giovedì 30 agosto 2018

VITIGNO GIACCHE'

Vitigno autoctono a bacca nera, diffuso nel Lazio, zona di Cerveteri, sporadicamente anche in Toscana, il Giacchè era conosciuto e bevuto fin dal VIII sec. a.C. dagli Etruschi, citato già da Virgilio nell'Eneide e da Plinio, era ed è chiamato anche il Vino degli Etruschi, da recenti studi sul suo DNA, è stato stabilito che il Giacchè è un clone del Lambrusco Maestri. Quasi del tutto scomparso dovuto alla sua bassissima resa e quel poco utilizzato per dare più colorazione ad altri vitigni per la sua abbondanza di antociani, da qualche decennio, grazie all'oculatezza di un imprenditore, questo vitigno è stato riscoperto e ripiantato. Coltivato su terreni argillosi-calcarei e vulcanici, ricchi di mineralità, danno un apporto di acidità e alcolicità al vino, adatto anche all'invecchiamento, viene, infatti, vinificato in purezza sia nella versione secco che nella versione passito. Il grappolo è di grandezza media, piramidale-conico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nera, il vino ha un colore rosso rubino molto intenso, dove la frutta rossa la fa' da padrone, in bocca l'acidità e l'alcolicità sono ben marcati, seguiti da una morbidezza e sapidità che ne danno una buona  struttura, il valore alcolico minimo è 11°. Adatto come abbinamento a primi piatti ben strutturati, ad arrosti, selvaggina, cacciagione, grigliate, è indicato per salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°, nella versione passito l'abbinamento ideale è con torte anche di frutta e pasticceria.

giovedì 23 agosto 2018

VITIGNO AGLIANICONE

L'Aglianicone è un vitigno a bacca nera autoctono, conosciuto fin dall'epoca dei Greci, che lo introdussero in Italia durante la loro dominazione risalente al VIII sec. a.C., è diffuso in Basilicata, in Campania, nel Cilentano, provincia di Salerno e sporadicamente anche in Puglia. Il suo nome lo ritroviamo per la prima volta nel 1825 ad opera dell'Acerbi, sulla sua connotazione vi è da secoli una disputa, chi lo vuole appartenente alla famiglia degli Aglianici, chi lo vuole come progenitore dell'Aglianico ( il biotipo del Cilento sarebbe quello più idoneo), solo nel 2004 gli studiosi Calò e Costacurta indicarono una probabile identità di questo vitigno col vitigno Ciliegiolo toscano e una parentela anche col vitigno Montepulciano. L'Aglianicone è un vitigno vigoroso, il grappolo è di grandezza media, cilindrico o conico, alato, compatto, l'acino è  medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa e di colore blu-nera. Utilizzato quasi sempre in uvaggio, da un po' di tempo viene vinificato in purezza con ottimi risultati, visto anche la sua predisposizione all'invecchiamento, il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, che con l'invecchiamento si avvicinano al granato, al naso le more, il ribes, le fragoline di bosco fanno da eco allo speziato, pepe nero, tabacco, chiodi di garofano, al palato l'eleganza della sua acidità, alcolicità e il vellutato dei tannini fanno da corollario alla sua corposità e struttura, il grado alcolico minimo è 11°. Indicato per i piatti della tradizione regionale, è adatto ai primi piatti di sugo, grigliate, arrosti, carni al sugo, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 21 agosto 2018

VITIGNO REBO

Il Rebo, vitigno a bacca nera autoctono del Trentino Alto  Adige, diffuso principalmente nella zona della Valle dei Laghi, è nato nel 1948 ad opera dell'agronomo Rebo Rigotti, da cui il nome, incrociando il vitigno Merlot col vitigno Teroldego, è conosciuto anche col sinonimo di Incrocio Rigotti 107/3. Questo vitigno  presenta, nell'insieme, la struttura del Merlot e la fragranza del Teroldego, ha una produttività abbondante e regolare, il grappolo ha una grandezza media, compatto, alato, l'acino è di forma media, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nera. I terreni di coltivazione, dal clima mite e ventilato, danno al vino una notevole struttura, il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, con fragranze fruttate che richiamano il lampone e la mora, al palato è caldo, tannico, vellutato, di notevole struttura, il valore alcolico minimo è 11°. Consigliato per i piatti tipici regionali, è adatto con polenta, carni rosse o grigliate, formaggi stagionati, salumi, si consiglia di servirlo ad una temperatura di 16°-18°.

domenica 12 agosto 2018

VITIGNO BORDO'

Il Bordò è un vitigno a bacca rossa delle Marche, diffuso principalmente in provincia di Ascoli Piceno, appartenente alla famiglia delle Guarnacce spagnole e francesi, infatti nelle varie zone di produzione prende diversi nomi: Cannonau in Sardegna, Granaccia in Liguria, Alicante in Toscana, Gamay del Trasimeno in Umbria, Tai Rosso in Veneto, Nelson in Sicilia, nella zona dell'Etna. Scoperto per puro caso negli anni novanta, ancora oggi questo vitigno è oggetto di studio da parte di alcuni viticoltori, visto che non ha ancora una sua denominazione, è un biotipo del Grenache, anche se in questa zona delle Marche ha una sua connotazione ben definita, dovuta alla esposizione solare e struttura del terreno di coltivazione e per questo mi piace definirlo un autoctono di questa zona. La coltivazione di questo vitigno non è molto diffusa, ha un carattere del tutto personale, molto robusto e di difficile produzione, il vino ha un colore rosso rubino scarico che si avvicina al granato, ha note balsamiche, agrumate, speziate, tostate, tonico come gusto con buon tenore alcolico e di buon corpo, può raggiungere come tenore alcolico anche i 15°. I piatti della tradizione marchigiana sono il suo abbinamento ideale, paste al sugo strutturate, carni rosse e selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.