venerdì 22 marzo 2019

VITIGNO MOSTOSA

Il Mostosa è un vitigno a bacca bianca autoctono dell'Emilia Romagna, diffuso in tutte le regioni adriatiche fino alla Puglia, ma anche nel Lazio e Umbria, con vari sinonimi, Pagadebit, Ascolana, Scacciadebito, Pagadebito gentile. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1971, rientra nella DOC Colli di Rimini, le sue origini sono sconosciute, ma era apprezzato dai coltivatori per la sua elevata produttività. Coltivato su terreni collinari argillosi-calcarei-sabbiosi, ama le esposizioni solari ben ventilate, risente molto nelle zone costiere del clima marino che apporta una certa salinità alle uve. Il grappolo è di grande dimensione, piramidale o conico, mediamente compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia pruinosa, di colore verde-giallo, il vino ha un colore giallo paglierino intenso, floreale, fruttato, secco, fresco, dal gusto pieno, poco strutturato e di poco corpo. Apprezzato come aperitivo, si abbina bene con minestre in brodo, primi piatti poco strutturati, secondi di pesce e carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

giovedì 21 marzo 2019

VITIGNO ABRUSCO

Vitigno a bacca nera autoctono di antica origine della Toscana, iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1999, l'Abrusco, conosciuto anche con i sinonimi Raverusto, Colore, Lambrusco, presenta una certa somiglianza con l'Abrostine e appartiene al gruppo dei "vitigni da colore", quale il Colorino, per dare colore a vitigni meno dotati. Non abbiamo notizie storiche certe, se non alcune citazioni da parte del Soderini nel 1622 e del Di Rovasenda a fine del 1800, salvato dall'estinzione, oggi viene utilizzato molto spesso in assemblaggio, ma anche in purezza. Diffuso scarsamente in quasi tutta la regione, la sua produzione è media e regolare, coltivato spesso insieme al Colorino, il grappolo è di media dimensione, piramidale, alato, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato, speziato, di gusto fine e persistente, ben strutturato. L'abbinamento è con antipasti, primi piatti strutturati, secondi di carne, arrosti, formaggi semistagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 12 marzo 2019

VITIGNO VERDEA

Il vitigno Verdea è un autoctono a bacca bianca conosciuto fin dal Medio Evo e introdotto in Italia, molto probabilmente, dal monaco irlandese San Colombano, precisamente in Toscana, dove è conosciuta col sinonimo di Colombana Bianca o Colombana di Peccioli, successivamente in Lombardia, nel Lodigiano, e in Emilia Romagna, nel Piacentino, dove viene consumata, per lo più, come uva da tavola. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti nel 1970, questo vitigno entra nella DOC San Colombano e spesso viene vinificato in purezza anche per vini passiti. Coltivato su terreni collinari ben soleggiati, ha una produttività elevata, regolare, ha buona resistenza al marciume e alle malattie crittogamiche, il grappolo è di media grandezza, conico piramidale corto, con una o due ali, mediamente compatto, l'acino è di media grossezza, subrotondo, con buccia spessa, consistente, pruinosa , di colore verde-gialla. Il vino ha un colore giallo paglierino scarico, leggero, fruttato, delicato, con buona acidità, ottimo come aperitivo, si abbina ad antipasti, primi piatti delicati, secondi di pesce sia di mare che di acqua dolce, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

martedì 5 marzo 2019

VITIGNO NERO BUONO

Il Nero Buono oNero Buono di Cori è un vitigno autoctono a bacca nera del Lazio, coltivato quasi esclusivamente nel territorio del comune di Cori, sulle pendici dei Monti Lepini, in provincia di Latina. Non conosciamo notizie storiche certe, ma pare che fosse coltivato fin dal tempo dei Romani, infatti si pensa che fu portato in questa zona dal Console  Lucio Quinzio Cincinnato. Iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Viti fin dal 1971, veniva utilizzato come vitigno da taglio, specialmente nella zona dei Castelli Romani, per l'apporto di colore che dava ai vini, solo negli ultimi anni, grazie alla lungimiranza di alcuni produttori, le sue uve vengono vinificate in purezza con risultati incoraggianti, tanto da provare anche un piccolo invecchiamento. Coltivato su terreni collinari di origine vulcanica con un microclima ventilato che lo rendono meno sensibile alla peronospora e alle muffe, questo vitigno ha una vigoria e produttività moderata, il grappolo è di dimensioni medie, conico, compatto, alato, l'acino è di dimensioni medie, sferico, con buccia spessa, pruinosa, di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso, fruttato di frutti rossi, ribes, mirtillo, con l'invecchiamento assume sentore e aroma di confettura, liquirizia, cacao, spezie, con buona acidità, sapido, buon tenore alcolico e leggeri tannini, l'abbinamento è con primi piatti strutturati, secondi di carni rosse, arrosti, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.