domenica 30 settembre 2018

VITIGNO CASETTA O LAMBRUSCO A FOJA TONDA

Vitigno autoctono a bacca nera, anche conosciuto coi sinonimi di Lambrusco a foja tonda e Maranela, il Casetta è diffuso in Trentino, Vallagarina, nei comuni di Ala e Avio, in provincia di Trento, e in Veneto, nei comuni di Dolcè, Brentino Belluno e Rivoli, in provincia di Verona. Questo vitigno ha origini antichissime, molti lo associavano alla famiglia dei Lambruschi, ma recenti studi e analisi hanno stabilito che è falsa questa appartenenza, infatti è un vitigno a sè che in Vallagarina è in contrapposizione col vitigno Enantio o Lambrusco a foglia frastagliata. Quasi abbandonato agli inizi degli anni Sessanta, grazie alla meticolosità di qualche produttore, oggi viene coltivato e vinificato anche in purezza, entra, infatti, nella DOC Valdadige Terra dei Forti. Predilige terreni calcarei collinari e ben esposti alla ventilazione e al sole, ha una elevata vigoria, resistente al freddo invernale, meno alle gelate, il grappolo è di medie dimensioni, conico, spargolo, alato, l'acino è medio-grande, ellisoidale, con buccia sottile di colore blu nera. Vinificato in purezza da' al vino un colore rosso rubino intenso, al naso da' sensazioni fruttate di mora e prugna, al palato da' freschezza, tannicità ben controllata, alcolicità, morbidezza, ha una buona struttura e buon corpo. Viene abbinato, di regola, ai piatti tipici regionali, polenta, gnocchi, primi con funghi, carni bianche, grigliate, salumi e formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 25 settembre 2018

VITIGNO POLLERA NERA

Il Pollera Nera, conosciuto anche col sinonimo di Corlaga, è un vitigno a bacca nera autoctono presente in Liguria fin dal 1800 nelle Cinque Terre e nei Colli di Luni, secondo le testimonianze dell'Acerbi (1825) e del Di Rovasenda (1877), oggi è più presente nella Lunigiana, in provincia  di Massa Carrara. Vinificato quasi sempre in uvaggio per la sua elevata produzione, apportando qualità agli altri vitigni e per la sua resistenza alle malattie, alcuni produttori stanno sperimentando la sua vinificazione in purezza con dei buoni risultati, grazie all'influenza del clima marino e alla protezione delle Alpi Apuane dai venti freddi, godendo così di un clima temperato, rientra nell'uvaggio della DOC Colli di Luni. Il grappolo è di dimensione medio-grande, cilindrico, compatto, alato, l'acino è medio, sferico, deformato dalla compattezza del grappolo, con buccia sottile, molto pruinosa, di colore grigio-violetto, il vino ha un colore rosso rubino scarico con profumi di frutta poco intensi e marcati, al palato si percepisce questa sua vinosità, semplicità di aromi e leggerezza di corpo, da bere certamente giovane. Indicato a tutto pasto, l'abbinamento ideale è con i minestroni, le carni bianche, le grigliate, salumi e formaggi poco stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

domenica 23 settembre 2018

VITIGNO BOSCHERA

Il Boschera è un vitigno a bacca bianca autoctono del Veneto, diffuso principalmente nei dintorni di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Conosciuto fin dal lontano 1600, evitata l'estinzione ad opera di alcuni produttori, iscritto dal 1992 nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, vinificato quasi sempre in uvaggio con altri vitigni locali, quali il Glera e il Verdiso, questo vitigno entra nell'uvaggio del Colli di Conegliano DOCG e della sottozona Torchiato di Fregona Colli di Conegliano DOCG. Il nome potrebbe derivare dal fatto che veniva coltivato a ridosso dei boschi, qualche produttore, oggi, lo inizia a vinificare in purezza con dei buoni risultati, predilige terreni sciolti dal clima fresco e soleggiato, ha una elevata vigoria, il grappolo è di media grandezza, piramidale, alato, da mediamente compatto a compatto, l'acino è medio, di forma irregolare, con buccia spessa, consistente, con macchie marroni, poco pruinosa, di colore giallo-verde. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, al naso è fruttato, floreale con percezione di agrumi, pesca, mela verde, fiori bianchi, con una leggera sfumatura minerale, in bocca è fresco, sapido, equilibrato, di buon corpo, evidenziando tutte le percezioni nasali e chiudendo con un retrogusto ammandorlato. Ottimo come aperitivo, ideale per piatti di pesce, per piatti vegetariani, salumi e formaggi, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

martedì 18 settembre 2018

VITIGNO VUILLERMIN

Vitigno autoctono a bacca nera della Valle d'Aosta, quasi del tutto estinto, recuperato da alcuni produttori all'inizio degli anni 2000, oggi coltivato sulle rive della Dora Baltea, principalmente nei comuni di Chambave e Chatillon. Conosciuto anticamente col nome di Eperon o Spron, ormai non più in uso, il Vuillermin sembra geneticamente imparentato col vitigno Fumin e Mayolet, mentre recenti studi hanno evidenziato alcune caratteristiche comuni al vitigno Prie' Rouge e al Cornalin, tutti vitigni valdostani. In Valle d'Aosta la viticoltura cosidetta di "montagna" o "eroica" è caratterizzata da coltura a terrazzamenti che arrivano fino a 700 metri di altezza, mentre in alcune zone può arrivare anche a 1000 metri e più, le escursioni termiche la fanno da padrone con inverni siccitosi ed estati tiepide, con mattine fresche, pomeriggi caldi e assolati e notti fredde, specialmente nelle stagioni intermedie, che arricchiscono l'uva di profumi. Il grappolo è di grandezza medio-piccolo, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-piccolo, sferico con buccia consistente, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al naso si sentono profumi fruttati e floreali di viola, rosa, frutta rossa, al palato è intenso, vinoso, tannico, buona acidità, di corpo e una buona struttura, adatto all'invecchiamento, l'abbinamento è con i piatti tipici regionali, polenta, primi piatti al sugo di carne, carni bianche, arrosti, salumi e formaggi semi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

mercoledì 12 settembre 2018

VITIGNO PIGNOLA O GROPPELLO DI BREGANZE O PIGNOLO SPANO

Il Pignola è un vitigno autoctono a bacca nera della Valtellina, in Lombardia, identico per DNA al vitigno Groppello di Breganze, diffuso in provincia di Vicenza e al vitigno Pignolo Spano, diffuso nel Nord Piemonte, province di Biella, Vercelli e Novara. Conosciuto fin dal Medioevo, deve il suo nome alla forma del grappolo, simile alla pigna, somiglianza comune per forma del grappolo al Pignolo friulano e al Pignoletto emiliano-romagnolo. Questo vitigno preferisce terreni pianeggianti-collinari, alluvionali, profondi e ricchi di scheletro, ha una buona produzione e resistenza alle malattie, il grappolo è di piccole dimensioni, compatto, cilindrico, alato, l'acino è di media grandezza, sferico, con buccia di media consistenza, pruinosa, di colore blu-nera. E' vinificato in assemblaggio con altri vitigni di zona, apportando colore e sapidità; vinificato in purezza il vino ha un colore rosso rubino carico, con note di frutti rossi, fiori secchi e spezie, al palato è fresco, sapido, tannico, mediamente corposo, armonico, la gradazione alcolica minima è 11°, ottima anche la sua vinificazione in bianco. Si abbina con primi piatti di sugo di carne, arrosti, grigliate, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

lunedì 10 settembre 2018

VITIGNO NERETTO DI BAIRO

Vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, diffuso nel Canavese, provincia di Torino, esattamente nei comuni di Bairo, San Giorgio e Valperga, ma anche nel Pinerolese, conosciuto semplicemente come Neretto, ma anche come Neret o Neretto di San Giorgio o Neret gros. Non abbiamo notizie storiche certe, sappiamo soltanto che il Neretto di Bairo è presente in questa zona da moltissimo tempo. E' un vitigno che ha grande vigoria e qualità nelle sue uve, ma scarsa produttività, resistente alle malattie, rispetto alla Barbera presenta meno acidità ed ha meno tenore alcolico. Il grappolo ha dimensioni medie, cilindrico-conico, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-grande, ellisoidale, con buccia pruinosa di colore blu tendente al nero. Vinificato di regola in uvaggio con l'Avarengo, detto anche Muster, rientra nella DOC Canavese e nella DOC Pinerolese; in purezza il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato, sapido, fresco, poco alcolico, di corpo, da bere ancora giovane e a tutto pasto, il suo valore alcolico minimo è 10°. Si abbina a primi piatti poco strutturati, minestre in brodo, bagna cauda( tipico piatto piemontese), polenta, bolliti, salumi e formaggi semi-duri, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

sabato 8 settembre 2018

VITIGNO CASAVECCHIA

Il Casavecchia è un vitigno autoctono a bacca nera della Campania, diffuso in una piccola zona a nord di Caserta comprendendo i comuni di Pontelatone, Formicola, Caiazzo, Castel di Sasso e Liberi, non abbiamo notizie storiche certe fino alla metà dell'Ottocento. Plinio il Vecchio nel suo trattato Historia Naturalis cita un certo vino Trebulanum proveniente da questa zona, potrebbe essere l'odierno Casavecchia, ma per ora sono solo ipotesi. Secondo una leggenda contadina, il nome di questo vitigno deriverebbe dal suo ritrovamento in un vecchio rudere, denominato in dialetto " a casa vecchia", dal contadino Scirocco Prisco, che ne inizio la coltivazione. Gli impianti di questo vitigno sono su terreni di origine vulcanica, la sua produzione è scarsa, per questo quasi abbandonato, oggi è stato valorizzato con buoni risultati, vinificato in purezza o con piccole quantità di altri vitigni da' origine alla DOC Casavecchia di Pontelatone. Il grappolo ha una grandezza media, cilindrico, compatto, spesso alato, l'acino è piccolo, tondo, con buccia pruinosa, puntinata, di colore blu-nera, il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, al naso è fruttato, floreale, speziato con note di frutti di bosco, ciliege, amarene, rosa, viola, tostato, chiodi di garofano, al palato è sapido, secco, tannico al punto giusto, intenso, persistente, morbido, di corpo. Questo vino si abbina a primi piatti strutturati, di ragù di carne, secondi con grigliate, agnello, capretto, salumi e formaggi stagionati, la temperatuta di servizio consigliata è 18°-20°.

martedì 4 settembre 2018

VITIGNO UVALINO

Chiamato anche Lambrusca o Lambruschino nel Roero, da non confondere con la Lambrusca di Alessandria o con altri Lambruschi, l'Uvalino è un vitigno a bacca rossa diffuso nell'Astigiano e nell'Alessandrino, in Piemonte, con maggiore localizzazione nel comune di Costigliole d'Asti. E' un vitigno molto rustico, già conosciuto e utilizzato nel Settecento come vino per le grandi occasioni, è conosciuto come il "re del resveratrolo", unico vino al mondo con la maggiore concentrazione di questa molecola nella buccia dell'acino, antitumorale, antiossidante e fluidificatore del sangue. Utilizzato spesso in uvaggio con altri vitigni per dare maggiore struttura e colore ai vini più deboli, oggi la vinificazione in purezza sta prendendo piede, utilizzando le sue uve con un piccolo appassimento, viene, infatti, vinificato sia in versione secco che in versione passito. L'Uvalino è un vitigno con una produzione medio-alta, poco suscettibile alle malattie e alle avversità atmosferiche, meno all'acinellatura, il grappolo è di grandezza media, cilindrico, con una o due ali, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso porpora intenso con tonalità granate che variano a secondo delle annate e periodo di maturazione, il profumo è di frutta matura e spazie, al palato è caldo, ampio, intenso, sapido e ben equilibrato, tannini ben marcati che si affievoliscono con la maturazione. L'abbinamento ideale di questo vino è con primi piatti ben strutturati, con arrosti, selvaggina, grigliate, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.