco Nero, da non confondere con l'omonimo vitigno calabrese totalmente differente. Dovendo procedere alla sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Viti da Vino, visto la presenza di un  omonimo, il prof. Alberto Palliotti, in collaborazione col dr. Stefano Galiotto, hanno coniato il nome di Grero prendendo le prime tre lettere del nome Greco e le ultime due del nome Nero, solo così nel 2011 è avvenuta la sua iscrizione nel medesimo. Quasi del tutto abbandonato per la sua scarsa produzione, solo all' inizio degli anni 2000 è iniziato un progetto di riqualificazione di questo vitigno grazie ad alcuni produttori. E' un vitigno che promette grandi potenzialità, c'è ancora tanto lavoro da fare, il grappolo è di grandezza medio/grande, piramidale, alato, alquanto compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, fruttato, buona acidità, alcolicità, media tannicità, fine, di buona struttura, di corpo, ha un valore alcolico minimo di 12°, alcuni produttori stanno cercando di produrlo in versione passito e spumante. Il Grero è un vino da bere a tutto pasto, primi piatti di sughi di carne, arrosti, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 17 ottobre 2018

VITIGNO CHATUS o NEBBIOLO DI DRONERO

Vitigno a bacca nera del Piemonte, un tempo diffuso su tutto l'arco alpino da Mondovì alla Val d'Ossola, oggi circoscritto al territorio di Dronero e Busca, in provincia di Cuneo. Il Chatus era presente, tempo fà, anche in Francia, dalla Savoia al Massiccio Centrale, poi abbandonato e ultimamente ripiantato nelle valli di Ardèche e Isere. E' conosciuto con vari sinonimi in Piemonte, oltre che Nebbiolo di Dronero in Val Maira, Colli Saluzzesi e nel Pinerolese, Bourgnin nei comuni di Barge e Bagnolo, Brachet nel Canavese, Brunetta e Scarlattin in Val Susa. E' un vitigno rustico, predilige terreni collinari e montani scistosi, molto suscettibile ai parassiti, meno alla peronospora, resistente alle intemperie, ha vigoria e produttività media, il grappolo è di medie dimensioni, piramidale, con piccole ali, compatto, l'acino è piccolo, ellissoidale, con buccia spessa e pruinosa di colore blu nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al palato fruttato di mirtillo e susina, floreale, a volte speziato, ha buona struttura, acidità, dando un buon apporto agli altri uvaggi, sapido, giusta tannicità e buona alcolicità. L'abbinamento consigliato è con primi piatti strutturati, carni al sugo, arrosti, grigliate di carne, salumi e formaggi mediamente stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 11 ottobre 2018

VITIGNO ERVI O INCROCIO FREGONI 108

Era il 1970 quando il prof. Mario Fregoni ha avuto la brillante idea di voler trasformare il Gutturnio, vino della zona di Piacenza ottenuto dall'incrocio di uva Barbera e uva Croatina (localmente chiamata Bonarda), in pianta, è nato così il vitigno Ervi, che in aramaico significa "vite", o Incrocio Fregoni 108, che è esattamente l'incrocio tra il vitigno Barbera e il vitigno Croatina. E' la provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, la zona deputata alla coltivazione di questo vitigno autoctono a bacca nera, gli impianti sono, prevalentemente, in zone collinari con terreni argillosi di medio impasto, ha una resistenza media alle avversità. Questo vitigno ha una produttività media e costante, il grappolo è di grandezza media con forma piramidale, spargolo, l'acino è piccolo, sferico, con buccia consistente, mediamente pruinosa, di colore blu nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con sentori fruttati di ciliegia, prugna e leggermente speziato, in bocca ritornano frutta e spezie, moderatamente tannico, buona alcolicità e acidità, di corpo, adatto all'invecchiamento. L'abbinamento di questo vino è tradizionalmente con i piatti della cucina locale, con primi piatti strutturati, pasta e legumi, arrosti , grigliate di carne, salumi e formaggi media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 7 ottobre 2018

VITIGNO TUCCANESE

Salvato dall'estinzione negli anni novanta, grazie all'opera dell'architetto Leonardo Guidacci, il Tuccanese, antico vitigno a bacca nera autoctono della Puglia, è coltivato esclusivamente nel territorio del comune di Orsara, in provincia di Foggia, sui Monti Dauni. Non abbiamo notizie certe, sappiamo, soltanto, che esistono varie ipotesi sulla sua origine e provenienza. Secondo una prima ipotesi questo vitigno deriverebbe dal Perricone, vitigno siciliano, importato in Puglia dalla dominazione Angioina del 1300, un'altra ipotesi lo vorrebbe derivato dal vitigno Piedirosso campano, grazie alla vicinanza con Benevento, l'ultima ipotesi, la più accreditata, grazie alle analisi del DNA, vorrebbe il Tuccanese come clone del vitigno Sangiovese toscano, infatti il suo nome sarebbe una storpiatura di Toscanese, così veniva chiamato anticamente nella zona del foggiano il Sangiovese. Non avendo ancora molta notorietà a livello nazionale, questo vitigno lo potremmo definire una chicca nel campo enologico, è coltivato su terreni calcarei argillosi con una buona ventilazione ed esposizione ad una altitudine di 500/600 metri, resistente alle avversità, il grappolo è di piccola dimensione, piramidale, poco compatto, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia pruinosa di colore blu nera. Il vino, in purezza, ha un colore rosso rubino intenso con sfumature violacee, fruttato, speziato con richiami di mora, viola, prugna, pepe nero, in bocca è fresco, vellutato, con buona acidità e alcolicità, ben strutturato, di buon corpo, adatto all'invecchiamento. Ben si abbina a piatti strutturati, arrosti, cacciagione, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

sabato 6 ottobre 2018

VITIGNO GINESTRA

Conosciuto fin dal 1825 ad opera dell'Acerbi, che lo citava coltivato nei dintorni di Napoli, il Ginestra, vitigno a bacca bianca autoctono della Campania, oggi è diffusamente coltivato in Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, nei comuni di Amalfi, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Furore, Tramonti, Positano, dove è anche conosciuto col sinonimo di Biancazita. E' conosciuto anche col sinonimo di Biancatenera e rientra, come vitigno complementare, nella DOC Costa d'Amalfi. Questo vitigno deve il suo nome al profumo di ginestra delle sue uve e ai sentori floreali che con l'invecchiamento evolvono in sentori di idrocarburi, elemento questo che lo rende simile al Riesling, è poco tollerante alle principali crittogame, più alla botrite. Il grappolo è di grandezza media, piramidale o conico, compatto, l'acino è medio, ellisoidale, con buccia di colore verde-giallo, poco pruinosa. Il vino ha un colore giallo paglierino intenso, con profumi floreali che evolvono in idrocarburi con l'invecchiamento, è intenso, fine, con buona acidità e alcolicità, ben strutturato e di buon corpo. Ben si adatta ai piatti di pesce, fritture, carni bianche, piatti della tradizione culinaria campana, mozzarella di bufala, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

domenica 30 settembre 2018

VITIGNO CASETTA O LAMBRUSCO A FOJA TONDA

Vitigno autoctono a bacca nera, anche conosciuto coi sinonimi di Lambrusco a foja tonda e Maranela, il Casetta è diffuso in Trentino, Vallagarina, nei comuni di Ala e Avio, in provincia di Trento, e in Veneto, nei comuni di Dolcè, Brentino Belluno e Rivoli, in provincia di Verona. Questo vitigno ha origini antichissime, molti lo associavano alla famiglia dei Lambruschi, ma recenti studi e analisi hanno stabilito che è falsa questa appartenenza, infatti è un vitigno a sè che in Vallagarina è in contrapposizione col vitigno Enantio o Lambrusco a foglia frastagliata. Quasi abbandonato agli inizi degli anni Sessanta, grazie alla meticolosità di qualche produttore, oggi viene coltivato e vinificato anche in purezza, entra, infatti, nella DOC Valdadige Terra dei Forti. Predilige terreni calcarei collinari e ben esposti alla ventilazione e al sole, ha una elevata vigoria, resistente al freddo invernale, meno alle gelate, il grappolo è di medie dimensioni, conico, spargolo, alato, l'acino è medio-grande, ellisoidale, con buccia sottile di colore blu nera. Vinificato in purezza da' al vino un colore rosso rubino intenso, al naso da' sensazioni fruttate di mora e prugna, al palato da' freschezza, tannicità ben controllata, alcolicità, morbidezza, ha una buona struttura e buon corpo. Viene abbinato, di regola, ai piatti tipici regionali, polenta, gnocchi, primi con funghi, carni bianche, grigliate, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 25 settembre 2018

VITIGNO POLLERA NERA

Il Pollera Nera, conosciuto anche col sinonimo di Corlaga, è un vitigno a bacca nera autoctono presente in Liguria fin dal 1800 nelle Cinque Terre e nei Colli di Luni, secondo le testimonianze dell'Acerbi (1825) e del Di Rovasenda (1877), oggi è più presente nella Lunigiana, in provincia  di Massa Carrara. Vinificato quasi sempre in uvaggio per la sua elevata produzione, apportando qualità agli altri vitigni e per la sua resistenza alle malattie, alcuni produttori stanno sperimentando la sua vinificazione in purezza con dei buoni risultati, grazie all'influenza del clima marino e alla protezione delle Alpi Apuane dai venti freddi, godendo così di un clima temperato, rientra nell'uvaggio della DOC Colli di Luni. Il grappolo è di dimensione medio-grande, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, deformato dalla compattezza del grappolo, con buccia sottile, molto pruinosa, di colore grigio-violetto, il vino ha un colore rosso rubino scarico con profumi di frutta poco intensi e marcati, al palato si percepisce questa sua vinosità, semplicità di aromi e leggerezza di corpo, da bere certamente giovane. Indicato a tutto pasto, l'abbinamento ideale è con i minestroni, le carni bianche, le grigliate, salumi e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 23 settembre 2018

VITIGNO BOSCHERA

Il Boschera è un vitigno a bacca bianca autoctono del Veneto, diffuso principalmente nei dintorni di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Conosciuto fin dal lontano 1600, evitata l'estinzione ad opera di alcuni produttori, iscritto dal 1992 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, vinificato quasi sempre in uvaggio con altri vitigni locali, quali il Glera e il Verdiso, questo vitigno entra nell'uvaggio del Colli di Conegliano DOCG e della sottozona Torchiato di Fregona Colli di Conegliano DOCG. Il nome potrebbe derivare dal fatto che veniva coltivato a ridosso dei boschi, qualche produttore, oggi, lo inizia a vinificare in purezza con dei buoni risultati, predilige terreni sciolti dal clima fresco e soleggiato, ha una elevata vigoria, il grappolo è di media grandezza, piramidale, alato, da mediamente compatto a compatto, l'acino è medio, di forma irregolare, con buccia spessa, consistente, con macchie marroni, poco pruinosa, di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, al naso è fruttato, floreale con percezione di agrumi, pesca, mela verde, fiori bianchi, con una leggera sfumatura minerale, in bocca è fresco, sapido, equilibrato, di buon corpo, evidenziando tutte le percezioni nasali e chiudendo con un retrogusto ammandorlato. Ottimo come aperitivo, ideale per piatti di pesce, per piatti vegetariani, salumi e formaggi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

martedì 18 settembre 2018

VITIGNO VUILLERMIN

Vitigno autoctono a bacca nera della Valle d'Aosta, quasi del tutto estinto, recuperato da alcuni produttori all'inizio degli anni 2000, oggi coltivato sulle rive della Dora Baltea, principalmente nei comuni di Chambave e Chatillon. Conosciuto anticamente col nome di Eperon o Spron, ormai non più in uso, il Vuillermin sembra geneticamente imparentato col vitigno Fumin e Mayolet, mentre recenti studi hanno evidenziato alcune caratteristiche comuni al vitigno Prie' Rouge e al Cornalin, tutti vitigni valdostani. In Valle d'Aosta la viticoltura cosidetta di "montagna" o "eroica" è caratterizzata da coltura a terrazzamenti che arrivano fino a 700 metri di altezza, mentre in alcune zone può arrivare anche a 1000 metri e più, le escursioni termiche la fanno da padrone con inverni siccitosi ed estati tiepide, con mattine fresche, pomeriggi caldi e assolati e notti fredde, specialmente nelle stagioni intermedie, che arricchiscono l'uva di profumi. Il grappolo è di grandezza medio-piccolo, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico con buccia consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al naso si sentono profumi fruttati e floreali di viola, rosa, frutta rossa, al palato è intenso, vinoso, tannico, buona acidità, di corpo e una buona struttura, adatto all'invecchiamento, l'abbinamento è con i piatti tipici regionali, polenta, primi piatti al sugo di carne, carni bianche, arrosti, salumi e formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 12 settembre 2018

VITIGNO PIGNOLA O GROPPELLO DI BREGANZE O PIGNOLO SPANO

Il Pignola è un vitigno autoctono a bacca nera della Valtellina, in Lombardia, identico per DNA al vitigno Groppello di Breganze, diffuso in provincia di Vicenza e al vitigno Pignolo Spano, diffuso nel Nord Piemonte, province di Biella, Vercelli e Novara. Conosciuto fin dal Medioevo, deve il suo nome alla forma del grappolo, simile alla pigna, somiglianza comune per forma del grappolo al Pignolo friulano e al Pignoletto emiliano-romagnolo. Questo vitigno preferisce terreni pianeggianti-collinari, alluvionali, profondi e ricchi di scheletro, ha una buona produzione e resistenza alle malattie, il grappolo è di piccole dimensioni, compatto, cilindrico, alato, l'acino è di media grandezza, sferico, con buccia di media consistenza, pruinosa, di colore blu-nera. E' vinificato in assemblaggio con altri vitigni di zona, apportando colore e sapidità; vinificato in purezza il vino ha un colore rosso rubino carico, con note di frutti rossi, fiori secchi e spezie, al palato è fresco, sapido, tannico, mediamente corposo, armonico, la gradazione alcolica minima è 11°, ottima anche la sua vinificazione in bianco. Si abbina con primi piatti di sugo di carne, arrosti, grigliate, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

lunedì 10 settembre 2018

VITIGNO NERETTO DI BAIRO

Vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, diffuso nel Canavese, provincia di Torino, esattamente nei comuni di Bairo, San Giorgio e Valperga, ma anche nel Pinerolese, conosciuto semplicemente come Neretto, ma anche come Neret o Neretto di San Giorgio o Neret gros. Non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che il Neretto di Bairo è presente in questa zona da moltissimo tempo. E' un vitigno che ha grande vigoria e qualità nelle sue uve, ma scarsa produttività, resistente alle malattie, rispetto alla Barbera presenta meno acidità ed ha meno tenore alcolico. Il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico-conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-grande, ellisoidale, con buccia pruinosa di colore blu tendente al nero. Vinificato di regola in uvaggio con l'Avarengo, detto anche Muster, rientra nella DOC Canavese e nella DOC Pinerolese; in purezza il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato, sapido, fresco, poco alcolico, di corpo, da bere ancora giovane e a tutto pasto, il suo valore alcolico minimo è 10°. Si abbina a primi piatti poco strutturati, minestre in brodo, bagna cauda( tipico piatto piemontese), polenta, bolliti, salumi e formaggi semi-duri, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

sabato 8 settembre 2018

VITIGNO CASAVECCHIA

Il Casavecchia è un vitigno autoctono a bacca nera della Campania, diffuso in una piccola zona a nord di Caserta comprendendo i comuni di Pontelatone, Formicola, Caiazzo, Castel di Sasso e Liberi, non abbiamo notizie storiche certe fino alla metà dell'Ottocento. Plinio il Vecchio nel suo trattato Historia Naturalis cita un certo vino Trebulanum proveniente da questa zona, potrebbe essere l'odierno Casavecchia, ma per ora sono solo ipotesi. Secondo una leggenda contadina, il nome di questo vitigno deriverebbe dal suo ritrovamento in un vecchio rudere, denominato in dialetto " a casa vecchia", dal contadino Scirocco Prisco, che ne inizio la coltivazione. Gli impianti di questo vitigno sono su terreni di origine vulcanica, la sua produzione è scarsa, per questo quasi abbandonato, oggi è stato valorizzato con buoni risultati, vinificato in purezza o con piccole quantità di altri vitigni da' origine alla DOC Casavecchia di Pontelatone. Il grappolo ha una grandezza media, cilindrico, compatto, spesso alato, l'acino è piccolo, tondo, con buccia pruinosa, puntinata, di colore blu-nera, il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, al naso è fruttato, floreale, speziato con note di frutti di bosco, ciliege, amarene, rosa, viola, tostato, chiodi di garofano, al palato è sapido, secco, tannico al punto giusto, intenso, persistente, morbido, di corpo. Questo vino si abbina a primi piatti strutturati, di ragù di carne, secondi con grigliate, agnello, capretto, salumi e formaggi stagionati, la temperatuta di servizio consigliata è 18°-20°.

martedì 4 settembre 2018

VITIGNO UVALINO

Chiamato anche Lambrusca o Lambruschino nel Roero, da non confondere con la Lambrusca di Alessandria o con altri Lambruschi, l'Uvalino è un vitigno a bacca rossa diffuso nell'Astigiano e nell'Alessandrino, in Piemonte, con maggiore localizzazione nel comune di Costigliole d'Asti. E' un vitigno molto rustico, già conosciuto e utilizzato nel Settecento come vino per le grandi occasioni, è conosciuto come il "re del resveratrolo", unico vino al mondo con la maggiore concentrazione di questa molecola nella buccia dell'acino, antitumorale, antiossidante e fluidificatore del sangue. Utilizzato spesso in uvaggio con altri vitigni per dare maggiore struttura e colore ai vini più deboli, oggi la vinificazione in purezza sta prendendo piede, utilizzando le sue uve con un piccolo appassimento, viene, infatti, vinificato sia in versione secco che in versione passito. L'Uvalino è un vitigno con una produzione medio-alta, poco suscettibile alle malattie e alle avversità atmosferiche, meno all'acinellatura, il grappolo è di grandezza media, cilindrico, con una o due ali, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso porpora intenso con tonalità granate che variano a secondo delle annate e periodo di maturazione, il profumo è di frutta matura e spazie, al palato è caldo, ampio, intenso, sapido e ben equilibrato, tannini ben marcati che si affievoliscono con la maturazione. L'abbinamento ideale di questo vino è con primi piatti ben strutturati, con arrosti, selvaggina, grigliate, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

giovedì 30 agosto 2018

VITIGNO GIACCHE'

Vitigno autoctono a bacca nera, diffuso nel Lazio, zona di Cerveteri, sporadicamente anche in Toscana, il Giacchè era conosciuto e bevuto fin dal VIII sec. a.C. dagli Etruschi, citato già da Virgilio nell'Eneide e da Plinio, era ed è chiamato anche il Vino degli Etruschi, da recenti studi sul suo DNA, è stato stabilito che il Giacchè è un clone del Lambrusco Maestri. Quasi del tutto scomparso dovuto alla sua bassissima resa e quel poco utilizzato per dare più colorazione ad altri vitigni per la sua abbondanza di antociani, da qualche decennio, grazie all'oculatezza di un imprenditore, questo vitigno è stato riscoperto e ripiantato. Coltivato su terreni argillosi-calcarei e vulcanici, ricchi di mineralità, danno un apporto di acidità e alcolicità al vino, adatto anche all'invecchiamento, viene, infatti, vinificato in purezza sia nella versione secco che nella versione passito. Il grappolo è di grandezza media, piramidale-conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nera, il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, dove la frutta rossa la fa' da padrone, in bocca l'acidità e l'alcolicità sono ben marcati, seguiti da una morbidezza e sapidità che ne danno una buona  struttura, il valore alcolico minimo è 11°. Adatto come abbinamento a primi piatti ben strutturati, ad arrosti, selvaggina, cacciagione, grigliate, è indicato per salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°, nella versione passito l'abbinamento ideale è con torte anche di frutta e pasticceria.

giovedì 23 agosto 2018

VITIGNO AGLIANICONE

L'Aglianicone è un vitigno a bacca nera autoctono, conosciuto fin dall'epoca dei Greci, che lo introdussero in Italia durante la loro dominazione risalente al VIII sec. a.C., è diffuso in Basilicata, in Campania, nel Cilentano, provincia di Salerno e sporadicamente anche in Puglia. Il suo nome lo ritroviamo per la prima volta nel 1825 ad opera dell'Acerbi, sulla sua connotazione vi è da secoli una disputa, chi lo vuole appartenente alla famiglia degli Aglianici, chi lo vuole come progenitore dell'Aglianico ( il biotipo del Cilento sarebbe quello più idoneo), solo nel 2004 gli studiosi Calò e Costacurta indicarono una probabile identità di questo vitigno col vitigno Ciliegiolo toscano e una parentela anche col vitigno Montepulciano. L'Aglianicone è un vitigno vigoroso, il grappolo è di grandezza media, cilindrico o conico, alato, compatto, l'acino è  medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa e di colore blu-nera. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, da un po' di tempo viene vinificato in purezza con ottimi risultati, visto anche la sua predisposizione all'invecchiamento, il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, che con l'invecchiamento si avvicinano al granato, al naso le more, il ribes, le fragoline di bosco fanno da eco allo speziato, pepe nero, tabacco, chiodi di garofano, al palato l'eleganza della sua acidità, alcolicità e il vellutato dei tannini fanno da corollario alla sua corposità e struttura, il grado alcolico minimo è 11°. Indicato per i piatti della tradizione regionale, è adatto ai primi piatti di sugo, grigliate, arrosti, carni al sugo, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 21 agosto 2018

VITIGNO REBO

Il Rebo, vitigno a bacca nera autoctono del Trentino Alto  Adige, diffuso principalmente nella zona della Valle dei Laghi, è nato nel 1948 ad opera dell'agronomo Rebo Rigotti, da cui il nome, incrociando il vitigno Merlot col vitigno Teroldego, è conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Rigotti 107/3. Questo vitigno  presenta, nell'insieme, la struttura del Merlot e la fragranza del Teroldego, ha una produttività abbondante e regolare, il grappolo ha una grandezza media, compatto, alato, l'acino è di forma media, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nera. I terreni di coltivazione, dal clima mite e ventilato, danno al vino una notevole struttura, il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, con fragranze fruttate che richiamano il lampone e la mora, al palato è caldo, tannico, vellutato, di notevole struttura, il valore alcolico minimo è 11°. Consigliato per i piatti tipici regionali, è adatto con polenta, carni rosse o grigliate, formaggi stagionati, salumi, si consiglia di servirlo ad una temperatura di 16°-18°.

domenica 12 agosto 2018

VITIGNO BORDO'

Il Bordò è un vitigno a bacca rossa delle Marche, diffuso principalmente in provincia di Ascoli Piceno, appartenente alla famiglia delle Guarnacce spagnole e francesi, infatti nelle varie zone di produzione prende diversi nomi: Cannonau in Sardegna, Granaccia in Liguria, Alicante in Toscana, Gamay del Trasimeno in Umbria, Tai Rosso in Veneto, Nelson in Sicilia, nella zona dell'Etna. Scoperto per puro caso negli anni novanta, ancora oggi questo vitigno è oggetto di studio da parte di alcuni viticoltori, visto che non ha ancora una sua denominazione, è un biotipo del Grenache, anche se in questa zona delle Marche ha una sua connotazione ben definita, dovuta alla esposizione solare e struttura del terreno di coltivazione e per questo mi piace definirlo un autoctono di questa zona. La coltivazione di questo vitigno non è molto diffusa, ha un carattere del tutto personale, molto robusto e di difficile produzione, il vino ha un colore rosso rubino scarico che si avvicina al granato, ha note balsamiche, agrumate, speziate, tostate, tonico come gusto con buon tenore alcolico e di buon corpo, può raggiungere come tenore alcolico anche i 15°. I piatti della tradizione marchigiana sono il suo abbinamento ideale, paste al sugo strutturate, carni rosse e selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

lunedì 30 luglio 2018

VITIGNO ROLLO

Il Rollo è un vitigno autoctono a bacca bianca della Liguria, diffuso nel circondario di Genova e nella Riviera di Ponente Ligure, viene prodotto anche a Nizza, in Francia, col nome di Rolle e ad Antibes col nome di Verlantin. Esiste una diatriba tra gli studiosi, alcuni sostengono che questo vitigno sia originario della Francia e successivamente trapiantato in Liguria, altri, la maggioranza, lo vogliono originario della Liguria. Ritenuto in passato simile al Vermentino, alla luce delle ultime analisi è risultato una varietà del tutto diversa, anche se condivide col Pigato, Vermentino e Favorita alcune caratteristiche morfologiche. E' un vitigno che ha una buona vigoria e una produzione abbondante e costante, molto resistente ai venti marini, è poco tollerante all'oidio e alla peronospora. Il grappolo è grande, di forma conico-cilindrico, compatto alato, l'acino è grosso, sferico, di colore verde-giallastro. Vinificato quasi sempre in assemblaggio per dare corpo e struttura ad altri vitigni, raramente è vinificato in purezza, da' un vino giallo paglierino scarico con scarse caratteristiche organolettiche con un grado alcolico minimo di 10°, rientra nella DOC Valpolcevera. Per queste sue caratteristiche è un vino da tutto pasto, indicato per piatti di frutti di mare, primi e secondi di pesce, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 17 luglio 2018

VITIGNO CAPRETTONE

Vitigno autoctono a bacca bianca della Campania, diffuso sulle pendici del Vesuvio, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà nel 2014, confuso fino ad allora col vitigno Coda di Volpe, il Caprettone deve il suo nome alla forma del grappolo che somiglia alla barbetta della capra. Non abbiamo notizie storiche certe, il Caprettone è un vitigno vigoroso che sulle pendici del Monte Somma(Vesuvio) ha trovato il suo abitat ideale, dove su terreni vulcanici da' al vino un buon apporto minerale e, visto che è il primo vitigno della zona ad essere vendemmiato, anche un buon apporto di acidità, entra nella composizione della Doc Vesuvio Lacryma Christi insieme alla Falanghina e al Greco. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico, con una o due ali, l'acino è medio-piccolo, ellisoidale, con buccia consistente, pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino scarico, con profumi floreali e fruttati di albicocca, gelso e ginestra, con aroma fine, delicato, con buon tenore alcolico e di acidità, discreta morbidezza e buona struttura, il grado alcolico minimo è 11°. Ottimo come aperitivo, si abbina con frutti di mare crudi, piatti di pesce, formaggi molli e, perchè no, con una pizza ai frutti di mare, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

venerdì 13 luglio 2018

VITIGNO MALBO GENTILE

Vitigno a bacca nera autoctono dell'Emilia Romagna, conosciuto anche con i sinonimi di Amabile di Genova e Turbino, diffuso principalmente nelle province di Modena e Reggio Emilia e sporadicamente anche nelle Marche, il Malbo Gentile ha origini sconosciute. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite da Vino dal 1995, viene utilizzato molto spesso negli uvaggi dei Lambruschi per rafforzare la gradazione zuccherina, sporadicamente utilizzato nei Marzemini, viene vinificato sempre più spesso in purezza per vini novelli, frizzanti e fermi, molto apprezzato ultimamente per la produzione di passiti con un tenore alcolico sui 16°. Il Malbo Gentile è un vitigno vigoroso con produzione abbondante e regolare, non presenta particolari esigenze di terreno, adatto per terreni di media fertilità, sensibile alle gelate primaverili, alla peronospora e oidio, il grappolo è grande, piramidale allungato, spargolo con una o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con profumi fragranti di fiori e frutti rossi, al palato è di buon corpo ed equilibrato, fine, caldo, fresco con una gradazione alcolica minima di 11°, l'abbinamento con la cucina territoriale è d'obbligo, quindi lasagne, tortellini, tagliatelle, squacquerone e formaggi molli in genere, prosciutto, carni bianche, ma anche dessert e pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata varia secondo la tipologia del vino da 8°-10° a 16°-18°.

venerdì 8 giugno 2018

VITIGNO PERERA

Conosciuto anche col sinonimo di "Pevarise", il Perera è un vitigno a bacca bianca del Veneto, diffuso nella zona di Valdobbiadene, precisamente a Santo Stefano e San Pietro di Barbozza, zona di produzione del Cartizze, particolarmente ricercato per la bontà delle sue bacche. Le prime citazioni del Perera risalgono al 1936, il nome sembra derivare dal gusto di pera della polpa dell'acino, ma anche dalla forma di pera rovesciata del grappolo. Quasi del tutto scomparso per colpa della fillossera e successivamente riscoperto, questo vitigno viene utilizzato, di regola, in uvaggio col vitigno Verdiso e Glera, rientra nella DOCG Colli Asolani Prosecco, DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Prosecco DOC. Sensibile all'acinellatura, il Perera ha una produzione abbondante, ma irregolare, il grappolo è di forma medio-grande, conico o piramidale, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa di colore giallo dorato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso è fruttato con note di pera, intenso, fine, in bocca è persistente, sapido, fresco, caldo, armonico, di corpo, il valore alcolico minimo è 10,5°. Ottimo come aperitivo, si adatta bene a piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

lunedì 4 giugno 2018

VITIGNO GRISOLA

 Autoctono pugliese a bacca nera, salvato dall'estinzione, diffuso nel territorio di Manduria, località Sorani, in provincia di Taranto, il vitigno Grisola viene, forse erroneamente, associato e confuso col vitigno Barbera, visto la citazione che ne fa' Pietro De Crescenzi nel suo "Liber Ruralium Commodorum" col nome di Grisa o Grisola, l'interrogativo resta ed è motivo di approfondimento e di studio. Lasciando agli studiosi questa incombenza, il vitigno Grisola oggi viene coltivato su terreno tufaceo-calcareo con buona esposizione solare, il sistema di allevamento è quello a spalliera, soffre le gelate, il grappolo è di media dimensione, piramidale, a volte alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia consistente di colore blu. Il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo fruttato, floreale con note di viola, lamponi, ciliegia, speziato, in bocca è caldo, con bei tannini vellutati, fresco, fine, armonico, di corpo, il valore alcolometrico minimo è 11°. L'abbinamento ideale è con primi piatti di sugo con buona struttura, arrosti, selvaggina, grigliate di carni rosse, ma anche bianche, bolliti, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°

domenica 3 giugno 2018

VITIGNO GUARDAVALLE

Coltivato in Calabria, precisamente nella provincia di Reggio Calabria, versante ionico, il Guardavalle è un vitigno autoctono a bacca bianca, diffuso principalmente nella Locride, non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che è presente in Calabria fin dal tempo delle colonie greche. Il tipo di allevamento di questo vitigno è a spalliera o ad alberello su terreni argillosi-calcarei di medio impasto, ben esposti ai raggi solari, non ha particolari esigenze di coltura, resiste bene alle varie malattie. Vinificato di regola in uvaggio con altri vitigni locali, da un po' di anni viene vinificato in purezza con ottimi risultati, il grappolo è di forma media, conico o cilindrico, alato, da spargolo a mediamente compatto, l'acino è di dimensione media, sferico, con buccia mediamente spessa e consistente, poco pruinosa, di colore da verde-giallo ad ambrato. Il vino ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, floreale, fruttato con note agrumate e di noce tostata, in bocca è sapido, caldo, fresco, intenso, persistente, fine, di corpo, il valore minimo alcolico è 11°, ottimo come aperitivo, ben si adatta a piatti di pesce, frutti di mare e crostacei, formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 29 maggio 2018

VITIGNO MOSCATELLO DI TAGGIA

Conosciuto fin dal XIV secolo, secondo lo storico Alessandro Carrassale, il Moscatello di Taggia era chiamato il vino dei papi, dei re, nettare degli dei, apprezzato in tutta Europa, è un vitigno a bacca bianca aromatico diffuso nel Ponente Ligure, principalmente nel comune di Arma di Taggia, geneticamente uguale al Moscato di Canelli ma con un grappolo più spargolo e un aroma più intenso. Scomparso quasi del tutto dopo la fillossera, grazie all'attenzione di alcuni produttori, nel 2000 il vitigno, dopo un lungo lavoro di studio, di ricerca e reimpianto, rinasce e nel 2011 entra a far parte della DOC Riviera Ligure di Ponente, ad avvalorare questa rinascita  alcuni produttori nel 2014 fondano l'Associazione Produttori del Moscatello di Taggia. Uguale geneticamente, come detto, al Moscato di Canelli, viene vinificato nella tipologia fermo, frizzante, passito, con un titolo alcolometrico minimo che varia dal 10,5° al 14,5°del passito. Il vino, secondo la tipologia, varia da un colore giallo paglierino più o meno intenso, al giallo oro ambrato nel passito, il profumo fruttato, floreale e aromatico è quello classico del Moscato, il sapore è aromatico, dolce, fresco, persistente, armonico, ottimo come aperitivo, ideale per piatti di pesce, crostacei, formaggi e salumi, alla pasticceria secca,la temperatura di servizio consigliata è 12°.

giovedì 24 maggio 2018

VITIGNO NERETTA CUNEESE

La Neretta Cuneese è un vitigno autoctono del Piemonte a bacca nera diffuso principalmente in provincia di Cuneo e Torino, in Val Susa, nel Pinerolese, nella Serra d'Ivrea, nel Saluzzese e nel Monregalese, in ognuna di queste zone viene conosciuta con vari sinonimi, Freisa grossa o Freisa di Nizza, Neretto, Neretto di Cavaglià, Neretto del Beinale. Questo vitigno si adatta a diversi tipi di terreno, dal calcareo-argilloso, al ciottoloso, al morenico, ha particolare resistenza alla grandine e al marciume, oltre che alle crittogame, resistente al gelo e all'umidità, ha una buona vigoria e una produttività abbondante e costante. Il grappolo è di forma medio-grande, cilindrico, alato, molto compatto, l'acino è grande, sferico o ellisoidale, con buccia molto pruinosa, abbastanza spessa, di colore blu-nero, le sue uve, povere di zuccheri, vengono utilizzate quasi sempre in assemblaggio con Avanà, Dolcetto e Barbera, raramente in purezza. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, vinoso, fruttato, leggero di corpo e alcolicità, il valore alcolico minimo è 11°, poco adatto all'invecchiamento, adatto da bere a tutto pasto, si abbina bene ai piatti della tradizione locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

lunedì 14 maggio 2018

VITIGNO GUARNACCIA BIANCA E NERA

       VITIGNO GUARNACCIA BIANCA

Vitigno a bacca bianca il Guarnaccia Bianco è diffuso in Campania, principalmente sull'isola di Ischia, e in Calabria, provincia di Cosenza, principalmente nella zona di Saracena, non abbiamo notizie storiche certe, ma pensiamo che possa provenire dalla Grecia, introdotto nel periodo della colonizzazione ellenica. Non ha particolari esigenze di terreni, visto che si adatta sia a terreni calcarei-argillosi che a quelli lavici, il vitigno ha una buona vigoria a discapito di una produzione contenuta, il grappolo è medio, allungato, piramidale, spesso alato, poco compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia molto pruinosa, consistente, di colore che varia dal verde-giallo al giallo ambrato. Il vino ha un colore che varia dal giallo paglierino con riflessi verdognoli al giallo ambrato, al naso è fruttato, floreale, al palato presenta una buona acidità, freschezza, fine, intenso, di medio corpo, morbido, il suo valore alcolico minimo è 11°, si abbina a primi piatti di pesce, molluschi, crostacei, zuppe, formaggi freschi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

        VITIGNO GUARNACCIA NERA

Vitigno a bacca nera  il Guarnaccia Nero è diffuso negli stessi territori della Guarnaccia Bianca e si pensa che abbia la stessa provenienza della Bianca, anche i terreni di coltivazione sono simili. Il grappolo è di medie dimensioni, conico, compatto, spesso alato, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, mediamente pruinosa, di colore nero.Assemblato col Piedirosso sull'isola d'Ischia, il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei con un apporto fruttato, buona acidità, freschezza, buon tenore alcolico, fine, intenso, di corpo, ilsuo valore alcolico minimo è 11°, è un vino a tutto pasto e per tutti i giorni, si abbina aprimi piatti di sugo, carni rosse, arrosti, salumi e formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 13 maggio 2018

VITIGNO FRANCONIA

Vitigno a bacca nera di incerta provenienza, diffuso in Trentino, nella zona di Levico, Friuli-Venezia-Giulia, nella zona di Palmanova, in Lombardia, in provincia di Bergamo e in Veneto, nella provincia di Treviso, ma anche in Croazia, Austria, Francia, Germania e Ungheria, infatti il Franconia potrebbe provenire dalla Croazia, dove è conosciuto col nome di Limberg, o dall'Austria, regione Franken, cioè Franconia, dove è conosciuto col nome di Blaufrankisch. Introdotto in Italia, molto probabilmente, con la dominazione Austro-ungarico, le prime citazioni sono ad opera del Rovasenda nel 1887, successivamente nel 1925 dal Marzotto e dal Poggi. Questo vitigno predilige terreni argillosi- calcarei e i sistemi di allevamento sono quelli a guyot, il grappolo è di grande dimensione, piramidale o cilindrico, alato, l'acino è medio-grande, con buccia consistente, molto pruinosa, di colore blu-nero, viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio, concorre alle DOC Colli Orientali del Friuli e Friuli Isonzo, in Friuli trova i migliori risultati. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, profumi fruttati, floreali, che richiamano viola, lampone , ciliegia, in bocca è morbido, fresco, di corpo medio; se portato ad un piccolo invecchiamento da' profumi tostati di caffè, liquirizia, speziati, ha un valore alcolico minimo di 11°, si abbina a primi piatti strutturati, carni bianche e rosse, arrosti, selvaggina, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 10 maggio 2018

VITIGNO SGAVETTA

Lo Sgavetta è un vitigno a bacca nera autoctono dell'Emilia Romagna, diffuso principalmente nelle province di Modena e Reggio Emilia, non abbiamo notizie certe, la prima citazione di questo vitigno, conosciuto anche col sinonimo di Sganetta, è del 1877 ad opera del conte Giuseppe di Rovasenda. Nel corso degli anni la superficie di coltivazione dello Sgavetta si è molto ridimensionata a favore della famiglia dei Lambruschi, predilige le aree di coltivazione pedemontane con buona esposizione, ha buona tolleranza alle avversità e alle malattie, ha una produzione vigorosa e regolare. Il grappolo è di dimensione medio allungato, piramidale, spargolo, spesso alato, l'acino è medio, di forma sferoidale, con buccia molto pruinosa di colore blu-nera, viene vinificato in assemblaggio con altri vitigni, ai quali apporta colore, è adatto alla produzione di vini amabili, dolci e spumanti. Il vino ha un colore rosso rubino molto intenso con riflessi violacei, ha profumo fruttato, vinoso, intenso dall'aroma fresco, leggero, con buona acidità, un po' tannico, il valore alcolico minimo è 11°, è un vino adatto a tutto pasto, che con i piatti della tradizione locale da' il meglio di sè, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 6 maggio 2018

VITIGNO CASTIGLIONE

Il Castiglione è un vitigno a bacca nera autoctono della Calabria, diffuso principalmente nelle province di Cosenza e Reggio Calabria, conosciuto anche con i sinonimi di Zucchero e Cannella e Zagarese. Non si hanno notizie storiche certe, sappiamo che è presente in Calabria da qualche secolo, coltivato sia sul versante ionico che sul versante tirrenico, predilige terreni a medio impasto con buona esposizione ed è allevato ad alberello. Il vitigno ha una buona vigoria e una produzione regolare, è resistente alle avversità climatiche e alle malattie, il grappolo è medio allungato, piramidale, alato, spargolo o di media compattezza, l'acino è grande, ellisoidale, con buccia pruinosa, spessa e coriacea di colore blu-nera. Il Castiglione viene vinificato sia in assemblaggio che in purezza, il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso, ha profumo fruttato, floreale ed erbaceo, al palato è fresco, vinoso, secco, tannico, di medio corpo, il valore alcolico minimo è 11°. E' un vino da tutto pasto, ben si abbina con piatti della tradizione locale, con primi piatti al sugo strutturati, secondi di carne rossa alla brace, arrosti, formaggi semi stagionati e salumi tipici, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

venerdì 20 aprile 2018

VITIGNO ROSSIGNOLA

Conosciuto col sinonimo di Rossetta lungo il Lago di Garda, il Rossignola è un vitigno a bacca nera  della provincia di Verona, diffuso principalmente nella zona di Bardolino e in Valpolicella con piccola presenza anche in provincia di Vicenza. Non abbiamo notizie storiche, le prime risalgono al 1824 ad opera del Pollini e del 1825 ad opera dell'Acerbi, partecipa alla produzione delle DOCG,Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, Bardolino Superiore,con piccole quantità, secondo il disciplinare, anche se oggi viene utilizzato sempre meno in uvaggio. I terreni di produzione variano dalle colline moreniche del Lago di Garda ai terreni calcarei della Valpolicella.  Il Rossignola è un vitigno molto produttivo, il grappolo è medio, un po' compatto, piramidale, alato, l'acino è medio, obovoidale, con buccia sottile, di media consistenza, molto pruinosa, di colore rosso-violaceo, il vino, raramente vinificato in purezza, ha un colore rosso rubino scarico con riflessi violacei, molto adatto alla produzione di rosati, dal profumo fruttato intenso, con buona sapidità, freschezza, di corpo, il valore alcolico medio è 11°. E' un vino da tutto pasto, si abbina con primi piatti poco strutturati, con carni bianche e rosse, grigliate, salumi e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

venerdì 13 aprile 2018

VITIGNO SEMIDANO

Il Semidano è un vitigno a bacca bianca della Sardegna di origine incerta, forse introdotto, inizialmente dai Fenici o dai Romani nei porti di Nora e Karalis, diffuso, successivamente, nel Campidano Cagliaritano. L'epidemia di fillossera dell'ottocento, purtroppo, ha portato questo vitigno alla quasi estinzione, oggi la sua sopravvivenza è esclusivamente nella zona di Oristano, dove ha trovato un terroir adatto alle sue caratteristiche con terreni argillosi-calcarei con clima mediterraneo, ventilato, non umidi e non di fondo valle, per la sua sensibilità alle malattie, ha scarsa e incostante produttività, il grappolo è di media grandezza, conico-cilindrico, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore verde-giallo. Nel 1995 è stata costituita la DOC Sardegna Semidano con la relativa sottozona Mogoro, viene vinificato nella tipologia superiore, spumante e passito, in purezza o in assemblaggio, il vino ha un colore giallo paglierino, tendente al dorato nella tipologia passito, all'olfatto si evidenziano profumi floreali, fruttati di pesca, albicocca ed erbe officinali, al palato è di buona sapidità, freschezza, finezza ed eleganza, il grado alcolico minimo è 11°, mentre nel passito è 14°. Ottimo come aperitivo, nella versione spumante, si abbina a dessert e formaggi erborinati nella versione passito, mentre nella versione fermo si abbina a crostacei, molluschi, piatti di pesce, zuppe di pesce, grigliate, formaggi molli e stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12° e secondo la tipologia, si adatta bene anche all'invecchiamento.

lunedì 9 aprile 2018

VITIGNO NEGRARA

Il Negrara è un vitigno a bacca nera che identifica un gruppo di uve ( famiglia di Negrare ) totalmente diverse tra di loro, coltivate in Trentino-Alto Adige e Veneto. Nel 1818 l'ampelografo Pollini cita una coltivazione di "negrare" nella Valpolicella, mentre l'Alberti nel 1896 ne citava un'altra nel circondario di Verona col nome di negrara o negronza che è totalmente diversa dalla negrara trentina che è quella più comune e caratteristica, successivamente la coltivazione del Negrara si è diffusa in Lombardia sul Lago di Garda, provincia di Brescia e nel Mantovano. Questo cultivar predilige terreni calcarei-argillosi, morenici, con buona esposizione, non teme i freddi invernali, ma è molto sensibile all'oidio, alla peronospora e alla botrite, il grappolo è di forma medio-grande, cilindrico-piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è di dimensione medio-grande, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Viene, di regola, vinificato in assemblaggio, ma ha buone attitudini per la vinificazione in purezza, il vino ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, l'aroma è ricco di note fruttate e speziate da pepe verde, in bocca è fresco, sapido, leggermente tannico, fine, di medio corpo, leggermente amarognolo, il grado alcolico minimo è 11°. E' un vino a tutto pasto che si abbina bene a piatti di sugo, a carni rosse, grigliate, arrosti, formaggi mediamente stagionati, salumi, ottimo con la cucina locale, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 22 marzo 2018

VITIGNO MINUTOLO

Il Minutolo è un vitigno a bacca bianca aromatico, coltivato in Puglia, precisamente nelle province di Bari, Brindisi e Taranto ( Valle d'Itria ), sin dal 1200, per molto tempo è stato creduto uno stretto parente del Fiano di Avellino, tanto da meritare il nome di Fianello e Fiano Minutolo. Essendo un vitigno poco produttivo, ha rischiato l'estinzione, solo nel 2000, grazie all'enologo Pasquale Carparelli, è stato salvato e nel 2001, dopo studi scientifici, si è definito che questo vitigno non ha alcuna parentela col Fiano di Avellino, ma piuttosto col Moscato Bianco, il Moscato d'Alessandria e il Greco, finalmente nel 2011 è stato iscritto nel Registro Nazionale col nome di Minutolo. La sua maggiore coltivazione, come si diceva, è nella Valle d'Itria, zona calcareo-argillosa, dove questo vitigno assume particolari caratteristiche, grazie alle quali si adatta alla produzioni di vini bianchi secchi, spumanti e passiti. Il grappolo è di media dimensione, piramidale, semi spargolo, con uno o due ali, l'acino è di media grandezza, sferico, con buccia consistente, di colore verde-giallo tendente al dorato. Vinificato sempre più frequentemente in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino tendente al dorato o all'ambrato, secondo la versione, ha profumo fruttato, floreale con note di albicocca, pesca, salvia, rosmarino, in bocca è fine, sapido, fresco, persistente, di corpo, aromatico, armonico, ben strutturato, il grado alcolico minimo è 11°. Per le sue caratteristiche bene si abbina a piatti di pesce, crostacei, sushi, formaggi semi stagionati, carni bianche, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

mercoledì 21 marzo 2018

VITIGNO PASCALE

Conosciuto anche col sinonimo di Pascale di Cagliari e Giacomino, così è conosciuto in Toscana e in Gallura, il Pascale è un vitigno a bacca nera, di cui non si hanno notizie certe, si pensa sia stato introdotto in Sardegna dalla Toscana da mercanti, viene citato per la prima volta nel 1877 nel Bollettino Ampelografico. Oggi la sua coltivazione è localizzata principalmente nelle province di Sassari, di Nuoro e nel Campidano cagliaritano, predilige terreni argillosi poco umidi, ha una produzione costante e abbondante, ha buona tolleranza per la peronospora e il marciume, invece poco tollerante all'oidio. Questo vitigno predilige forme di allevamento a media espansione e potatura corta, il grappolo ha dimensioni grandi, conico-cilindrico, da spargolo a compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia spessa e consistente, molto pruinosa, di colore blu-nera. Vinificato di regola in assemblaggio col Cannonau e il Cagnulari, oggi viene vinificato anche in purezza, il vino ha un colore rosso rubino dal profumo fruttato, al palato è fine, sapido, tannico, di corpo, il grado alcolico minimo è 11°. L'abbinamento è  con primi piatti al sugo, strutturati, arrosti, selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 20 marzo 2018

VITIGNO COCOCCIOLA

Conosciuto anche col sinonimo Cacciola o Cacciuola la Cococciola è un vitigmo a bacca bianca autoctono dell'Abruzzo, coltivato principalmente in provincia di Chieti, diffuso sporadicamente anche nel nord della Puglia, grazie alla transumanza. Non abbiamo notizie storiche certe, le uniche menzioni le troviamo nel 1909 ad opera del Viala e del Vermorel, è un vitigno che di regola viene allevato a pergola abruzzese, anche se negli ultimi anni si sta espandendo l'allevamento a spalliera, è abbastanza produttivo e ha buona vigoria, non ha particolari esigenze di terreno e di clima. Il grappolo ha dimensioni medie, compatto, di forma cilindrico-conica, l'acino è grande, tondo, con buccia spessa, pruinosa, di colore giallo, per molto tempo è stato utilizzato in assemblaggio col Trebbiano d'Abruzzo per aumentarne l'acidità, oggi, grazie all'impiego di molti produttori, viena vinificato in purezza, sia in versione fermo che in versione spumantizzato, nel 2010 è stata istituita la denominazione " Abruzzo Cococciola DOC ". Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini tendenti al dorato, ha un profumo fruttato di agrumi, pesca, pera, floreale di gelsomino e erbaceo, in bocca è fine, fresco, sapido, con buona persistenza e struttura, armonico, ben equilibrato, con un finale ammandorlato, il grado alcolico minimo è 11°. Ottimo come aperitivo, si abbina, oltre ai piatti tipici locali, a tutte le pietanze a base di pesce, crostacei, molluschi, carni bianche, formaggi poco stagionati, la temperatuta di servizio consigliata è 10°-12°.

lunedì 12 marzo 2018

VITIGNO UVA LONGANESI o BURSON

L'Uva Longanesi o Burson( in dialetto romagnolo detto Bursona ) è un vitigno autoctono a bacca nera della provincia di Ravenna, in Romagna, e più precisamente della zona di Bagnacavallo, quasi scomparso con la fillossera, solo nel 1920 Aldo Longanesi (da cui il nome) trovò nel suo podere arrampicata ad una quercia questa vite e da allora iniziò con molti sacrifici la coltivazione di questo vitigno, nel 1999 i produttori si riuniscono in Consorzio  Il Bagnacavallo per valorizzare e tutelate questo vitigno e nel 2000 venne iscritto nel Registro delle Varietà. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico-conico, compatto, l'acino è di dimensione medio-grande, sferico, con buccia consistente di colore blu-nera, le sue uve possono avere un appassimento, tipo Amarone, e per questo oggi viene vinificato in due versioni: Burson Etichetta Blu e Burson Etichetta nera. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato secondo la versione, presenta note di amarene, viole, prugne, pepe, cioccolato, frutta matura, liquirizia, al palato secco, tannico, ben strutturato, di corpo, il grado alcolico 14°. L'abbinamento varia dai primi piatti al sugo, alle lasagne, alle grigliate di carne, alla cacciagione, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

domenica 11 marzo 2018

VITIGNO VERDISO

Vitigno autoctono a bacca bianca molto probabilmente originario della zona dei Colli Euganei, in Veneto, presente già dal '700 nella zona di Conegliano, infatti nel 1688 ai coloni dell'Abbazia di Follina fu imposto il suo impianto. Il nome Verdiso deriverebbe dalla colorazione verde dei suoi acini, viene vinificato di regola in assemblaggio con il Glera (Prosecco) e la Bianchetta Trevigiana, donando ai vini acidità e quindi freschezza, per tali caratteristiche entra nella composizione del "Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG"e nel passito "Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG". Il vitigno Verdiso ha una buona vigoria con produzione costante e buona adattabilità a qualsiasi tipo di terreno, il grappolo è di media grandezza, compatto, piramidale, spesso alato, l'acino ha dimensioni medio-grande, di forma ellissoidale, con buccia sottile, pruinosa, di colore verde chiaro. Il Verdiso, in purezza, viene vinificato nelle versioni: tranquillo, frizzante, spumante e passito, il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini dall'odore fruttato con sentori di mela verde, al palato è fresco, sapido, secco, di corpo medio, con un retrogusto amarognolo, il grado alcolico varia secondo la versione dai 10,5° ai 16° del passito. Ottimo come aperitivo, si adatta bene ad antipasti, primi piatti di pesce, crostacei, risotti alle erbe, la temperatura di servizio consigliata varia, secondo la versione, dai 6° degli spumanti ai 10°-12° del tranquillo.

giovedì 8 marzo 2018

VITIGNO NASCETTA o NAS-CETTA o ANASCETTA

Vitigno autoctono semi-aromatico a bacca bianca coltivato in Piemonte, nella zona di Alba nelle Langhe e più precisamente nel comune di Novello, in provincia di Cuneo, conosciuto già nell'800, infatti il Rovasenda nel 1877 lo cita nel suo "Saggio di un'ampelografia universale" col nome di "Anascetta" e solo alla fine del 1800 l'ampelografo Giovanni Cagna conia l'odierno termine in "Nascetta" e asserisce che  può essere utilizzata in uvaggio col Moscato bianco e la Favorita. Secondo gli ultimi studi ampelografici la Nascetta ha alcune somiglianze genetiche con il vitigno " Gros Blanc " della Val di Susa, sempre in Piemonte. Il vitigno Nascetta in passato veniva vinificato in assemblaggio e solo agli inizi degli anni '90 fu salvato dall'estinzione e iniziato a vinificare in purezza da alcuni produttori, infatti nel 2002 entra a far parte della "DOC Langhe" e solo nel 2010 ottiene il riconoscimento della "DOC Langhe Nas-cetta Comune di Novello" utilizzando uve Nascetta al 100%. Coltivato su terreni argillosi-calcarei ha una produzione da discreta a notevole, meno sensibile all'oidio, suscettibile alla peronospora, molto sensibile alla muffa, il grappolo è di media grandezza, cilindrico con una o due ali, compatto, l'acino è di media grandezza, sferico o ellisoidale, con buccia di medio spessore, pruinosa, di colore verde-giallo a giallo-dorato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso si distinguono note floreali di miele di acacia, timo, fiori bianchi, note fruttate di agrumi, frutti esotici, pompelmo, pesca, in bocca ha una buona acidità, sapidità, freschezza, caldo, con una buona struttura, molto adatto all'invecchiamento, il grado alcolico minimo è 11°. Questo vino a tavola si sposa con antipasti, primi piatti di pesce, crostacei, carni bianche, formaggi freschi, verdure, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

domenica 25 febbraio 2018

VITIGNO MINNELLA BIANCA

Vitigno a bacca bianca autoctono della Sicilia coltivato alle pendici dell'Etna dove i terreni vulcanici sono ricchi di mineralità e le escursioni termiche  sono forti, fresco di notte e caldo di giorno. Non abbiamo notizie storiche certe, la prima citazione avviene nella seconda metà del XVIII secolo, il nome deriva dalla particolare forma dell'acino allungata che assomiglia al capezzolo della mammella, in dialetto "minnedda", da cui Minnella. Questo vitigno è allevato ad alberello, come detto su terreni vulcanici, che rendono al vino una buona acidità e mineralità, il grappolo è di media grandezza, di forma piramidale, da compatto a spargolo, alato, l'acino è medio-grande, allungato, con buccia pruinosa, consistente, di colore verde giallo. Il Minnella entra a far parte della denominazione "Etna Doc" e di regola viene vinificato in blend col Catarratto e l'Inzolia, se, invece, vinificato in purezza da' un vino dal colore giallo paglierino, dal profumo fruttato con sentori di anice, intenso, ampio, fine, il sapore è fresco, secco, armonico con una gradevole persistenza aromatica, il grado alcolico minimo è 11°. Il vino si abbina a piatti a base di pesce, carni bianche, formaggi freschi, la temperatura di servizio  consigliata è 10°-14°.